"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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RADIO MARIA PAPUA NUOVA GUINEA ACCOGLIE IL PAPA

Radio Maria Papua Nuova Guinea accoglie il Papa come “apostolo della pace”

Tra le emittenti locali che hanno seguito il viaggio apostolico di Papa Francesco in Papua Nuova Guinea c’è Radio Maria, il cui direttore, un missionario vincenziano, ritiene che la visita contribuirà a unire le persone e a portare pace nei loro cuori.

Di Thaddeus Jones e Delphine Allaire – Port Moresby

Le emittenti in Papua Nuova Guinea sono pronte per l’arrivo di Papa Francesco e per tutta la copertura mediatica che ciò comporta. Tra queste c’è Radio Maria Papua Nuova Guinea, un partner di trasmissione di Vatican News.
Padre Joseph Emmanuvel Amith, missionario vincenziano che presta servizio come direttore della stazione, spera di garantire una copertura vicina e lontana per raggiungere la popolazione della nazione sparsa su molti territori e isole, una nazione di oltre otto milioni di abitanti con oltre 830 lingue diverse parlate.
Raggiungere le periferie
Padre Amith e il suo team sono presenti presso il centro di trasmissione multimediale per trasmettere tutti gli eventi e con il personale sul campo per fornire copertura in diretta e interviste.
Sebbene i loro mezzi siano limitati, sperano di coinvolgere i loro ascoltatori per aiutarli a partecipare agli eventi, ovunque si trovino, ma soprattutto tutti coloro che vivono in periferia, dove la comunicazione è così difficile.
Circa il 90% delle persone ascolta la radio, rendendola il mezzo di comunicazione chiave e un importante aiuto nella costruzione della comunità. La televisione e Internet hanno una portata limitata a causa dei pochi grandi centri urbani e delle persone sparse sulle numerose isole presenti.
Portare unità
Parlando con Delphine Allaire di Vatican News prima dell’arrivo del Papa, Padre Amith ha affermato che lui e il suo team nutrono grandi speranze per la visita del Papa, poiché “sta portando unità” a questa nazione con così tante culture e lingue, una grande ricchezza.
Afferma che questa visita contribuirà anche a portare pace nei cuori delle persone, poiché potranno vedere la presenza del Papa “come un uomo anziano” con “la grazia sul volto” e ascoltare il suo messaggio di fede, rispetto reciproco, armonia, solidarietà e pace.
«Viene come apostolo della pace», afferma padre Amith, che ritiene che presto anche «in Papua Nuova Guinea ci sarà la pace» grazie a questa provvidenziale occasione.
Ispirante e informativo
Radio Maria Papua Nuova Guinea trasmette principalmente in inglese, con programmi incentrati sulla fede cristiana, programmi devozionali, spiritualità mariana, nonché formazione e istruzione.
Gran parte della programmazione è dedicata all’informazione, concentrandosi su settori quali l’assistenza sanitaria e le questioni sociali, in modo che le persone abbiano accesso a conoscenze utili su come migliorare le condizioni di vita e costruire comunità.
Padre Amith e il suo team si rivolgono a esperti in ogni campo, docenti universitari e medici, affinché condividano le loro conoscenze.
Le trasmissioni coinvolgono sia cattolici che non cattolici e sono rivolte a un pubblico universale con l’obiettivo di costruire una comunità e promuovere l’istruzione e, nel farlo, come dice Padre Amith, “aiutare il popolo di Dio”.

🔴LIVE🔴DALLA NOSTRA CAPPELLA PER LA BENEDIZIONE DI P.LIVIO AL VELO DI MARIA BAMBINA in partenza per tappe in Italia e nei vari continenti.

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🔴LIVE🔴Entriamo live nella sede di Radio Maria Papua Nuova Guinea a Port Moresby ! Incontriamo con P.Livio il Direttore di RM Papua NG e lo staff!

