Autore: Padre Livio Fanzaga Pagina 40 di 1164

Disponibile su tutti gli store online e
-messaggi WhatsApp 348 6822721
-segreteria 031 610600
[email protected]
«Oggi vi parlerò di quello che avete dimenticato. Cari figli, il mio nome è amore, per questo sono con voi così tanto del vostro tempo, e questo è amore, perché un grande amore mi manda. Cerco da voi lo stesso. Chiedo l’amore nelle vostre famiglie. Chiedo che nel vostro fratello riconosciate l’amore. Solo così, tramite l’amore, vedrete il volto del più grande amore. Che il digiuno e la preghiera siano la vostra guida. Aprite i vostri cuori all’amore, anzi alla salvezza. Grazie» (Messaggio del 2 marzo 2007).
È un Messaggio densissimo e molto elevato sotto il profilo della spiritualità. La veggente Mirjana, alla domanda su con quale parola avrebbe sintetizzato i Messaggi che la Madonna le aveva dato in così tanto tempo, ha risposto senza esitazione “amore”. La parola amore, nella prospettiva dei Messaggi della Madonna è ciò che riguarda il Mistero di Dio; Dio nel suo Mistero è Comunione di Amore. Questo è il motivo per cui tante volte nei Messaggi di Mirjana entra in campo il mistero della Santissima Trinità. L’amore porta la Madonna a indicare in Dio stesso la fonte eterna dell’amore, quell’amore che si espande, che esce da se stesso, crea le creature, le eleva in grazia per ricolmarle del suo amore.
L’amore va dal cuore stesso della Santissima Trinità all’uomo attraverso la mediazione di Cristo. Attraverso la santa umanità di Cristo l’amore va alle creature. La Madonna, mediatrice delle grazie, è quella fonte di amore che dal Padre al Figlio scende fino a noi e noi stessi dobbiamo ospitare questo amore nella nostra vita, nel nostro cuore purificandolo. In questo Messaggio la Madonna ci invita a purificare il cuore con la preghiera e il digiuno, con la rinuncia al male, al peccato, ai vizi capitali; è un’opera di pulizia continua che dura per tutta la vita. L’amore stesso di Dio è in grado di bruciare le radici del male che sono in noi, come un fuoco che purifica. Bisogna essere in grazia di Dio, sradicare satana dal cuore e purificare la sporcizia che lascia; mediante la preghiera e il digiuno il cuore si purifica e l’amore di Dio può permearvi totalmente. La purificazione è la seconda tappa del cammino spirituale preceduta dalla conversione e seguita dall’unione con Dio. La Madonna ci chiama a questo.
Questo Messaggio è bellissimo, la Madonna ci ricorda che abbiamo dimenticato che Dio è amore; inoltre, ci dice che il suo nome è amore perché in Cristo Gesù l’amore di Dio ha ricolmato Maria fino a preservarla dal peccato originale e a essere la Piena di grazia. La Madonna stessa vuole che questo amore che ha ricevuto da Cristo entri anche nei nostri cuori e nelle nostre famiglie; è un’espressione bellissima. Al di là delle famiglie, dobbiamo diffondere l’amore di Dio negli altri riconoscendoli come fratelli, in quanto creature di Dio redente dal Sangue di Cristo. Vivendo l’amore noi cresciamo nella conoscenza di Dio che è amore, ci uniamo a Lui, sperimentiamo la nostra unità con Dio stesso.
La conclusione di questo Messaggio è bellissima, la Madonna ci invita ad aprire i cuori all’amore, anzi alla salvezza. Saremo giudicati proprio sull’amore, come diceva San Giovanni della Croce; è un esame di coscienza che dobbiamo fare. Se abbiamo dei risentimenti, molte volte all’interno delle nostre famiglie, dobbiamo fare un’opera di riappacificazione dentro di noi altrimenti in purgatorio ci pentiremo di non averlo fatto. La Madonna ha detto che è meglio evitare il purgatorio a qualsiasi costo.
Questo Messaggio è davvero bellissimo, teniamo nel nostro cuore queste parole della Regina della pace.
