LA SANTA FAMIGLIA DI GESU’ GIUSEPPE E MARIA

Cari amici oggi

È la festa liturgica dalla Santa Famigli di Nazareth, che la Chiesa propone come modello delle famiglie cristiane, in particolare in questi tempi in cui “la famiglia è sotto attacco” come ha affermato recentemente la Madonna a Medjugorje.

Infatti, uno degli aspetti della così detta modernità è quello di rimuovere la famiglia così come Dio l’ha concepita nell’opera  della creazione e l’ha poi elevata a sacramento nell’opera della redenzione.

La pretesa di privare l’uomo di un padre e di una madre e di farne un oggetto di produzione è una delle cause del degrado della vita e della infelicità generalizzata, nonostante il benessere materiale.

Dio infatti ha creato l’uomo e la donna fra loro complementari e di pari dignità e ha voluto che i loro figli fossero il frutto di un dono di amore e avessero un padre e una madre.

Dio stesso, inviando il Figlio sulla terra, ha voluto che l’incarnazione avvenisse nel grembo di una donna e entrasse nel cammino della vita accompagnato da un madre e da un padre, sia pure putativo.

Il progetto di Dio Creatore e di Cristo redentore è di un bellezza straordinaria che, se realizzato con l’impegno e l’aiuto  della grazia, è fonte di gioia e di soddisfazioni come ben sanno le famiglie che si sforzano di realizzarlo.

E’ a questo piano divino che oggi bisogna guardare, in particolare le nuove generazioni, se vogliono ricostruire le fondamenta di una società che sta andando alla deriva, a causa di scelte presuntuose e fallimentari che pretendono di sostituirsi a Dio.

Per risollevarci da una situazione senza prospettive sul futuro, Dio ci mette davanti l’esempio della Santa Famiglia di Nazareth, nelle quale brilla l’umiltà, l’amore reciproco e tutto ciò che  lieta a vita anche qui sulla terra.

Prendiamo consapevolezza dell’inganno del nemico infernale, che ha attaccato la famiglia non appena il Creatore l’ha formata, e abbracciamo il piano divino che nobilita l’amore ed è la via della pace.

Vostro Padre Livio


Vangelo

Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,41-52
 
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
 
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
 
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
 
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.