"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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🌺🕯BUONA PRIMA DOMENICA D’AVVENTO

MARIA SANTISSIMA, PORTA DELL’AVVENTO
PREGA PER NOI! 🕯

Maria , tu porta dell’Avvento ,
Signora del silenzio , sei chiara come aurora ,
in cuore hai la Parola .

        Beata, Tu hai creduto!

Maria tu strada del Signore,
maestra nel pregare, fanciulla dell’ attesa, il Verbo in te riposa.

Maria, tu madre del Messia
per noi dimora sua, sei arca dell’Alleanza, in te Dio è presenza!


🕯Nella 1ª domenica di Avvento accendiamo la prima candela🕯La Speranza

In un mondo segnato dall’incertezza, la speranza è quella forza che ci spinge a credere che Dio è all’opera, anche quando tutto sembra spento. Questa prima candela accesa squarcia le tenebre: è l’immagine di Cristo che viene a illuminare le nostre vite.

Dal Vangelo -Matteo 25,13: «Vegliate, perché non sapete né il giorno né l’ora»

Questo passo ci ricorda la necessità di essere vigili, di non cadere nella routine o nella disperazione, ma di aspettare attivamente, con il cuore rivolto a Colui che viene.

-Vivere la speranza cristiana significa scegliere la fiducia nonostante le difficoltà. Questa domenica, prendiamoci il tempo per identificare le nostre aspettative più profonde: cosa speriamo? Per noi stessi, per la nostra famiglia, per il mondo? Offriamole al Signore con fede:

🙏Signore, in questa prima domenica di Avvento, accendi in me la fiamma della speranza. Che questa luce scacci le mie paure e i miei dubbi. Dammi la forza di credere che anche nella notte tu vieni a visitarmi. Aiutami a rimanere sveglio e fiducioso, nell’attesa della tua venuta. Amen.

Puoi scrivere un’intenzione su un bigliettino, poi mettilo sotto la tua corona dell’Avvento. Questo gesto simboleggia l’offerta della tua speranza al Signore.

Bello anche confidare questa intenzione alla tua famiglia durante un momento di preghiera.

⭐⭐⭐PREMIAZIONE DI P.LIVIO FANZAGA DIRETTORE DI RADIO MARIA, DA PARTE DELL’ACCADEMIA DELLE CULTURE E DELLE SCIENZE INTERNAZIONALI: “LA COLOMBA DELLA PACE DEDICATA A PAPA FRANCESCO”

Riconoscimento istituito per celebrare l’impegno per la pace, la fraternità e la giustizia sociale, in piena armonia con gli insegnamenti del Santo Padre e l’Enciclica Fratelli Tutti.

“Premio internazionale La Colomba della Pace dedicato a Papa Francesco” conferito questa mattina al nostro Direttore PADRE LIVIO FANZAGA PER LA SUA OPERA DI PACE E FRATELLANZA TRA I POPOLI.

La solenne cerimonia si è tenuta oggi Sabato 29 Novembre presso il Piccolo Museo della Pace ad Assisi a Santa Maria degli Angeli a pochi passi dalla Porziuncola, luogo simbolo della spiritualità francescana.

L’evento ha visto la partecipazione di eminenti figure religiose, istituzionali e della società civile.

I Rappresentanti Accademici:

S.E. Cardinale Jose’ Saraiva Martins
Presidente Dott. Massimo Maria Civale
Il Cancelliere Massimo Guerritore

Assisi (Perugia)

27 Novembre 2025

Kibeho: 44.mo anniversario delle apparizioni( 28-11 – 1981/28-11-2025)

Santuario di Kibeho ( Africa) Un gruppo di Nuovi Direttori di Radio Maria incontra la Veggente Nathalie

Quando i parroci camminano infaticabili per la Benedizione Natalizia delle case passando da una porta all’altra….

