di Redazione Milano- Corriere della Sera – 24 Ottobre 2026

Dopo una settimana di indagini, gli investigatori hanno identificato il giovane amministratore della pagina social che rilanciava proclami e appuntamenti in piazza. Ricercatore e giornalista freelance, di origini marocchine, ha trent’anni

Youssef Siher, dal sito dell’Ispi

Dopo una settimana di indagini serrate, gli investigatori della polizia sono arrivati alla testa del «Movimento 17 ottobre», la pagina social che dopo gli scontri di sabato e domenica scorsi a Milano ha rilanciato raduni e appuntamenti in più piazze d’Italia per oggi, sabato 24 ottobre. Il presunto amministratore del profilo si chiama Youssef Siher ed è un 30enne di origini marocchine vicino ai Giovani palestinesi. È indagato per istigazione a delinquere aggravata.

Il sito dell’Ispi, l’istituto per gli studi di politica internazionale, presenta così  Youssef Siher in una pagina dedicata al suo profilo: «È Research Trainee presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell’Ispi. I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’Islam politico, sui movimenti politici islamici e sul rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. Ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Milano». E ancora: «Durante i suoi studi ha analizzato i legami tra le ideologie politiche islamiche del XX secolo e le prime esperienze politiche dell’Islam e, nella sua tesi magistrale, ha svolto uno studio approfondito sui movimenti islamici in Marocco e i loro rapporti con il potere monarchico. È bilingue, essendo madrelingua arabo e italiano, e parla fluentemente inglese e spagnolo».

Gli inquirenti l’hanno rintracciato nella mattina di sabato a casa di una amica a Milano ed è stato accompagnato in questura. Nell’appartamento è in corso una perquisizione della polizia. La sua posizione è ora al vaglio. Dalle prime anticipazioni del Tg1, il 30enne sarebbe anche un giornalista freelance collaboratore di una testata online.

Le pubblicazioni sui social del «Movimento 17 ottobre» si sono fermate al pomeriggio di venerdì, quando la pagina aveva comunicato attraverso un post che «le piazze annunciate erano annullate», ma che non si sarebbe rinunciato a scendere in strada. Per aggiungere: «Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti». Sabato, qualche ora prima dell’appuntamento indicato, «il blitz» della polizia. 

Le perquisizioni a casa dei genitori di Youssef Siher, a Brescia

di Mara Rodella- Corriere della Sera- 24 Ottobre 2026

Trentenne di origini marocchine, vive nella periferia di Milano con la moglie e ha collaborato con Il Fatto Quotidiano come giornalista freelance. All’alba perquisita la casa dei genitori a Mazzano

Vanta un curriculum accademico di alto livello: studi di geopolitica, un dottorato di ricerca e un’attività di analista politico. Ma anche un lavoro da giornalista freelance, che lo ha portato a collaborare anche con il Fatto Quotidiano. Questo il profilo del trentenne di origini marocchine, ma cittadino italiano, quindi di seconda generazione,  individuato dalla Polizia come presunta mente della pagina Instagram «Movimento 17 ottobre», che ha promosso le manifestazioni in diverse città del Nord Italia. 

Di origini marocchine, appunto,  il giovane, formalmente residente in provincia di Brescia, ma da tempo di casa nella periferia di Milano – dove lavora – insieme alla moglie, è stato portato in Questura a Milano per
essere interrogato.

Nella mattinata di sabato 24 ottobre gli agenti della Digos di Brescia hanno
perquisito un’abitazione tra Mazzano – dove abitano i genitori – e Gavardo, dove vive ancora la sua famiglia. Nel corso dell’attività sarebbe stato trovato
materiale informativo ritenuto di interesse investigativo: sequestrati computer, device, materiale informatico (e non). L’ipotesi di reato  contestata è quella di istigazione al terrorismo.