"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: CATECHESI DI PADRE LIVIO Pagina 207 di 269

IL MISTERO DEL NATALE

La nascita di Gesù in una grotta

Il tempo di Avvento è un cammino interiore che ci prepara ad accogliere degnamente il Re del mondo e della Storia. Con la preghiera, con i Sacramenti e con le riflessioni sulla Parola di Dio il nostro cuore diventa un degno trono per Gesù Bambino.

Il Figlio di Dio è nato ed è morto fuori dalla città; è venuto alla luce in una grotta utilizzata come stalla per gli animali ed è stato crocifisso sul Calvario, fuori da Gerusalemme. Nei Vangeli che raccontano la nascita e la morte di Gesù si pone l’accento sul fatto che questi due avvenimenti siano accaduti lontano dalla città proprio perché il Figlio di Dio è stato rifiutato. Questo particolare non deve essere sottovalutato perché ci fa capire il mistero del male nel mondo e nei nostri cuori. Il rifiuto nei confronti di Gesù si è ripetuto nel corso della Storia e anche oggi l’umanità rifiuta la fede e la Croce.

Per Maria e Giuseppe non c’era posto negli alloggi di Betlemme e il Bambino Gesù è nato in una grotta fuori dalla città; allo stesso modo è stato crocifisso sul Golgota in mezzo a due ladroni. Alla nascita e alla morte non ha trovato certamente l’accoglienza degna del Figlio di Dio, che con umiltà e pazienza ha sempre saputo aspettare.

I Vangeli apocrifi narrano della presenza di un bue e di un asinello che, con la loro mite e umile presenza, hanno riscaldato il Bambinello con il loro fiato. L’iconografia della nascita di Gesù è ben delineata: il luogo è una grotta, il momento è la notte, il clima è freddo; si tratta di un’immagine anche allegorica: Gesù è nato in una grotta lontana dalla città e cioè nel rifiuto degli uomini, di notte perché è nato nel buio del peccato in cui è immerso il mondo e al freddo, ovvero nei cuori gelidi che non l’hanno accolto. Come dice il bellissimo canto composto dal santo vescovo napoletano Alfonso Maria de’ Liguori Tu scendi dalle stelle, Gesù Bambino è nato veramente al freddo e al gelo di un’umanità che non lo ha accolto e che lo rifiuta anche oggi.

Maria e Giuseppe continuano la meditazione che hanno iniziato durante il viaggio comprendendo che quel Bambino, che era il Figlio di Dio, è venuto alla luce da una coppia emarginata dalla società e in un luogo ai margini della città, nel rifiuto, nell’umiltà e nell’allontanamento. Maria e Giuseppe comprendono il mistero di Dio, che realizza i suoi progetti in modalità del tutto diverse dalle nostre. La Madonna e San Giuseppe accettano questa disposizione della Provvidenza e danno alla luce Gesù al freddo e al gelo di una grotta, riscaldato dal fiato di due umili animali. Le vie di Dio non sono quelle dell’ostentazione della regalità. Il Verbo si è fatto carne nel seno di una donna semplice e umile e viene alla luce in una povera mangiatoia. Il Figlio di Dio nasce fuori dal mondo che non lo vuole, questo evidenzia il male che c’è nel mondo e allo stesso tempo l’infinito amore di Dio per noi.

La Madonna ha concepito verginalmente Gesù per opera dello Spirito Santo ed è Maria stessa a rivelare questa Verità di fede; quando l’angelo le annuncia che sarebbe diventata la Madre del Verbo si chiede come può realizzarsi questo senza concorso di uomo. Il primo grande segno che Dio ha fato alla Madonna è proprio il fatto che il Bambino che aveva nel grembo era il Figlio di Dio che si era incarnato per opera dello Spirito Santo. Il secondo segno è il parto verginale; il Bambino Gesù è nato senza violare l’integrità verginale di Maria. Nel momento della nascita di Gesù anche San Giuseppe vede che quel Bambino nasce in un modo miracoloso, lasciando intatta la verginità di Maria fisica e spirituale.

