
SESTA DOMENICA DOPO PASQUA
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
Il tempo Pasquale coincide col risveglio della natura che lotta per una vita nuova dopo il gelo invernale. Così anche noi dobbiamo risvegliare le nostre anime dal sonno spirituale e avvolgerle con la gloria di Cristo risorto, nostra vita e nostra pace.
Nel brano di vangelo di oggi Gesù ci conduce al cuore della vita cristiana, che è l’amore. “Come il Padre ha amato me, anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.”
Sembra semplice, ma non vi è nulla di più difficile, perché il mondo non conosce la parola “amore” e quando la usa dà ad esso un significato che non va oltre i limiti dell’umano.
L’amore di cui parla Gesù è quello che viene da Dio che è, nella sua vita intima, una comunione eterna di amore. “Dio è amore” è il cuore della fede e della rivelazione cristiana.
E’ ciò che gli uomini non sono mai riusciti a pensare o semplicemente a desiderare. Le loro rappresentazioni di Dio non si sollevano dai limiti e delle miserie e della carnalità.
Per questo il Padre ha inviato il Figlio in questo mondo, assumendo una vera umanità e amandoci con un cuore umano. La condivisione della nostra vita e il dono della sua amicizia fino al morte in Croce sono la prova del suo amore prodigo e senza confini.
La vita cristiana consiste nell’accoglienza di questo amore misericordioso, che perdona i peccati, purifica i cuori e li rende capaci di amare Dio come Lui ci ama.
Questa è la fatica e la gioia della vita cristiana, che richiede l’impegno quotidiano della preghiera, l’osservanza dei comandamenti e l’amore per il prossimo, chiunque esso sia, perché ogni uomo viene da Dio ed è da Lui amato.
Dobbiamo credere che l’amore di Cristo vince l’odio del maligno e che alla fine l’amore trionferà, ma prima di tutto dobbiamo farlo trionfare in noi.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 15,9-17
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
BENEDETTO XVI : DEUS CARITAS EST (1)
“Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui » (1 Gv 4, 16). Queste parole della Prima Lettera di Giovanni esprimono con singolare chiarezza il centro della fede cristiana: l’immagine cristiana di Dio e anche la conseguente immagine dell’uomo e del suo cammino. Inoltre, in questo stesso versetto, Giovanni ci offre per così dire una formula sintetica dell’esistenza cristiana: « Noi abbiamo riconosciuto l’amore che Dio ha per noi e vi abbiamo creduto ».
Abbiamo creduto all’amore di Dio — così il cristiano può esprimere la scelta fondamentale della sua vita. All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. Nel suo Vangelo Giovanni aveva espresso quest’avvenimento con le seguenti parole: « Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui … abbia la vita eterna » (3, 16). Con la centralità dell’amore, la fede cristiana ha accolto quello che era il nucleo della fede d’Israele e al contempo ha dato a questo nucleo una nuova profondità e ampiezza. L’Israelita credente, infatti, prega ogni giorno con le parole del Libro del Deuteronomio, nelle quali egli sa che è racchiuso il centro della sua esistenza: « Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze » (6, 4-5). Gesù ha unito, facendone un unico precetto, il comandamento dell’amore di Dio con quello dell’amore del prossimo, contenuto nel Libro del Levitico: « Amerai il tuo prossimo come te stesso » (19, 18; cfr Mc 12, 29-31). Siccome Dio ci ha amati per primo (cfr 1 Gv 4, 10), l’amore adesso non è più solo un « comandamento », ma è la risposta al dono dell’amore, col quale Dio ci viene incontro.”