"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: VARIE Pagina 48 di 108

Santi Martiri Coreani


Nome: Santi Martiri Coreani

Titolo: Religiosi

Ricorrenza: 20 settembre

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Memoria liturgica

Ha il sapore degli Atti degli apostoli il racconto della fondazione della comunità cristiana in Corea e del martirio dei suoi primi membri tra la fine del Settecento e l’Ottocento.

La vicenda ebbe inizio nel 1782, quando alcuni letterati incaricarono il giovane Ni-Tek-tso, che si doveva recare in Cina, di assumere maggiori informazioni sulla religione cattolica, della cui esistenza avevano letto in alcuni libri. Due anni dopo Ni ritornò battezzato con il nome di Pietro e a sua volta amministrò il sacramento ai letterati.

Con il fervore degli inizi essi svilupparono un forte movimento di proselitismo. Al suo arrivo nel 1794 il sacerdote cinese Giacomo Zhu trovò nel Paese circa 4000 cristiani. Questo numero andò crescendo nel corso dell’Ottocento, nonostante tre gravi persecuzioni durante le quali furono messi a morte più di diecimila cristiani.

Tra di loro Andrea Kim, il primo sacerdote coreano. Di nobile famiglia, era stato inviato a studiare a Macao. Ritornò nove anni dopo, subito dopo l’ordinazione, e aiutò il vicario apostolico monsignor Ferréol e il missionario Nicola Daveluy a entrare clandestinamente nel Paese. Arrestato, venne trasferito a Seul e giustiziato dopo che risultarono vani tutti i tentativi per farlo abiurare. Insieme con lui venne ucciso anche il padre, Giuseppe.

Quando il figlio venne arrestato, si presentò alle autorità dichiarandosi cristiano. Venne battezzato dal figlio in carcere prima di ricevere insieme con lui la corona del martirio. Andrea Kim e suo padre Giuseppe con altri 101 martiri vennero proclamati santi da Giovanni Paolo Il nel 1984 in occasione del secondo centenario della fondazione della Chiesa Cattolica in Corea. Altri 124 furono beatificati da papa Francesco il 16 agosto 2014

PRATICA: Meditiamo sulla sofferenza dei Santi martiri coreani, per riscoprire la profondità dell’amore senza limiti di chi dona tutto se stesso, uniformandosi alla passione di Cristo.

PREGHIERA: Signore, mandaci i Tuoi doni, affinché anche la nostra vita sia pura e senza compromessi, per poter testimoniare il nostro amore per Te e lottare, insieme con i nostri fratelli di tutte le religioni e di tutte le razze, per l’ unità, la libertà, la pace su questa nostra Terra, imbevuta del sangue di tanti Tuoi santi martiri e godere in cielo la luce della Tua gloria.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria dei santi Andrea Kim Taegon, sacerdote, Paolo Chong Hasang e compagni, martiri in Corea. In questo giorno in un’unica celebrazione si venerano anche tutti i centotrè martiri, che testimoniarono coraggiosamente la fede cristiana, introdotta la prima volta con fervore in questo regno da alcuni laici e poi alimentata e consolidata dalla predicazione dei missionari e dalla celebrazione dei sacramenti. Tutti questi atleti di Cristo, di cui tre vescovi, otto sacerdoti e tutti gli altri laici, tra i quali alcuni coniugati altri no, vecchi, giovani e fanciulli, sottoposti al supplizio, consacrarono con il loro prezioso sangue gli inizi della Chiesa in Corea.

NOSTRA SIGNORA DE LA SALETTE

〽🌹PREGHIERA TRADIZIONALE A NOSTRA SIGNORA DE LA SALETTE

Ricordatevi, o N. S. della Salette, vera Madre addolorata, delle lagrime che versaste per me sul Calvario; ricordatevi altresì della cura che avete di me ognora per sottrarmi alla giustizia di Dio, e vedete se, dopo aver fatto tanto per questo vostro figlio, possiate abbandonarlo. Rianimato da tale consolante pensiero, mi getto ai vostri piedi, nonostante le mie infedeltà ed ingratitudini. Non respingete la mia preghiera, o Vergine Riconciliatrice, ma convertitemi, fatemi la grazia di amare Gesù sopra ogni cosa e di consolare Voi pure con una santa vita, affinché io possa un giorno contemplarvi in Cielo. Così sia.