Queste Verità devono rimanere salde nella nostra professione di fede, non devono essere intaccate da ideologie moderne che negano il soprannaturale. Ammiriamo, allora, il prodigio della nascita di Gesù, venuto alla luce da parto verginale perché la Madonna era esente dal peccato originale. Quando Maria e Giuseppe si trovano davanti il Bambino Gesù appena nato comprendono che è veramente il Figlio di Dio anche grazie a due segni inequivocabili della straordinarietà di questo evento: il concepimento e il parto verginale, oltre al fatto che la Madonna è rimasta vergine per tutta la vita.

I pastori chiamati dagli angeli si inginocchiano davanti al Bambino, lo adorano e manifestano la loro fede proprio perché Maria e Giuseppe li hanno condotti a farlo. La fede di Giuseppe e di Maria, che riconoscono nel Bambino Gesù il Figlio di Dio, si riflette sugli altri che hanno lo stesso atteggiamento di devozione per il Re dei re. La Madonna conduce il mondo a credere che Suo Figlio, concepito e dato alla luce verginalmente, è il Dio vivente fatto uomo per la salvezza di tutti gli uomini di tutti i tempi.

🔴LIVE🔴Il mistero del Natale: La nascita di Gesù in una grotta – di Padre Livio

IL MISTERO DEL NATALE

Giovedì 19 dicembre 2024

H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube  (in differita)

Cari amici, il programma nei prossimi giorni prevede in apertura una meditazione in preparazione al Natale

Seguirà un Editoriale di Padre Livio


4. LA NASCITA DI GESU’ IN UNA GROTTA

Maria e Giuseppe non trovano un alloggio

Gesù nasce in un rifugio di animali

Il parto verginale di Maria

Il Bambino viene deposto in una mangiatoia

Maria e Giuseppe adorano il Re del mondo

TEMPO DEI SEGRETI: l’ULTIMA CHIAMATA DI MARIA

Editoriale di padre Livio (5O minuti)

BLOG: La benedizione della prima Radio Maria a pannelli solari in Africa


DA OGGI FINO A NATALE PARTECIPIAMO CON GIOIA ALLA MARIATONA PER DARE UN FORTE IMPULSO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO.

AIUTIAMO LA MADONNA AD AIUTARCI

+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574

+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1

Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 192 – I MISTERI DELL’INFANZIA

Loading the player...

🔴LIVE🔴Il mistero del Natale: Il viaggio a Betlemme di Maria e Giuseppe – di Padre Livio

IL MISTERO DEL NATALE

Il viaggio a Betlemme di Maria e Giuseppe

Il viaggio di Giuseppe e Maria verso Betlemme è profetico, anche se di fatto è provocato dall’editto dell’imperatore Cesare Augusto che voleva fare il censimento dell’impero. Come gli altri, anche Giuseppe si è trovato costretto a tornare nella località da cui proveniva il suo casato, Betlemme appunto.

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazareth e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. (Lc 2, 1-6)

Nell’Annunciazione, parlando del Bambino che sarebbe nato da Maria, l’angelo Gabriele disse delle cose umanamente incredibili: “Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Questa profezia si rivela, allora, nel viaggio a Betlemme. Maria e Giuseppe compiono questo viaggio nelle fede, nella comprensione dei misteri di Dio che ci parla attraverso gli avvenimenti della Storia e attraverso gli avvenimenti della nostra vita. Dobbiamo, allora, leggere gli avvenimenti della nostra vita personale e del mondo proprio alla luce della fede perché alla fine è Dio il Signore e la sua Provvidenza guida ogni cosa.

Maria e Giuseppe, in questo viaggio, sono consapevoli di adempiere la profezia rivelata dall’arcangelo Gabriele secondo la quale il Signore Dio avrebbe fatto sì che quel Bambino avrebbe ricevuto il trono di Davide suo padre. Maria e Giuseppe si chiedono che significato avrebbe avuto tale profezia perché, guardando alla realtà, stanno compiendo un viaggio in sella a un umile asinello proprio nei giorni in cui quel Bambino sarebbe dovuto nascere. Il viaggio da Nazareth a Betlemme è lungo e faticoso, specialmente con i pochi mezzi di cui disponeva una famiglia come la loro composta da un falegname e una casalinga.