ACCOGLIAMOLI CON AMORE PERCHE’ CI PORTANO LA BENEDIZIONE E LA PACE DI GESU’

Ps. Nella Diocesi ambrosiana, dove c’è la Sede di Radio Maria, le case si benedicono in Avvento. Nella altre Diocesi d’Italia si benedicono in Quaresima.

Parte il pellegrinaggio della reliquia di S. Carlo Acutis con i nostri studi mobili nei collegamenti di preghiera.

🙏⭐😇GIOIA GRANDE PER I NOSTRI STUDI MOBILI E PER TUTTA LA NOSTRA #ITALIA!!!

✨😇PARTE LA RELIQUIA PELLEGRINANTE DI SAN CARLO #ACUTIS DONATA A RADIO MARIA DALLA MAMMA DI CARLO, SIGNORA ANTONIA! ⭐UNA DELLE RELIQUIE (capelli di Carlo) È PERMANETE NELLA NOSTRA CAPPELLA MENTRE L’ALTRA (capelli di Carlo) ⭐😇PELLEGRINERÀ CON I COLLEGAMENTI DI PREGHIERA ATTRAVERSO I NOSTRI STUDI MOBILI NELLE PARROCCHIE OSPEDALI CARCERI COMUNITÀ … ⭐🙏😇IL PRIMO APPUNTAMENTO DOMANI SERA VENERDÌ 28 Novembre H.20.25 presso la ⭐⭐⭐Parrocchia San Pietro Mosezzo, Santuario Madonna del Latte a Gionzana, in Diocesi e Provincia di #Novara in #Piemonte⭐⭐per trasmettere il Santo Rosario animato dai giovani!

I PARROCI e LE COMUNITÀ CHE DESIDERANO UN COLLEGAMENTO DI PREGHIERA (Rosario Vespri e Santa Messa) CON LA RELIQUIA DI SAN CARLO ACUTIS, POSSONO CONTATTARCI VIA MAIL [email protected] OPPURE ALLA NOSTRA SEGRETERIA 031610600

O TRAMITE MESSAGGIO WHATSAPP 031610610

La reliquia di San Carlo Acutis,

contenuta in una teca e certificata come reliquia di primo grado, comincia proprio da questo luogo un percorso di pellegrinaggio dal territorio della Regione del Piemonte.

Una santa staffetta che coinvolgerà tutti gli studi mobili di Radio Maria in ogni regione attraverso i collegamenti di preghiera.

🙏⭐🙏⭐🙏⭐🙏⭐🙏

Diffondiamo il messaggio della Regina della pace

NEVICATA A MEDJUGORJE

VIVA LA NEVE E CHI LA CREO’

DALLA SEDE DI RADIO MARIA LA PRIMA NEVICATA DELLA STAGIONE

BOLLETTONE E PALANZONE

LE GRIGNE

CORNIZZOLO

RESEGONE

Ucraina, il ritorno della complicità tra Trump e Putin in nome del business (mentre l’Europa viene ignorata)

di Federico Fubini- Corriere della Sera – 20 Novembre 2025

La bozza in 28 punti negoziata da Witkoff e Dmitriev, che porterebbe a un’Ucraina completamente asservita a Mosca

Domani sarebbero dovute scattare le prime sanzioni della Casa Bianca di Donald Trump contro la Russia, mirate sul petrolio. Non accadrà, non in alcune parti nevralgiche. Ieri il prezzo del barile è addirittura crollato fino a meno 2,9% — invece di impennarsi — perché fra Washington e Mosca sta tornando l’atmosfera di complicità del vertice di agosto scorso in Alaska. 

Nelle ultime ore l’amministrazione Trump ha silenziosamente spostato da venerdì 21 novembre al 13 dicembre la scadenza per la vendita di tutte le attività estere di Rosneft e Lukoil, le major del petrolio russo. Queste continuano a far gola ai gruppi americani, ma la Casa Bianca adesso preferisce allentare la pressione: sta tornando ad allungarsi l’ombra di un’intesa russo-americana, discussa sulla testa degli ucraini, senza europei, per assecondare Putin nelle sue richieste in vista di una tregua. 

