
TERZA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (B)
Cari amici, dobbiamo manifestare il nostro essere cristiani con l’osservanza dei dieci Comandamenti. Uno di essi, il terzo, ci esorta a santificare il giorno del Signore, il giorno della sua Resurrezione, che è la luce e la speranza della nostra vita.
Per santificare il giorno del Signore dobbiamo innanzi tutti partecipare alla S. Messa, grazie alla quale la Chiesa nutre i suoi figli con la Parola di Dio e il pane della vita della Santa Eucaristia.
Questo Comandamento è disatteso come se non fosse importante per la nostra fede e per la nostra appartenenza alla Chiesa.
E’ a partire da questo abbandono che i nostri ragazzi e i nostri giovani perdono il contatto con le fonti di grazia che alimentano la fede e la vita cristiana.
In poco tempo abbandonano anche la preghiera, la pratica dei comandamenti e diventano pagani, in totale balia dello spirito del mondo.
Facciamo della Santa Messa un punto fondamentale della pratica cristiana, sia come persone singole che come famiglie, alimentano così la nostra unione con Cristo e con la Chiesa.
Oggi il vangelo ci sintetizza in poche parole l’inizio della predicazione di Gesù. L’evento mirabile della proclamazione del Vangelo di Dio avviene in Galilea, dopo che Giovanni Battista è stato arrestato.
Racchiude in sole tre espressioni la chiamata di Gesù e la nostra riposta.
“Il tempo è compiuto”. Cari amici, il tempo è di Dio e tutto ciò che avviene in esso manifesta il suo progetto di amore. Affermare che il tempo è compiuto significa che, con l’inizio della sua predicazione, è giunto il momento in cui la Luce della Verità , che è Gesù stesso, illumina il mondo e la nostra vita. Colui che gli uomini hanno atteso, sperato e desiderato, ecco che è qui in mezzo a noi.
“Il Regno di Dio è vicino”. Questo è il cuore dell’annuncio cristiano. Il Regno di Dio è Gesù stesso, la sua Parola, la sua Grazia, la sua Salvezza. Tutto ciò è vicino, lo possiamo vedere, ascoltare, toccare, possedere. Tutto ciò che il cuore umano può desiderare è donato in sovrabbondanza.
Convertitevi e credere al Vangelo: questa parole erano attuali allora e lo sono anche per noi che abbiamo rifiutato la Fede e la Croce. Anzi oggi lo sono anche di più perché un mondo senza Cristo non è ipotizzabile. Mai la chiamata della conversione è stata più urgente e più necessaria di oggi.
Non vi è altra vita di salvezza che rispondere con la stessa prontezza ed entusiasmo degli apostoli che egli ha chiamato al suo seguito.
Beati loro che, avendo lasciato il padre e le reti per seguire Gesù, hanno ottenuto che i loro nomi fossero scritti per sempre nel vangelo del Regno di Dio.
Vostro Padre Livio
Vangelo
Convertitevi e credete al Vangelo.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,14-20
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
Parola del Signore