"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

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⭐⭐⭐PREMIAZIONE DI P.LIVIO FANZAGA DIRETTORE DI RADIO MARIA, DA PARTE DELL’ACCADEMIA DELLE CULTURE E DELLE SCIENZE INTERNAZIONALI: “LA COLOMBA DELLA PACE DEDICATA A PAPA FRANCESCO”

Riconoscimento istituito per celebrare l’impegno per la pace, la fraternità e la giustizia sociale, in piena armonia con gli insegnamenti del Santo Padre e l’Enciclica Fratelli Tutti.

“Premio internazionale La Colomba della Pace dedicato a Papa Francesco” conferito questa mattina al nostro Direttore PADRE LIVIO FANZAGA PER LA SUA OPERA DI PACE E FRATELLANZA TRA I POPOLI.

La solenne cerimonia si è tenuta oggi Sabato 29 Novembre presso il Piccolo Museo della Pace ad Assisi a Santa Maria degli Angeli a pochi passi dalla Porziuncola, luogo simbolo della spiritualità francescana.

L’evento ha visto la partecipazione di eminenti figure religiose, istituzionali e della società civile.

I Rappresentanti Accademici:

S.E. Cardinale Jose’ Saraiva Martins
Presidente Dott. Massimo Maria Civale
Il Cancelliere Massimo Guerritore

Assisi (Perugia)

27 Novembre 2025

Kibeho: 44.mo anniversario delle apparizioni( 28-11 – 1981/28-11-2025)

Santuario di Kibeho ( Africa) Un gruppo di Nuovi Direttori di Radio Maria incontra la Veggente Nathalie

Quando i parroci camminano infaticabili per la Benedizione Natalizia delle case passando da una porta all’altra….

ACCOGLIAMOLI CON AMORE PERCHE’ CI PORTANO LA BENEDIZIONE E LA PACE DI GESU’

Ps. Nella Diocesi ambrosiana, dove c’è la Sede di Radio Maria, le case si benedicono in Avvento. Nella altre Diocesi d’Italia si benedicono in Quaresima.

Parte il pellegrinaggio della reliquia di S. Carlo Acutis con i nostri studi mobili nei collegamenti di preghiera.

🙏⭐😇GIOIA GRANDE PER I NOSTRI STUDI MOBILI E PER TUTTA LA NOSTRA #ITALIA!!!

✨😇PARTE LA RELIQUIA PELLEGRINANTE DI SAN CARLO #ACUTIS DONATA A RADIO MARIA DALLA MAMMA DI CARLO, SIGNORA ANTONIA! ⭐UNA DELLE RELIQUIE (capelli di Carlo) È PERMANETE NELLA NOSTRA CAPPELLA MENTRE L’ALTRA (capelli di Carlo) ⭐😇PELLEGRINERÀ CON I COLLEGAMENTI DI PREGHIERA ATTRAVERSO I NOSTRI STUDI MOBILI NELLE PARROCCHIE OSPEDALI CARCERI COMUNITÀ … ⭐🙏😇IL PRIMO APPUNTAMENTO DOMANI SERA VENERDÌ 28 Novembre H.20.25 presso la ⭐⭐⭐Parrocchia San Pietro Mosezzo, Santuario Madonna del Latte a Gionzana, in Diocesi e Provincia di #Novara in #Piemonte⭐⭐per trasmettere il Santo Rosario animato dai giovani!

I PARROCI e LE COMUNITÀ CHE DESIDERANO UN COLLEGAMENTO DI PREGHIERA (Rosario Vespri e Santa Messa) CON LA RELIQUIA DI SAN CARLO ACUTIS, POSSONO CONTATTARCI VIA MAIL [email protected] OPPURE ALLA NOSTRA SEGRETERIA 031610600

O TRAMITE MESSAGGIO WHATSAPP 031610610

La reliquia di San Carlo Acutis,

contenuta in una teca e certificata come reliquia di primo grado, comincia proprio da questo luogo un percorso di pellegrinaggio dal territorio della Regione del Piemonte.

Una santa staffetta che coinvolgerà tutti gli studi mobili di Radio Maria in ogni regione attraverso i collegamenti di preghiera.