I contenuti trattati in questi giorni mescolano le pretese del Cremlino avanzate fin dal marzo 2022 alle rivendicazioni presentate a Trump proprio ad Anchorage in agosto. Riaffiorano le tradizionali richieste che il russo sia lingua di Stato e la chiesa ortodossa russa riceva uno status ufficiale in Ucraina. Ma soprattutto, dei negoziati di Istanbul della primavera 2022 torna l’idea di ridurre l’esercito di Kiev a dimensioni inadeguate. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, la bozza di piano discusso fra il Cremlino e la Casa Bianca prevedrebbe un dimezzamento degli effettivi ucraini; l’esercito stesso dovrebbe poi rinunciare ad alcuni tipi di armi ed è facile immaginare quali: tutti i mezzi per colpire a decine o centinaia di chilometri i depositi di munizioni, gli assembramenti di forze russe dietro il fronte o le infrastrutture critiche. 

È un ritorno, camuffato, al «memorandum» che il Cremlino presentò a Istanbul nel 2022. 

All’epoca pretendeva di tagliare gli effettivi ucraini a 85 mila e limitare la gittata delle armi a pochi chilometri. Ora prova a convincere Trump a privare Kiev del diritto di usare certi mezzi e a ridimensionare un esercito che oggi conta un milione di soldati. 

Il Paese aggredito a quel punto non sarebbe più in grado di difendere un confine di quasi duemila chilometri, esposto alla continua minaccia di nuove invasioni. Il sistema politico ucraino dovrebbe allora assecondare le preferenze di Mosca, perché il Paese vivrebbe sotto la minaccia delle armi russe, anche se nel piano si accenna a vaghe «garanzie di sicurezza». 

Quanto all’altro cardine della bozza russo-americana, viene dritto dal vertice di Anchorage fra Trump e Putin: l’Ucraina dovrebbe cedere a Mosca tutto il Donbass, il territorio che quest’ultima non è riuscita a conquistare in quasi quattro anni di guerra e dopo oltre un milione fra morti e feriti russi. Ai ritmi ai quali avanza, l’esercito di Putin avrebbe bisogno di anni e di milioni di perdite — ormai insostenibili — per catturare la parte ancora libera del Donetsk. Con quella proposta invece Kiev cederebbe la cintura fortificata fra Druzhkivka, Kramatorsk e Slovyansk. E aprirebbe così ai russi la strada verso Dnipro e all’attacco su Kharkiv da sud. Sarebbe un passo in più nel piano russo per rendere l’Ucraina incapace di esistere, se non agli ordini di Putin. 

Non è chiaro quanto conti in questa svolta americana lo scandalo Epstein e l’ansia di Trump di spostare altrove le luci della ribalta. Di certo sia da Mosca sia dalla Casa Bianca sono stati incaricati uomini di business a negoziare: Steve Witkoff per Trump, il capo del fondo sovrano Kirill Dmitriev per Putin. Zelensky, alla finestra, naturalmente respingerà; ma Trump e Putin sanno che gli scandali di corruzione a Kiev, esplosi con tempismo sospetto, lo indeboliscono. Forse russi e americani potrebbero ora tentarlo con la promessa di avere salva la vita. La società civile ucraina si rivolterebbe comunque a una pace cartaginese che schiacci il suo anelito a democrazia, indipendenza e integrazione in Europa. 

Ma servirebbe che quest’ultima desse a Kiev — e a Mosca — un segnale da «whatever it takes». Potrebbe mostrare che sosterrà Kiev fino a quando serve, oltre il limite (non lontanissimo) al quale la guerra diventerà insostenibile per la Russia stessa; potrebbe farlo usando le centinaia di miliardi di euro di riserve del Cremlino e frenando il traffico di greggio russo dal Baltico. L’Europa potrebbe farlo, se accettasse che l’alternativa è peggiore: lo status di vassallo di una spartizione fra Putin e Trump.

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