Nella luce di questa profezia straordinaria che parla di regalità e di un regno che non avrà mai fine, Maria e Giuseppe affrontano questo viaggio faticoso, umile e povero. È proprio vero che i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri, così come le sue vie non sono le nostre. Umanamente è faticoso comprendere i pensieri di Dio, dobbiamo allora uscire dalla nostra mentalità terrena, alzare lo sguardo e trascendere da noi stessi per avvicinarci al modo di pensare di Dio affidandoci alla Sua divina Provvidenza. Di fronte alla profezia dell’angelo, Maria e Giuseppe hanno affrontato il lungo viaggio con umiltà e totale affidamento al disegno di Dio, consapevoli che si sarebbe realizzato. Dio attua i suoi disegni sempre attraverso l’umiltà, percorrendo la via della Croce.

San Giovanni Paolo II sviluppò un concetto meraviglioso: la Madonna, che pure è la beata perché ha creduto nell’adempimento della Parola del Signore, ha progredito nella fede, ha fatto un suo cammino. Si legge infatti nell’Enciclica Redemptoris Mater:

Pertanto, anche la fede di Maria può essere paragonata a quella di Abramo, chiamato dall’Apostolo «nostro padre nella fede» (Rm 4,12). Nell’economia salvifica della rivelazione divina la fede di Abramo costituisce l’inizio dell’Antica Alleanza; la fede di Maria nell’annunciazione dà inizio alla Nuova Alleanza. Come Abramo «ebbe fede sperando contro ogni speranza che sarebbe diventato padre di molti popoli» (Rm 4,18), così Maria, al momento dell’annunciazione, dopo aver indicato la sua condizione di vergine («Come avverrà questo? Non conosco uomo»), credette che per la potenza dell’Altissimo, per opera dello Spirito Santo, sarebbe diventata la Madre del Figlio di Dio secondo la rivelazione dell’angelo: «Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio» (Lc 1,35). Tuttavia, le parole di Elisabetta: «E beata colei che ha creduto» non si applicano solo a quel particolare momento dell’annunciazione. Certamente questa rappresenta il momento culminante della fede di Maria in attesa di Cristo, ma è anche il punto di partenza, da cui inizia tutto il suo «itinerario verso Dio», tutto il suo cammino di fede. E su questa via, in modo eminente e davvero eroico – anzi con un sempre maggiore eroismo di fede – si attuerà l’«obbedienza» da lei professata alla parola della divina rivelazione. E questa «obbedienza della fede» da parte di Maria durante tutto il suo cammino avrà sorprendenti analogie con la fede di Abramo. Come il patriarca del popolo di Dio, così anche Maria, lungo il cammino del suo fiat filiale e materno, «ebbe fede sperando contro ogni speranza». Specialmente lungo alcune tappe di questa via la benedizione concessa a «colei che ha creduto», si rivelerà con particolare evidenza. Credere vuol dire «abbandonarsi» alla verità stessa della parola del Dio vivo, sapendo e riconoscendo umilmente «quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie» (Rm 11,33). Maria, che per l’eterna volontà dell’Altissimo si è trovata, si può dire, al centro stesso di quelle «inaccessibili vie» e di quegli «imperscrutabili giudizi» di Dio, vi si conforma nella penombra della fede, accettando pienamente e con cuore aperto tutto ciò che è disposto nel disegno divino. 

Nell’Annunciazione non c’è traccia della Croce, c’è l’indicazione della grandezza di quel Bambino il cui regno sarà eterno, ma non si parla della Croce la cui rivelazione avverrà per bocca di Simeone. La pedagogia divina si rivela per mezzo dello Spirito Santo, proprio nel viaggio da Nazareth a Betlemme fatto in sella a un asino e non a un regale cammello. Quando finalmente giungono a Betlemme, Maria e Giuseppe non trovano alloggio; nessuno vuole accogliere un’umile coppia che sta per dare alla luce un bambino. Sperimentano, allora, la realtà della grandezza di Dio che opera nella Storia umana intrisa di peccato, di rifiuto, di ostilità a Dio.