🙏⭐🙏⭐🙏⭐🙏⭐🙏

Diffondiamo il messaggio della Regina della pace

NEVICATA A MEDJUGORJE

VIVA LA NEVE E CHI LA CREO’

DALLA SEDE DI RADIO MARIA LA PRIMA NEVICATA DELLA STAGIONE

BOLLETTONE E PALANZONE

LE GRIGNE

CORNIZZOLO

RESEGONE

Ucraina, il ritorno della complicità tra Trump e Putin in nome del business (mentre l’Europa viene ignorata)

di Federico Fubini- Corriere della Sera – 20 Novembre 2025

La bozza in 28 punti negoziata da Witkoff e Dmitriev, che porterebbe a un’Ucraina completamente asservita a Mosca

Domani sarebbero dovute scattare le prime sanzioni della Casa Bianca di Donald Trump contro la Russia, mirate sul petrolio. Non accadrà, non in alcune parti nevralgiche. Ieri il prezzo del barile è addirittura crollato fino a meno 2,9% — invece di impennarsi — perché fra Washington e Mosca sta tornando l’atmosfera di complicità del vertice di agosto scorso in Alaska. 

Nelle ultime ore l’amministrazione Trump ha silenziosamente spostato da venerdì 21 novembre al 13 dicembre la scadenza per la vendita di tutte le attività estere di Rosneft e Lukoil, le major del petrolio russo. Queste continuano a far gola ai gruppi americani, ma la Casa Bianca adesso preferisce allentare la pressione: sta tornando ad allungarsi l’ombra di un’intesa russo-americana, discussa sulla testa degli ucraini, senza europei, per assecondare Putin nelle sue richieste in vista di una tregua. 

I contenuti trattati in questi giorni mescolano le pretese del Cremlino avanzate fin dal marzo 2022 alle rivendicazioni presentate a Trump proprio ad Anchorage in agosto. Riaffiorano le tradizionali richieste che il russo sia lingua di Stato e la chiesa ortodossa russa riceva uno status ufficiale in Ucraina. Ma soprattutto, dei negoziati di Istanbul della primavera 2022 torna l’idea di ridurre l’esercito di Kiev a dimensioni inadeguate. Secondo indiscrezioni riportate dal Financial Times, la bozza di piano discusso fra il Cremlino e la Casa Bianca prevedrebbe un dimezzamento degli effettivi ucraini; l’esercito stesso dovrebbe poi rinunciare ad alcuni tipi di armi ed è facile immaginare quali: tutti i mezzi per colpire a decine o centinaia di chilometri i depositi di munizioni, gli assembramenti di forze russe dietro il fronte o le infrastrutture critiche. 

È un ritorno, camuffato, al «memorandum» che il Cremlino presentò a Istanbul nel 2022. 

All’epoca pretendeva di tagliare gli effettivi ucraini a 85 mila e limitare la gittata delle armi a pochi chilometri. Ora prova a convincere Trump a privare Kiev del diritto di usare certi mezzi e a ridimensionare un esercito che oggi conta un milione di soldati. 

Il Paese aggredito a quel punto non sarebbe più in grado di difendere un confine di quasi duemila chilometri, esposto alla continua minaccia di nuove invasioni. Il sistema politico ucraino dovrebbe allora assecondare le preferenze di Mosca, perché il Paese vivrebbe sotto la minaccia delle armi russe, anche se nel piano si accenna a vaghe «garanzie di sicurezza». 

Quanto all’altro cardine della bozza russo-americana, viene dritto dal vertice di Anchorage fra Trump e Putin: l’Ucraina dovrebbe cedere a Mosca tutto il Donbass, il territorio che quest’ultima non è riuscita a conquistare in quasi quattro anni di guerra e dopo oltre un milione fra morti e feriti russi. Ai ritmi ai quali avanza, l’esercito di Putin avrebbe bisogno di anni e di milioni di perdite — ormai insostenibili — per catturare la parte ancora libera del Donetsk. Con quella proposta invece Kiev cederebbe la cintura fortificata fra Druzhkivka, Kramatorsk e Slovyansk. E aprirebbe così ai russi la strada verso Dnipro e all’attacco su Kharkiv da sud. Sarebbe un passo in più nel piano russo per rendere l’Ucraina incapace di esistere, se non agli ordini di Putin