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Scoprite perché la prima ragazza del video si è messa a piangere

DAI UNA MANO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO

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CONOSCIAMO “RADIO MARIA PAPUA NUOVA GUINEA”

Papua Nuova Guinea: 462 840 km² – 9 311 874 abitanti

Abitanti – Religioni – Lingue

La Papua Nuova Guinea, a sud-ovest del Pacifico, comprende la regione orientale della Nuova Guinea e le sue isole.
Caratterizzata da una vastissima diversità culturale, piena di villaggi di tribù locali, molte delle quali parlano ancora la propria lingua. La popolazione complessivamente è di 10 milioni di abitanti.
I Papua comprendono innumerevoli popoli; il loro nome deriva dal termine malese papuah, che indica la loro caratteristica capigliatura cespugliosa.
L’84% della popolazione è autoctona, il 13% di origine europea, l’1% di origine indonesiana, il 2% di altra origine.
In Papua Nuova Guinea esistono centinaia di gruppi etnici indigeni; il più numeroso è rappresentato dai papuani. La restante parte della popolazione è composta da austronesiani. Vi sono, infine, consistenti minoranze di cinesi, europei, australiani, filippini, indiani e cingalesi. La popolazione è prevalentemente rurale e giovane. Pensate : l’84% degli abitanti abita nelle campagne e il 40% ha meno di quindici anni.
Per quanto riguarda la religione, il 30% della popolazione pratica culti tradizionali, per lo più combinandoli con il Cristianesimo. Il restante 69% degli abitanti dichiara di praticare esclusivamente la religione cristiana. Il 36% della popolazione appartiene alla Chiesa cattolica, il resto è composto da diversi gruppi protestanti. Lo 0,8-1% della popolazione è islamica: si tratta prevalentemente di immigrati dall’Indonesia durante il regime di Sukarno.
In Papua Nuova Guinea ci sono tre lingue ufficiali (inglese, tok pisin e hiri motu) a cui si aggiungono circa 850 lingue locali (appartenenti alle famiglie austronesiane e papuane). Questa incredibile varietà linguistica fa sì che nel paese si concentri circa il 10% delle lingue parlate nel mondo. Con una media di soli 7.000 parlanti per ogni lingua diffusa, la Papua Nuova Guinea è il paese che vanta, nel mondo, la seconda più alta densità linguistica (il primo è Vanuatu).

Radio Maria Papua Nuova Guinea precisamente dove si trova e cosa fa?

Sede principale a Port Moreby – RM PAPUA NG trasmette in lingua inglese da una nuova sede presa in affitto nel complesso della conferenza episcopale della PNG nella città di Port Moresby. Attualmente trasmette in inglese ben undici diocesi.

Mancano tuttavia le necessarie risorse economiche (i costi delle frequenze e dei ripetitori) per un area di trasmissione così vasta, dato che la radio stessa fatica a sostenersi se non per le spese ordinarie.

A inizio 2024 è arrivato il nuovo direttore della sede principale, nella città di Port Moresby, Padre Joseph Emmanuvel Amith.
Il sacerdote ha iniziato il suo cammino tutto in salita totalmente da solo. Ora abbiamo anche un’assistente editoriale!

Il piccolo studio in lingua locale a Vanimo:
La sottostazione originaria, con tutte le sue difficoltà, prosegue la sua missione di evangelizzazione in lingua locale indigena. Questo studio è molto apprezzato dalla Chiesa locale in modo particolare dal vescovo di Vanimo, che ha benedetto le nostre attrezzature, quando è iniziata la prima trasmissione.
Proprio una settimana fa questo studio è andato in “down”. In questi giorni è arrivato un tecnico specializzato da RM Indonesia per riattivare lo studio ma per ora non è possibile risolvere i problemi perché i voli interni in Papua NG sono molto inaffidabili. Ma noi non molliamo mai.

Inoltre è necessario un mezzo di trasporto per contattare i numerosi villaggi dove arriva il segnale di Radio Maria.


Diamo una mano per l’evangelizzazione di questa povera gente aperta al Cristianesimo.

