"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Categoria: CATECHESI DI PADRE LIVIO Pagina 123 di 268

MARIA DOLCE MADRE

10. MARIA MADRE PREMUROSA

In quale occasione una madre manifesta la sua premura per i propri figli? Senza dubbio quando cadono ammalati. Allora moltiplica le sue attenzioni e le sue tenerezze, per alleviare le sofferenze e per affrettarne la guarigione. E quando un figlio è in difficoltà, non solo lo tiene per mano, ma lo prende in braccio e se lo stringe al cuore. Non tralascia nulla finché non lo rivede sano e forte affrontare il duro cammino della vita. La strada che conduce all’eternità è aspra e stretta (Mt 7,14). Quando la fatica paralizza le gambe si è tentati di fermarsi e di guardare indietro. Gli assalti del male colpiscono e sfiancano. Le ferite sanguinano e indeboliscono. La tentazione di tornare indietro si fa sempre più forte. Sono molti quelli che la incominciano e pochi quelli che perseverano fino alla fine.

Gesù stesso ha avuto bisogno delle premure di sua Madre. Durante i tre anni della sua vita pubblica, quando l’ostilità e la persecuzione montavano e persino i suoi di famiglia lo osteggiavano (Mc 3,21) è Maria che, con la sua presenza silenziosa e fedele, addolcisce le asprezze dell’apostolato. (Mc 3,31-32). In modo particolare la Madre è vicina nell’ora delle tenebre, quando il mistero di iniquità vomita il suo odio e la sua violenza. Gesù deve bere il calice amarissimo che il Padre celeste gli porge. È il calice del peccato, dei tradimenti, delle indifferenze e del disamore degli uomini. Persino la paura e l’infedeltà degli apostoli contribuiscono a renderlo più insopportabile. La divina Sapienza dispone che la Madonna sia presente non solo come Corredentrice, ma anche come Consolatrice. È Lei che rende la Croce sopportabile e che versa gocce di dolcezza nell’oceano sconfinato dell’amarezza.

Gesù ci ha donato sua Madre perché col suo amore materno potesse versare olio sulle ferite che il male ci infligge e ci rendesse più leggere le croci che, a causa della nostra debolezza, ci schiacciano. Quando siamo nel peccato, Maria si china sul nostro male con infinita tenerezza e non prova ripugnanza per le nostre piaghe e le nostre deformità. Quando siamo convalescenti, non forza la mano e attende pazientemente che ritornino le forze. Quando si fanno sentire asprezze della vita, lei smussa gli spigoli taglienti perché non ci facciano troppo male. Quando le pene sono troppo pesanti, Lei le alleggerisce senza aspettare che glielo chiediamo. Quando, nei primi passi del cammino di conversione, le difficoltà spingono verso lo scoraggiamento, Lei sparge le sue piccole gioie per animarci a proseguire. Gesù sa che senza la dolcezza del Cuore materno di Maria molte anime si perderebbero.

Maria è l’esca divina con la quale l’Onnipotente attira a sé innumerevoli anime. È noto il proverbio secondo il quale si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile di aceto. Satana, che conosce a fondo la natura umana, attira nelle sue trappole con l’arma della seduzione. Presenta ciò che è “buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile” (Gn 3,6). La sua arte raffinata confeziona cibi attraenti, nei quali nasconde il veleno che porta alla morte. Dio sa bene che noi uomini preferiamo il miele all’aceto e che non abbiamo dubbi se dobbiamo scegliere fra lo zucchero e il sale. Maria è la dolcezza di Dio. Nel momento del dolore più lancinante, la recita di un’Ave Maria riesce a renderlo accettabile. Lo sanno bene le madri che, quando perdono un figlio, solo presso il Cuore materno di Maria trovano la forza di resistere e sperare.

La Madonna, nella maggioranza delle sue apparizioni, non ha pronunciato neppure una parola. Spesso la sua manifestazione avviene in momenti in cui si agitano le onde del dolore e incombono le nubi della minaccia. Il suo sorriso, come un lampo di luce nella notte, rischiara le tenebre e porta la pace.