Non è chiaro quanto conti in questa svolta americana lo scandalo Epstein e l’ansia di Trump di spostare altrove le luci della ribalta. Di certo sia da Mosca sia dalla Casa Bianca sono stati incaricati uomini di business a negoziare: Steve Witkoff per Trump, il capo del fondo sovrano Kirill Dmitriev per Putin. Zelensky, alla finestra, naturalmente respingerà; ma Trump e Putin sanno che gli scandali di corruzione a Kiev, esplosi con tempismo sospetto, lo indeboliscono. Forse russi e americani potrebbero ora tentarlo con la promessa di avere salva la vita. La società civile ucraina si rivolterebbe comunque a una pace cartaginese che schiacci il suo anelito a democrazia, indipendenza e integrazione in Europa

Ma servirebbe che quest’ultima desse a Kiev — e a Mosca — un segnale da «whatever it takes». Potrebbe mostrare che sosterrà Kiev fino a quando serve, oltre il limite (non lontanissimo) al quale la guerra diventerà insostenibile per la Russia stessa; potrebbe farlo usando le centinaia di miliardi di euro di riserve del Cremlino e frenando il traffico di greggio russo dal Baltico. L’Europa potrebbe farlo, se accettasse che l’alternativa è peggiore: lo status di vassallo di una spartizione fra Putin e Trump.

De Maria numquam satis

Chiesa cattolica | Corrispondenza Romana 1925

 19 Novembre 2025 

di Redazione

Pubblichiamo oggi un brano del libro La Madre del Salvatore del teologo francese padre Réginald Garrigou-Lagrange sulla Mediazione universale di Maria (Parte II, Cap. II, Art. I).

La Chiesa ha approvato sotto Benedetto XV, il 21 gennaio 1921, l’Ufficio e la Messa propria di Maria Mediatrice di Tutte le Grazie, e molti teologi considerano questa dottrina contenuta a sufficienza nel deposito della Rivelazione per essere un giorno solennemente proposta come oggetto di fede da parte della Chiesa infallibile; è insegnata di fatto dal magistero ordinario che si manifesta con la liturgia, le encicliche, le lettere dei vescovi, la predicazione universale e le opere dei teologi approvati dalla Chiesa.

Vediamo cosa si deve intendere per questa mediazione, quindi come viene affermata dalla tradizione e stabilita dalla ragione teologica.

San Tommaso ci dice parlando della mediazione del Salvatore: «Il mediatore tra Dio e gli uomini, ha il compito di unirli tra loro» (S. Th. III, q. 26, a. 1), vale a dire, come è spiegato nello stesso luogo (a. 2), il mediatore deve offrire a Dio le preghiere degli uomini e soprattutto il sacrificio, atto principale della virtù di religione, e deve anche distribuire agli uomini i doni di Dio che santificano, la luce divina e la grazia.

C’è quindi una duplice mediazione, l’una ascendente sotto forma di preghiera e sacrificio, l’altra discendente attraverso la distribuzione dei doni divini agli uomini.

Questo ufficio di mediatore non conviene perfettamente che a Cristo, Uomo-Dio, il quale solo ha potuto riconciliarci con Dio offrendogli, per tutta l’umanità, un sacrificio di valore infinito, quello della croce, che è perpetuato nella sostanza in quello della messa; lui solo inoltre, come capo dell’umanità, ha potuto meritarci per giustizia le grazie necessarie alla salvezza e le distribuisce a tutti gli uomini che non si sottraggono alla sua azione santificatrice. È dunque mediatore come uomo, in quanto la sua umanità è personalmente unita al Verbo, e ha ricevuto la pienezza di grazia, la grazia capitale, che deve riversarsi su di noi. Così dice san Paolo: «Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti» (1 Tim 2, 5-6).

