Preghiamo per Papa Leone che e’ arrivato al Gemelli stamattina e dove subirà l’ intervento chirurgico questo pomeriggio per rimuovere un nodulo dal polmone
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O Padre,
che ci hai donato la testimonianza ardente,
del giovane San Carlo Acutis
che dell’Eucaristia fece il centro della sua vita
e la forza del suo quotidiano impegno
perchè anche gli altri Ti amassero sopra ogni cosa,
conferma la mia Fede,
alimenta la mia Speranza,
rinvigorisci la mia Carità,
a immagine del giovane Carlo,
che, crescendo in queste virtù,
ora vive presso di Te.
Concedimi la grazia di cui tanto ho bisogno…
Confido in Te, Padre,
e nel Tuo amatissimo Figlio Gesù,
in Maria Vergine, nostra dolcissima Madre,
e nell’intercessione del Tuo Servo Carlo Acutis.
Amen
Pater, Ave, Gloria

O Padre,
che ci hai donato la testimonianza ardente,
del giovane San Carlo Acutis
che dell’Eucaristia fece il centro della sua vita
e la forza del suo quotidiano impegno
perchè anche gli altri Ti amassero sopra ogni cosa,
conferma la mia Fede,
alimenta la mia Speranza,
rinvigorisci la mia Carità,
a immagine del giovane Carlo,
che, crescendo in queste virtù,
ora vive presso di Te.
Concedimi la grazia di cui tanto ho bisogno…
Confido in Te, Padre,
e nel Tuo amatissimo Figlio Gesù,
in Maria Vergine, nostra dolcissima Madre,
e nell’intercessione del Tuo Servo Carlo Acutis.
Amen

Cos’è un nodulo polmonare? Quando c’è da preoccuparsi e come bisogna procedere?
di Vera Martinella – Corriere della Sera- 11 Agosto 2026
La grande maggioranza dei noduli polmonari, spiega il professor Sergio Harari, non è maligna. Decisiva per capire il decorso della malattia e le cure da intraprendere sarà la biopsia
L’annuncio di Papa Leone è arrivato al termine dell’Angelus: «I medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato».
Il pontefice ha poi aggiunto che seguirà il consiglio degli specialisti e che nei prossimi giorni si opererà per asportarlo.
«È l’iter standard che si segue nei casi in cui si ritenga utile asportare il nodulo o in presenza di altri sintomi e altri fattori che lasciano ipotizzare che si possa trattare di un tumore e si sospetti che sia maligno» spiega Sergio Harari, professore di Medicina interna all’Università degli Studi di Milano e direttore della Pneumologia e della Medicina generale dell’Ospedale San Giuseppe MultiMedica di Milano.
Scoprire un nodulo al polmone non è un evento raro: «Ogni cinque esami TC del torace eseguiti nell’ambito dei programmi di screening nei soggetti a rischio ( i forti fumatori oltre 55 anni di età) viene evidenziato almeno un nodulo del polmone – conferma Harari -. La grande maggioranza non è maligna, infatti se circa la metà degli esami evidenzia noduli polmonari, l’incidenza di neoplasie scoperte con lo screening è intorno al 2%».
E se invece il nodulo è maligno?
«Prima di tutto se c’è il sospetto di un tumore, dopo una serie di accertamenti, il nodulo viene asportato e poi analizzato. Se la lesione è piccola (in genere inferiore ai tre centimetri) il chirurgo interviene con tecniche operatorie mini-invasive (videotoracoscopia oppure robot). Sarà poi l’esito dell’esame istologico a dire come si procede: oggi le cure a disposizione sono davvero moltissime».
Dagli anticorpi bispecifici e farmaco-coniugati, target therapies, immunoterapia e nuove combinazioni di medicinali, oltre a chemio e radioterapia: per stabilire la cura più indicata caso per caso, fin dal momento della diagnosi, serve conoscere le mutazioni presenti nel singolo sottotipo di cancro. Così si hanno più speranze di guarire e si allunga, persino di molti anni, la sopravvivenza dei malati (anche metastatici). «Ma se il tumore asportato è piccolo e l’istologia favorevole è possibile che non sia necessaria nessun’altra terapia, solo periodici controlli nel tempo» aggiunge Harari.
Come capire se si deve sospettare un tumore o se invece si tratta di una lesione benigna?
Bisogna innanzitutto considerare le dimensioni: i noduli polmonari benigni raramente superano i tre centimetri di diametro, quelli maligni invece possono essere più piccoli o (molto spesso) più grandi. Inoltre va considerata la densità, distinguendo fra noduli solidi (per lo più benigni), subsolidi e a vetro smerigliato.
Maggiore è la componente solida, più alto è il rischio che si tratti di una neoplasia polmonare e che la prognosi sia peggiore.
Cosa è meglio fare di fronte a una diagnosi di nodulo polmonare?
«Il consiglio più importante è di affidarsi a uno specialista, a un centro con grande esperienza, che sulla base di diverse informazioni e dei fattori di rischio individuali (ad esempio: abitudine al fumo, esposizione a fattori cancerogeni, familiarità) valuta il rischio del singolo paziente. In alcuni casi la strategia migliore è l’osservazione nel tempo mediante periodiche TAC nel tempo, senza intervenire, agendo solo se il nodulo cresce o cambia caratteristiche. In altri, invece, è meglio intervenire subito».
I noduli possono scomparire da soli?
«Sì, alcuni noduli polmonari non solidi, di natura benigna, possono regredire spontaneamente ai successivi controlli: nel caso dei noduli non solidi la percentuale di scomparsa a un anno raggiunge il 40-50%; mentre per i noduli parzialmente solidi il tasso di scomparsa si attesta intorno al 25-30%».