Maria e Giuseppe capiscono la pedagogia di Dio che realizza i suoi piani nell’umiltà, nel nascondimento, nella fatica, nella persecuzione, nella lotta, nel rifiuto. Nel momento in cui il Bambino deve nascere, Maria e Giuseppe si trovano in una grotta, che i pastori in inverno utilizzavano come rifugio per gli animali. Ecco la manifestazione della pedagogia di Dio, nell’umiltà di quella grotta, riscaldato dal fiato di un asinello e di un bue, viene alla luce il Figlio di Dio, il Salvatore e Redentore del mondo. Lo Spirito Santo permette a Maria e Giuseppe di comprendere questo grande insegnamento: nonostante il rifiuto di accoglierli, nonostante il luogo inospitale e umile, nonostante la fatica del lungo viaggio, nasce Gesù e un angelo annuncia ai pastori: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia».

In quel viaggio Maria e Giuseppe hanno compreso che dobbiamo elevare i nostri pensieri ai pensieri di Dio, adeguarci nell’umiltà, prendere in mano la Croce e portarla. Da Nazareth a Betlemme Maria e Giuseppe hanno preso consapevolezza che, anche se i piani di Dio non corrispondono ai nostri, dobbiamo affidarci completamente a Lui. Maria e Giuseppe hanno capito il compito che Dio aveva affidato loro, una di essere la Madre del Verbo, l’altro il custode del Bambino che la Madonna avrebbe dato alla luce. Mentre stavano assimilando la grandezza della loro vocazione, Maria e Giuseppe sperimentano la via attraverso la quale Dio realizza i suoi piani e le vocazioni di coloro che Lui steso sceglie per realizzarli, ovvero la via dell’umiltà, del nascondimento, della Croce, della sofferenza, della fedeltà. Seguendo questa strada Maria e Giuseppe arrivano ai vertici del loro cammino di fede. Anche noi dobbiamo camminare sul sentiero della vita nell’umiltà dell’affidamento totale a Dio; nella luce di Dio siamo tutti importanti, unici.

Dio realizza i suoi piani attraverso la pedagogia che gli è propria e che hanno sperimentato Maria, Giuseppe e soprattutto Gesù. È difficile comprendere i disegni di Dio e soprattutto accettarli nella modalità in cui Egli li realizza, ma sull’esempio di Maria e Giuseppe possiamo metterci in cammino anche noi e crescere umilmente nella fede, passo dopo passo.

IL MISTERO DEL NATALE

Mercoledì 18 dicembre 2024

H. 9: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube  (in differita)

 Cari amici, il programma nei prossimi giorni prevede in apertura una meditazione in preparazione al Natale

Seguirà un Editoriale di Padre Livio


3 IL VIAGGIO A BETLEMME DI MARIA E GIUSEPPE

Il viaggio a Betlemme è nel piano divino

La fede e la preghiera riscattano la fatica del viaggio

Dove nascerà il Bambino? La fiducia nella Provvidenza

Non trovano ospitalità data la loro situazione

L’esperienza della durezza dei cuori

Per il Figlio di Dio e il Signore del mondo non c’è che una grotta

Maria e Giuseppe scoprono la pedagogia divina nl cammino di fede

MEDJUGORJE. PERCHE’ E’ NECESSARIO PREPARARSI AI SEGRETI?

Editoriale di Padre Livio (53 minuti)

BLOG: Papa Francesco: In Iraq scampai a un duplice attentato


DA OGGI FINO A NATALE PARTECIPIAMO CON GIOIA ALLA MARIATONA PER DARE UN FORTE IMPULSO ALLA EVANGELIZZAZIONE DI RADIO MARIA IN ITALIA E NEL MONDO.

AIUTIAMO LA MADONNA AD AIUTARCI

+Bonifico Bancario Intestato a: Radio Maria ETS, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

Banca Intesa Sanpaolo filiale di Milano – IBAN: IT26 H030 6909 6061 0000 0126 574

+Conto corrente postale – N. 1 4 5 2 2 2 2 1

Intestato a: Associazione Radio Maria, Via Milano 12 – 22036 Erba (CO)

🔴LIVE🔴 CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA – Puntata 191 – I MISTERI DELL’INFANZIA

Loading the player...

IL MISTERO DEL NATALE

La visita di Maria a Santa Elisabetta

La figura di Elisabetta è straordinaria. Nei Vangeli, dopo Maria, è indubbiamente la donna meglio descritta. Nel testo più importante della Sacra Scrittura, che è il Vangelo dell’Annunciazione perché si afferma che il Verbo si è fatto carne, accanto a Maria c’è Elisabetta. Dopo aver manifestato tutto il piano divino l’arcangelo dice a Maria: “Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”; Gabriele ha voluto dare a Maria un segno concreto della validità della rivelazione che le ha appena fatto.