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Il Nuovo Studio di Radio Maria nella sede centrale di Port Moreby

Il vecchio studio della sottostazione di Vanimo, prima sede di Radio Maria

P. Joseph Emmanuvel Amith Direttore di Radio Maria Papua NG

RADIO MARIA PAPUA NUOVA GUINEA ASPETTA IL PAPA

RADIO MARIA LIBANO UNA LUCE DI SPERANZA

DIAMO UN MANO A QUESTI GIOVANI VOLONTEROSI

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LE STANZE DI SAN GIUSEPPE CALASANZIO

FONDATORE DEI PADRI SCOLOPI – L’ORDINE RELIGIOSO AL QUALE APPARTIENE PADRE LIVIO – GRAZIE PER AVERLO “DONATO” A RADIO MARIA

Antonio Tarallo – La Nuova Bussola – 24 Agosto 2024

Domani, 25 agosto, ricorre la memoria liturgica del santo spagnolo, fondatore degli Scolopi. Andiamo alla scoperta delle stanze, all’interno del Palazzo De Torres, dove Calasanzio visse per lunghi anni, tra preghiera, apparizioni della Vergine Maria e dedizione a una vera pedagogia.

Il Cinquecento e il Seicento, Roma e i suoi santi: sembrerebbe quasi il titolo perfetto per un libro. Un tema da sviluppare e approfondire: tante immagini, tanti volti, racchiusi in una sola città che nei due secoli citati si estendeva per molti meno chilometri quadrati di oggi. In sintesi: un pullulare di santità racchiusa, in fin dei conti, in uno spazio urbanistico non certo vastissimo. Basterebbe pensare, infatti, a quante figure di santità hanno operato nella Città Eterna, quasi contemporaneamente: san Filippo Neri, san Giuseppe da Copertino, san Camillo de Lellis, san Giovanni Leonardi e tanti, tantissimi altri. E fra questi vi è san Giuseppe Calasanzio (Peralta del Sal, Spagna, 9 agosto 1557 – Roma, 25 agosto 1648), fondatore dei Chierici regolari poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie (detti comunemente Scolopi), del quale domani ricorre la memoria liturgica.

Spagnolo d’origine ma romano d’adozione, il Calasanzio. E il suo nome nella città dei pontefici è legato soprattutto a un palazzo: è Palazzo De Torres, situato a pochi metri da una delle più famose e belle piazze romane, Piazza Navona. Nel 1612, dopo aver trasferito per ben tre volte le sue prime Scuole Pie a causa del sempre più crescente numero di studenti, san Giuseppe Calasanzio volle comprare quello che già allora era conosciuto dai romani semplicemente come “Palazzo Torres”. Assieme a questo importante e necessario acquisto ci fu anche la possibilità di utilizzare l’annessa chiesa di San Pantaleo.

All’epoca il palazzo contava, oltre al pianterreno, anche altri due piani. Oggi sono quattro, dopo diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli. Questo edificio rappresenta di per sé un miracolo del Calasanzio. Perché? Bisogna immaginare che fra le mura del palazzo, durante il soggiorno del santo spagnolo, vi erano alloggiati 1200 alunni. Ma non solo: bisogna aggiungere che molti locali erano adibiti ad aule scolastiche e vi risiedevano circa 60 religiosi. Numeri estremamente elevati per lo spazio a disposizione.