VISITA ALLA RELIQUIA DI CARLO ACUTIS

ESPOSTA NELLA CAPPELLA DI RADIO MARIA

SOTTO LA TUA PROTEZIONE

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

“Hamas perderà sul campo, ma vincerà nell’opinione pubblica”. Parla Hulata, ex Mossad

Giulio Meotti – 18 settembre 2025 – Il Foglio

Il gruppo terroristico “oggi è guerriglia e per l’Idf non sarà facile annientarla” dice Eyal Hulata, che ha servito nell’agenzia di intelligence e un servizio segreto dello Stato d’Israele per più di vent’anni. La prima vittima della guerra è la verità

La prima vittima della guerra è la verità, recita l’adagio. Secondo Eyal Hulata, che ha servito nel Mossad per 23 anni, compresa la direzione del Dipartimento di pianificazione strategica del servizio segreto israeliano, prima di assumere l’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale nei governi di Naftali Bennett e Yair Lapid, Hamas perderà sul terreno ma ha già vinto nell’opinione pubblica.  

“L’obiettivo della guerra è la sconfitta finale di Hamas, che è molto dibattuta: prima l’assedio di Gaza City e ora l’esercito che entra” dice Hulata al Foglio. “Non credo che Hamas possa essere davvero ‘sconfitta’: le possibilità non sono al momento molto alte”. Dice Hulata:

“Chi sostiene la campagna ritiene che Hamas si stai sgretolando e arriverà al punto in cui dirà basta. Ci spero anche io, ma non mi faccio illusioni. Hamas come organizzazione militare è stata sconfitta un anno fa, ora è una organizzazione di guerriglia e la guerriglia non si ferma. O si arriva a un accordo o viene completamente eliminata. La sua stessa esistenza è fare la guerra a Israele. Hanno fatto un calcolo molto razionale con gli ostaggi. E gli ostaggi hanno fin dall’inizio legato le mani a Israele. Un possibile finale della guerra potrebbe essere che Donald Trump finisce la pazienza e spinge Netanyahu a concludere la guerra”. 


Ieri il portavoce dell’esercito israeliano, Effie Defrin, ha detto che “la città di Gaza è il fulcro centrale del potere militare e governativo di Hamas, la loro principale roccaforte. Sotto le strade si estende una vasta rete di tunnel che collegano centri di comando, lanciarazzi e depositi di armi, tutti deliberatamente nascosti sotto i civili e le infrastrutture civili. Hamas ha creato il più grande scudo umano della storia a Gaza City, impedendo alla popolazione di evacuare la città”.

 Se Israele continua a essere in vantaggio sui sette fronti di guerra (Gaza, Libano, Yemen, Cisgiordania, Iran, Iraq e Siria), esiste un ottavo fronte, quello della politica internazionale, dei media, dell’opinione pubblica occidentale, su cui invece oggi appare perdente. Se i terroristi non si arrendono, nonostante le sconfitte militari subite sul terreno a Gaza c’entra anche il sostegno di cui godono nell’opinione pubblica mondiale, che di fatto prolunga guerra e sofferenze. 


“La popolazione di Gaza è nella miseria e non vedo come Hamas possa celebrare una vittoria” dice Hulata. “Ma sicuramente Hamas sta vincendo nell’opinione pubblica con la distruzione dell’immagine di Israele in occidente. L’8 ottobre non mi aspettavo quello che vedo oggi: non è nuovo, ma è sorprendente la velocità in cui sta avvenendo.

Il governo Netanyahu ha fallito nel lenire i rapporti con i partner occidentali. Mi aspetto un ritorno alla normalità nei rapporti con i governi dopo la fine della guerra, mentre temo che l’opinione pubblica sia persa. Anche in Italia siete piene di proteste contro Israele, anche se a livello del governo c’è apprezzamento per quello che rappresentiamo, l’intelligence, la tecnologia.

