DOMENICA TERZA DI AVVENTO

Cari amici di Radio Maria,
siamo ormai prossimi al Natale e il nostro primo impegno deve essere quello di preparare il cuore per accogliere il Bambino Gesù dalle mani di Maria. Questo infatti è il segreto per gustare la gioia del Natale, un gioia che non passa, che allieta la vita e la solleva dalle sue miserie.
Prepariamo dentro di noi una dimora degna del Verbo che ci è fatto carne e che desidera abitare nel nostro intimo, per illuminarci con la sua Luce e infiammarci col suo amore.
La Confessione e la Comunione devono essere l’appuntamento al quale non possiamo mancare perché il nostro cammino esistenziale proceda lungo la via della salvezza e della pace interiore.
Il Vangelo di oggi ci presenta la figura di S. Giovanni il Battista, un gigante della fede, che ha illuminato il suo tempo e che, più che mai, lo illumina ora, in un momento della nostra storia nel quale la società, una volta cristiana, ha rimosso Cristo e ha messo se stessa al posto di Dio.
Interpellato riguarda alla sua testimonianza, Giovanni dà una riposta che riguarda molto da vicino il mondo contemporaneo, che procede stoltamente verso la proprio auto- divinizzazione:
“ Tu che sei?” lo interrogano i sacerdoti e i leviti. Egli confessò e non negò. Confessò: “Io non sono il Cristo”. Nella sua umiltà Giovanni si professa una voce che grida nel deserto: “ Preparate la via del Signore”, al quale egli non è degno di slegare il laccio del sandalo.
Questa umiltà, che ci toglie le squame dagli occhi, sia anche il nostro atteggiamento verso il mistero del Natale. Quel Bambino che la Vergine ha concepito per opera dello Spirito Santo e che ha dato alla luce in una grotta, rifugio per animali, è il Verbo che si è fatto carne e che è venuto ad abitare in mezzi a noi.
Questa è la fede cristiana, che non deve mai venire meno, andando con coraggio controcorrente, in una società di negazioni e di tradimenti, che vaga miseramente nella palude tenebrosa del male e della morte.
Noi usciamone fuori, prima che ci inghiotta e, come i pastori, corriamo al Betlemme ad adorare il Salvatore del mondo. I nostri cuori siano aperti per accoglierlo perché solo Lui è il senso della vita e l’ancora sicura della salvezza.
Vostro Padre Livio
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In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,6-8.19-28
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».
Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».
Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Parola del Signore