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MARIA DOLCE MADRE

9. MARIA MADRE SEMPRE PRESENTE

Alcuni dicono che i vangeli parlino relativamente poco della Madonna. Si tratta di una affermazione inconsistente, perché la Parola di Dio non si può misurare col criterio della quantità. Ciò che invece colpisce è il fatto che Maria, pur con la discrezione che caratterizza la sua persona, è sempre presente nei momenti fondamentali della vita di Gesù e della Chiesa. La Madonna partecipa da protagonista ai grandi appuntamenti della redenzione. Svolge il suo compito di madre assicurando sempre la sua presenza, quando questa è necessaria. Lei sa quando il suo dovere materno la chiama e non si fa aspettare. Ad ogni evento della vita di Gesù vediamo la Madre al suo fianco, attenta e consapevole del suo compito. La stessa cosa possiamo affermare della vita bimillenaria della Chiesa, la cui traversata, nell’oceano tempestoso della storia, ha avuto nella Madonna la stella fulgente che l’ha guidata.  Ma se ognuno di noi guarda alla sua vita con gli occhi della fede, si renderà conto che Maria gli era vicina nei momenti cruciali.

Qualsiasi tentativo di ridimensionare il ruolo della Madonna nella storia della salvezza è destinato al fallimento, perché cozza contro l’evidenza. La realtà, impossibile da cancellare, è che Maria sta al fianco di Gesù dalla culla alla croce, come pure accompagna il cammino della Chiesa e di ogni anima dall’inizio alla fine, senza distrarsi e senza assentarsi. L’Ancella del Signore si dedica completamente alla missione materna che l’Altissimo le ha affidato e vive solo per essa. Diversamente dagli apostoli nel Getsemani, Lei veglia e prega senza mai addormentarsi. Come una madre che non abbandona mai la casa incustodita, Maria vigila senza mai perdere di vista nulla e nessuno. Lei sa che il nemico si nasconde per sorprendere con le sue insidie. Guai se la Vergine potente contro il male non intervenisse quando il leone ruggente sferra all’improvviso il suo attacco.

La figlia di Sion appare improvvisamente sulla scena del mondo nel momento culminante dell’opera divina della creazione e della redenzione. L’evento dell’incarnazione la trova pronta, protesa nell’ascolto, determinata nella decisione. È il suo “Sì” incondizionato che rende Dio eternamente presente nella storia dell’umanità.  Quando il Figlio, alle nozze di Cana, dà inizio alla sua missione, Lei gli siede accanto, sollecita e attenta, perché non sia turbata la gioia della festa. Ai piedi della Croce la Madre partecipa alla passione del Figlio e con Lui beve fino all’ultima goccia il calice amaro della redenzione. Il suo Cuore è pronto per abbracciare la sua nuova missione di madre dell’umanità. Nel Cenacolo, quando la Chiesa viene battezzata nel fuoco dello Spirito Santo, Maria la stringe al suo cuore, infondendole la sua fede, vivificandola con la sua preghiera e infiammandola con la sua carità.

Nella traversata tempestosa della storia la Chiesa non deve mai temere. La Madonna non l’ha mai abbandonata a sé stessa e mai l’abbandonerà. Quando la barca di Pietro sembra affondare sotto la furia dei marosi, ecco che Maria si fa presente con le sue apparizioni. Chi potrebbe contare gli interventi della Santa Vergine da quando Lei, assunta in Cielo, si è presa cura della navigazione della Chiesa? Il Cielo si è aperto innumerevoli volte su questa terra travagliata: La divina messaggera moltiplica le sue venute e mai sembra essere stanca. La Chiesa è la sua casa e Lei la cura come la più premurosa delle madri. Ma anche ogni uomo è suo figlio e la Madre vigila instancabilmente, pronta a intervenire, anche quando noi non la chiamiamo e pensiamo di non avere bisogno. In particolare Maria è presente oggi, più attiva e sollecita che mai. Come potrebbe la Regina del cielo e della terra abbandonare a sé stessa la Chiesa, quando il drago, sciolto dalle catene, vorrebbe distruggerla e portare l’intera umanità alla rovina?

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