Le sfide che i paesi europei stanno affrontando sono talmente importanti che spero in un ritorno alla ragione: Macron o Starmer che vogliono la Palestina all’Onu in mezzo alla guerra saranno visti come più forti o deboli?

E’ davvero dura vedere gli occidentali cadere nella propaganda del più brutale gruppo terroristico del mondo. Hamas sta perdendo sul terreno, ma ha già vinto nell’arena diplomatica. Non so se la dichiarazione della Palestina all’Onu sia da loro visto come un successo,  vogliono la fine di Israele, ma  se guardano a molti paesi europei quelli di Hamas saranno  contenti. Il mondo ci vede come  aggressori e  dibatte se Israele ha il diritto di esistere”.

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Beata Vergine Maria Addolorata


autore: Giovanni Battista Salvi anno: XVII sec titolo: Mater dolorosa luogo: Pinacoteca Comunale di Cesena

Titolo: Il cuore affranto di Maria

Ricorrenza: 15 settembre

Tipologia: Commemorazione

Ogni sguardo dato a Lei da Gesù, ogni accento di quel labbro soave, mentre sollevava Maria sulle ali dell’amore materno, la precipitava nell’investigabile abisso del più acerbo dolore. Se la Vergine si compiaceva nel contemplare quel volto leggiadro, tosto la conturbava il desolante pensiero che un giorno quel volto sarebbe stato sformato dalle percosse e ricoperto dal gelido sudore della morte; se ne mirava la fronte divina, su cui si divideva la bionda capigliatura, Maria soffriva pensando all’orribile serto da cui sarebbe stata un giorno incoronata.

Questi sentimenti dolorosi si tramutarono in realtà, quando giunse per Maria il momento solenne di assistere alla divina passione. Tutto quello che Ella sofferse sin qui, altro non fu che la preparazione del martirio che l’attendeva sull’erta fatale del Golgota. Quando Gesù morì, la terra tremò, si spaccarono le pietre, cominciarono ad addensarsi le tenebre sul creato; a queste manifestazioni della natura indignata, la folla dei curiosi, colta da panico, si diradò. L’invitta Madre allora si accostò ancor più alla croce per unire il proprio martirio a quello del Salvatore.

L’addoloratissima Madre accolse più tardi sulle sue ginocchia le spoglie dell’adorato Figliuolo.

Questo fu il prezzo che la Madonna dovette pagare per la rigenerazione dell’umanità e meritarsi la sublime dignità di Madre universale. Tale infatti fu proclamata Maria nel modo più solenne al cospetto del cielo e della terra dalla voce di un Dio agonizzante

PRATICA. Consideriamo quanto siamo costati a Maria SS., e non rinnoviamole i dolori con nuovi peccati.

PREGHIERA O Dio, nella cui passione, secondo la profezia di Simeone, la spada del dolore trapassò l’anima dolcissima della gloriosa Vergine Maria, concedi benigno, che come ne celebriamo i dolori, così otteniamo i frutti abbondanti della tua passione.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria della beata Maria Vergine Addolorata, che, ai piedi della croce di Gesù, fu associata intimamente e fedelmente alla passione salvifica del Figlio e si presentò come la nuova Eva, perché, come la disobbedienza della prima donna portò alla morte, così la sua mirabile obbedienza porti alla vita.

I sette dolori di Maria

PRIMO DOLORE: La rivelazione di Simeone

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».

SECONDO DOLORE:  La fuga in Egitto

Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto.

TERZO DOLORE: Lo smarrimento di Gesù nel Tempio

Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».

QUARTO DOLORE: L’incontro con Gesù sulla via del Calvario

Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. (Lm 1, 12). «Gesù vide sua Madre lì presente»

QUINTO DOLORE: La crocifissione e la morte di Gesù.

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero Lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla Croce; vi era scritto “Gesù il Nazareno, il re del Giudei” (Lc 23,33; Gv 19,19). E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: “Tutto è compiuto!” E, chinato il capo, spirò.

SESTO DOLORE: La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria

Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto.

SETTIMO DOLORE: La sepoltura di Gesù e la solitudine di Maria

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdàla. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

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