di Gian Guido Vecchi- Corriere della Sera – 15 Ottobre 2026

Gemelli, i medici: decorso post-operatorio regolare. La presidente del Perù Fujimori: «Capiamo che il suo recupero durerà diverse settimane più del previsto e che ci potrebbe essere un cambio nel calendario della sua visita»

CITTA’ DEL VATICANO – Leone XIV «è di buon umore», i medici del Gemelli fanno sapere che gli esami del sangue e la radiografia del torace compiuti ieri mattina confermano «un decorso post-operatorio regolare», poiché «i valori sono nella norma per il tipo di intervento eseguito», e insomma tutto procede come previsto dopo la rimozione del tumore maligno al polmone destro, martedì pomeriggio, con l’asportazione del lobo inferiore. Però sarà una faccenda lunga, e basterebbero le parole della presidente del Perù, Keiko Fujimori: «Aspettiamo qualsiasi comunicazione del Vaticano perché capiamo che il suo recupero durerà diverse settimane più del previsto e che ci potrebbe essere un cambio nel calendario della sua visita».

Il sesto viaggio internazionale del Papa è organizzato da tempo, dodici giorni dal 6 al 17 novembre tra Uruguay, Argentina e infine Perù, il Paese in cui ha vissuto vent’anni come missionario e poi vescovo.
  

Prevost ci tiene e ancora domenica, all’Angelus, dopo aver annunciato l’operazione ai fedeli, aveva salutato un gruppo di peruviani: «Grazie della vostra preghiera per la visita che compirò in Perù».

Il Pontefice ci contava ma la prospettiva di partire tra una ventina di giorni si fa assai ardua, considerata la lunghezza del viaggio e il programma serrato: 31 mila chilometri, una ventina di trasferimenti tra aerei ed elicotteri e tappe come quella di Cuzco, sulle Ande peruviane, a 3.400 metri di altitudine. Più vicino, ma tra soli dodici giorni e altrettanto difficile, ci sarebbe anche l’incontro interreligioso di Assisi per la pace, il 27 ottobre. Di certo, dopo l’operazione, in Vaticano sono più prudenti, «vedremo», anche se per ora resta la previsione di una degenza di «circa una settimana dal ricovero».

Intanto Leone XIV ha passato una prima notte tranquilla, consumato la colazione come più tardi il pranzo e la cena, concelebrato la messa e mosso qualche passo nella stanza prima di iniziare la fisioterapia respiratoria.
Il secondo bollettino, con le comunicazioni firmate dal dottor Luigi Carbone e dal professor Stefano Margaritora, conferma la svolta comunicativa voluta dallo stesso Papa, che domenica aveva spiegato con chiarezza ai fedeli di avere «un nodulo al polmone», seppure «individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato». Si era deciso di intervenire subito dopo una broncoscopia robotica con biopsia, una tac toracica con contrasto e una pet.

Che fosse un tumore maligno era più che sospetto: per questo il primo bollettino diceva che l’esame istologico aveva «confermato» la diagnosi di «adenocarcinoma polmonare». Non ci si limita più alle notizie filtrate dalla comunicazione vaticana, come durante i ricoveri di Francesco, niente più dettagli di «colore» come la pizza in camera. I bollettini chiamano le cose con il loro nome. Se Bergoglio era un paziente più imprevedibile, Prevost si informa con attenzione dai medici e ne segue con scrupolo le indicazioni. I risultati delle analisi e ulteriori esami definiranno le terapie necessarie e quindi i tempi di convalescenza e recupero.

Ieri sera è stato diffuso il messaggio di Leone XIV ai vescovi che hanno concluso un incontro sulla famiglia in Vaticano. «A suo tempo offrirò le mie riflessioni», ha scritto, prima di concludere: «Vi chiedo di pregare per me, come io faccio per voi».