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». (Lc 1, 39-45).

Quando l’arcangelo dice a Maria che sua cugina in età avanzata è in attesa del primo figlio, rimane molto colpita, si conferma nella fede e si affida totalmente a Dio nel progetto che ha in serbo per Lei. Dopo l’Annunciazione la Madonna si mette subito in cammino verso Ain Karim, dove vive sua cugina Elisabetta. San Luca pone l’accento sulla fretta con cui Maria si mette in cammino proprio perché non vede l’ora di condividere con Elisabetta il mistero che le è appena stato rivelato e anche per verificare che sua cugina fosse già al sesto mese di gravidanza.

Prima che Maria entri in casa, Elisabetta la accoglie con parole sublimi perché, per illuminazione interiore dello Spirito Santo, ha capito che stava arrivando la Madre di Dio. Nel saluto a Maria, “Benedetta tu fra le donne”, Elisabetta comprende la sua altezza incommensurabile e manifesta la consapevolezza di trovarsi di fronte la Madre di Dio.

Elisabetta umilmente si ritiene indegna della visita di Maria ed esprime con poche parole tutto il cuore della fede Cattolica chiamandola Madre di Dio: “A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?”. La fede di Elisabetta coglie la grandezza di Maria che ha risposto con totale adesione al piano di Dio per cui il Verbo si è fatto veramente Carne nel suo grembo. Nelle parole con cui accoglie sue cugina, Elisabetta esprime tutta la fede Cattolica in Maria, Madre del Verbo, e in Gesù Cristo, Figlio di Dio. Dopo Maria, Elisabetta è colei che esprime con maggiore consapevolezza e amore tutta la fede Cattolica.

Elisabetta, poi, dice a Maria che quando ha sentito il suo saluto, il bambino ha sussultato di gioia nel suo grembo. Viene messo, allora, in evidenza un aspetto straordinario di Maria, mediatrice delle grazie. Ovviamente l’autore della grazia della salvezza è Gesù Cristo, che opera attraverso sua Madre; appena il saluto di Maria è giunto agli orecchi di Elisabetta ha operato la grazie della Redenzione per San Giovanni Battista. Nelle parole di Elisabetta è racchiusa la fede in Cristo Redentore del mondo; lo Spirito Santo si è servito di Elisabetta, l’ha illuminata suggerendole interiormente le straordinarie parole con cui ha accolto la cugina e che sono state tramandate nel corso dei secoli nella prima parte dell’Ave Maria. Elisabetta ha compreso immediatamente che Maria le aveva portato la grazia della Redenzione proprio nel Bambino che Dio, per opera dello Spirito Santo, aveva posto nel suo grembo.

Nelle ultime parole di Elisabetta è racchiusa tutta la fede di Maria, che è inarrivabile perché ha creduto nell’adempimento della Parola del Signore. La Madonna è beata perché ha creduto, ha detto “sì” a Dio con convinzione e con totale affidamento. Anche Elisabetta è beata perché ha creduto nella fede di Maria e nella sua grandezza, ha creduto che il Bambino che portava nel grembo era veramente il Figlio di Dio. Questo brano di Vangelo è uno dei più belli di tutta la Sacra Scrittura, meriterebbe di essere valorizzato maggiormente; penso, inoltre, che non si parli di Elisabetta con la dovuta comprensione e non le si attribuisca la dovuta grandezza nella Storia della fede.

Dopo Maria, Elisabetta è certamente la donna più significativa di tutta la Sacra Scrittura. Elisabetta, inoltre, ha trasmesso la sua fede in Cristo e in Maria a suo figlio Giovanni Battista che, pur non avendo mai incontrato Gesù e avendo vissuto per anni nel deserto, ne è il precursore, è colui che si è annientato tanto perché il Signore crescesse.

🔴LIVE🔴Il mistero del Natale: La visita di Maria a Santa Elisabetta – di Padre Livio

Pagina 207 di 269

Radio Maria ETS - Via Milano 12, 22036 Erba (Co) - CF 94023530150

Privacy policy