
QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA
Cari amici di Radio Maria Buona Domenica!
Oggi è la Quarta domenica di Quaresima e ciò che la contraddistingue è l’invito alla gioia con la quale si apre la Santa Messa.
Perché la gioia in questo tempo di penitenza e di digiuno? La ragione è da ricercare nel dono della salvezza che viene donata al mondo mediante la morte e la Resurrezione del Signore.
Ed è su questo inestimabile dono di grazia che Gesù ci invita a meditate nel suo colloquio notturno con Nicodemo:
“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.
La salvezza cristiana è radicale ed universale. E’ radicale perché salva l’uomo da tutti i suoi mali, dai quali nessun potrebbe liberarlo.
Sono mali che conosciamo bene e che distruggono la nostra vita: sono il peccato e la morte. Invano l’uomo cerca di liberarsi con le sole sue forze. La loro potenza ha sempre vanificato ogni umano tentativo.
La salvezza cristiana è universale ed è offerta ad ogni essere umano di ogni tempo, di ogni spazio e di ogni condizione di vita.
Ce ne renderemo conto quando saremmo in paradiso, nel Regno eterno della gioia, abitato da una moltitudine immensa di anime che l’amore di Cristo ha salvate.
Tuttavia la salvezza si ottiene mediante la fede, cioè l’umile accettazione, anche solo implicita, della mano che il Figlio di Dio ci tende per uscire fuori dalla palude del male.
La parole di Gesù sono chiare e non danno spazio ad alcun fraintendimento: “Chi crede in Lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio”.
Cari amici, inginocchiamoci davanti alla Croce, chiedendo perdono dei nostri peccati ed aprendo il cuore all’invito di Gesù ad amarlo e a seguirlo.
La nostra risposta ci riempirà di pace ed è questo che dobbiamo cercare nel nostro cammino verso la Pasqua.
E’ un cammino verso la luce e verso la gioia delle resurrezione, verso la vita nuova in Cristo, nostro Signore e nostro Dio.
Vangelo
Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,14-21
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Parola del Signore