Ma nulla impedisce, dice san Tommaso, «che ci siano tra Dio e gli uomini, al di sotto di Cristo, dei mediatori secondari che cooperano alla loro unione in modo dispositivo o ministeriale» (loc. cit., a. 1), cioè disponendo gli uomini a ricevere l’influenza del mediatore principale o trasmettendola, ma sempre in dipendenza dai meriti di Cristo.

Così nell’Antico Testamento i profeti e i sacerdoti del sacerdozio levitico erano dei mediatori per il popolo eletto annunciando il Salvatore e offrendo sacrifici che erano figura del grande sacrificio della croce. I sacerdoti del Nuovo Testamento possono anche dirsi mediatori tra Dio e gli uomini, in quanto ministri del mediatore supremo, perché, in suo nome; offrono il santo Sacrificio e amministrano i sacramenti.

Ci si domanda allora se Maria, in maniera subordinata e in dipendenza dai meriti di Cristo, è mediatrice universale per tutti gli uomini sin dalla venuta di Nostro Signore per l’ottenimento e la distribuzione di tutte le grazie in generale e anche in particolare. Non lo è propriamente in qualità di ministro, ma come associata all’opera redentrice di suo Figlio, secondo l’espressione di sant’Alberto Magno «non in ministerium, sed in consortium et in adjutorium» (Mariale, q. 42). 

I protestanti lo negano. Invece alla domanda così posta, il senso cristiano dei fedeli formati nel corso dei secoli dalla liturgia cattolica, espressione del magistero ordinario della Chiesa, è subito portato a rispondere: “Maria, nella sua qualità di Madre di Dio, Redentore di tutti gli uomini, è perfettamente designata a essere mediatrice universale, poiché è veramente intermediaria tra Dio e gli uomini, più particolarmente tra suo Figlio e noi”.

Lei rimane, infatti, perché creatura, sempre inferiore a Dio e a Cristo, ma è elevata al disopra di tutti gli uomini dalla grazia della maternità divina, che è per suo termine di ordine ipostatico, dalla pienezza di grazia, ricevuta nell’istante della sua Immacolata Concezione e che non ha cessato di crescere in seguito, e infine dal privilegio della preservazione da qualsiasi colpa.

Si vede dunque che cosa bisogna intendere per questa mediazione che la liturgia e il senso cristiano dei fedeli attribuiscono a Maria. Si tratta di una mediazione, propriamente parlando, subordinata e non coordinata a quella del Salvatore, per cui dipende interamente dai meriti di Cristo Redentore universale: si tratta anche di una mediazione non necessaria (perché quella di Gesù è già sovrabbondante e non ha bisogno di alcun complemento), ma è stata voluta dalla Provvidenza, come un irraggiamento di quella del Salvatore, e tra tutti l’irraggiamento più eccellente. La Chiesa la considera utilissima ed efficace per ottenerci da Dio tutto ciò che può condurci direttamente o indirettamente alla perfezione e alla salvezza. Infine, si tratta di una mediazione perpetua, che si estende a tutti gli uomini e a tutte le grazie, senza eccettuarne alcuna, come vedremo più avanti. 

In questo senso preciso la mediazione universale è attribuita a Maria dalla liturgia, nella festa di Maria Mediatrice, e dai teologi che hanno recentemente pubblicato numerose opere su questo argomento.

La testimonianza della tradizione

Questa dottrina è stata affermata in modo generale e implicito fin dai primi secoli, in quanto Maria è stata chiamata dal II secolo in poi la nuova Eva, la Madre dei viventi, come abbiamo detto sopra, tanto più che questo titolo le è sempre stato riconosciuto non solo perché ha concepito e dato alla luce fisicamente il Salvatore, ma anche perché ha cooperato moralmente alla sua opera redentrice, soprattutto unendosi molto intimamente al sacrificio della croce.

Dal IV secolo e soprattutto dal V secolo, i Padri affermano distintamente che Maria intercede per noi; che tutti i benefici e i soccorsi utili alla salvezza giungono a noi attraverso di lei, attraverso il suo intervento e la sua speciale protezione. A partire dalla stessa epoca è chiamata mediatrice tra Dio e gli uomini o tra Cristo e noi.

Studi recenti hanno gettato una grande luce su questo punto.

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