Nel Palazzo Torres vi è un prezioso tesoro, un luogo sacro: la stanza dove morì il santo il 25 agosto 1648. In questo luogo visse 36 anni: dal 1612 al 1648, appunto. Entrare in questa stanza è un’esperienza unica: si avverte, con il cuore e con la mente, la presenza del santo. Sembra quasi vederlo nel redigere il suo fittissimo epistolario di circa cinquemila lettere, prezioso strumento di ricerca per conoscere la sua spiritualità. Colpisce molto il piccolo tavolino in legno con la sua sedia. Sopra la piccola tavola vi sono ancora alcuni timbri che servivano per sigillare le lettere. Se si ascolta col cuore, nel silenzio, si può ancora avvertire il fruscio della penna d’oca vergare il foglio: si può immaginare il santo, chino su quella sedia, intento a leggere, studiare, scrivere parole che segneranno per sempre il grande libro della congregazione da lui fondata. Poi, in un angolo, il suo inginocchiatoio, anch’esso in legno scuro. Anche in questo caso risulta naturale l’immagine: lui, in ginocchio, a pregare il Signore e la Madonna.

È in questa stanza che avvenne una delle più famose apparizioni della Vergine Maria a san Giuseppe Calasanzio. La scena forse più nota e più importante è quella che vede “protagonista” la Madonna dei Monti che gli apparve pochi giorni prima della morte: venne per rassicurare il santo spagnolo, preoccupato per le condizioni in cui versava la congregazione nel suo ultimo tratto di vita terrena. Bisogna ricordare che, secondo molti testimoni al suo processo di canonizzazione, Calasanzio decise di dedicare la propria vita all’educazione dei bambini e dei giovani proprio durante una visita alla Madonna dei Monti, una chiesa romana nell’omonimo rione che sorge a pochi passi dal Colosseo. Entrato in questa chiesa, alla lettura del Salmo 10, «A te il povero è stato commendato, tu sarai l’aiuto dell’orfano», gli nacque nel cuore il desiderio chiaro della propria vocazione pedagogica.

In questa stanza, poi, vi è un particolare: il fregio posto sotto il soffitto che circonda le quattro pareti del locale. Oggi è ben visibile così come era ben evidente quando Calasanzio entrò nella stanza: ma, appena preso dimora presso questa, volle far ricoprire con intonaco bianco il bellissimo e ricchissimo fregio affrescato. La povertà prima di tutto: questo lo spirito francescano del Calasanzio. Solamente in epoca recente si è deciso di riportare alla luce l’affresco. È significativo questo gesto e ci dice molto del santo spagnolo: una stanza spoglia, un luogo che doveva essere ricoperto solamente di studio e preghiera. Non vi era spazio per alcun fregio. E poi, vi è il letto nel quale morì il santo. Piccolo, scarno anch’esso. Una copertina verde scuro lo ricopre: i segni del tempo sono ben evidenti.

La stanza è preceduta da un grande ambiente: una cappella che conserva poco dell’originale in cui san Giuseppe Calasanzio pregava. La cappella è detta “dell’apparizione”: una tradizione non coeva (del 1686) ci dice che la Vergine col Bambino in braccio apparve al santo che stava recitando l’Orazione continua assieme a un gruppo di ragazzi. La Vergine fece il segno di benedizione su tutti: il quadro sopra il piccolo altare immortala la scena. Fu proprio in questa cappella che il 25 marzo 1617 lo stesso Calasanzio consegnò ai primi compagni di viaggio della neonata congregazione l’abito degli Scolopi. Ancora oggi, a distanza di secoli da quei primi 14 religiosi, la congregazione nata per ispirazione del Calasanzio si occupa dell’educazione di tanti bambini e ragazzi: è il loro servizio a Dio, alla Vergine Maria, e ai fratelli.

IL NUOVO TESTAMENTO IN ARAMAICO

L’ARAMAICO E’ LA LINGUA MATERNA DI GESU’ E MARIA ANCORA PARLATA IN ALCUNE LOCALITA’ DEL MEDIO ORIENTE. ANCHE LA MADONNA A MEDJUGORJE A VOLTE PREGA IN LINGUA ARMAICA PER LA PACE. DA RADIO MARIA NAZARETH UN VOLUME UNICO DEL NUOVO TESTAMENTO IN ARAMAICO SCRITTO A MANO DA UN MONACO E DATO IN DONO ALLA RADIO.

ENTRIAMO NEGLI STUDI DI RADIO MARIA NAZARETH

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