La Santa Messa è la celebrazione del sacrificio di Cristo; sull’altare le specie eucaristiche del pane e del vino sono il Corpo e il Sangue di Gesù. La Santa Messa è il rinnovamento del sacrificio della Croce al quale partecipa tutta la Chiesa ottenendo anche gli effetti di salvezza. Questo è il concetto cattolico della Santa Messa, una riattualizzazione del sacrificio della Croce; per i fratelli protestanti è solamente un ricordo dell’Ultima Cena e quindi non è un Sacramento.
Per noi cattolici il pane e il vino consacrati diventano veramente il Corpo e il Sangue di Gesù. La fede nell’Eucarestia è fondamentale per quanto riguarda la fede cattolica; il Signore, poi, ci ha dato tanti miracoli eucaristici, molti dei quali sono accaduti sotto gli occhi di sacerdoti che hanno avuto dei dubbi nel momento della Consacrazione e hanno visto il sangue uscire dal pane spezzato. Sono moltissimi i miracoli eucaristici che hanno appassionato, tra gli altri, San Carlo Acutis e che ci confermano in questo mistero della fede. Dio compie questi miracoli per aprirci gli occhi su questo grande dono che ci ha fatto.
La Santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo che, sotto le specie del pane e del vino, si offe dal sacerdote a Dio sull’altare in memoria e rinnovazione del sacrificio della Croce; nella visione cattolica, allora, non è solamente una memoria ma è la Celebrazione del sacrificio di Cristo a cui possiamo partecipare.
Nell’Ultima Cena Gesù dice: «Questo è il mio corpo» e «Questo è il mio sangue»; l’importanza di questo atto lo vediamo subito dopo la sua Resurrezione quando i discepoli di Emmaus lo incontrano in una locanda e lo riconoscono proprio quando a tavola Gesù celebra l’Eucarestia, testimonia la sua presenza viva nel mistero della fede. La Santa Messa è un atto d’amore con il quale Gesù Cristo ha donato la sua vita per riscattarci dai nostri peccati. Il grandissimo valore della Santa Messa è nella luce della Passione di Cristo che è il sacrificio che Gesù ha fatto offrendo se stesso versando il suo sangue, esibendo il suo corpo ai flagelli, ai chiodi, a ogni forma di vessazione e accettando questa ondata di odio infernale su di sé proprio per distruggerla nel suo amore. Compiendo il sacrificio morendo sulla Croce Gesù dice: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». La Messa è la rinnovazione di quel sacrificio che avviene ogni volta che il sacerdote la Santa Messa; è quell’unico sacrificio che viene riproposto e al quale viene associata la Chiesa. La differenza tra la Santa Messa che viene celebrata sull’altare e quella sulla Croce è duplice: sull’altare ci sono le apparenze del pane e del vino, sulla Croce c’era Cristo stesso e ai suoi piedi c’era la Madonna che ha veramente celebrato al sacrificio di Suo Figlio. Quando noi, invece, celebriamo la Santa Messa sull’altare è la Chiesa stessa che partecipa al sacrificio ed è il sacerdote che celebra nella persona stessa di Cristo.
Il sacrificio lo si vede proprio nella separazione della carne e del sangue. Anticamente gli ebrei sacrificavano a Dio degli animali che, anziché mangiarli venivano offerti sull’altare; il sacrificio era una privazione. Gesù offre tutto se stesso in sacrificio per la salvezza del mondo. Il sacerdote celebra questo sacrificio e questo sta a indicare proprio la grandezza del Sacramento del Sacerdozio istituito da Gesù quando ha detto agli Apostoli: «Fate questo in memoria di me». Nel Ministero sacerdotale ci sono due momenti fondamentali: il momento della Consacrazione in cui il sacerdote ripete proprio le parole di Gesù; l’altro momento è quello della Confessione, quando il sacerdote assolve dai peccati in nome di Cristo. Il sacerdote celebra la Santa Messa e assolve dai peccati in persona Christi. Dobbiamo riscoprire questa grandezza del Sacerdozio che è stata un po’ offuscata.
La pienezza del compito del sacerdote è nell’essere pastore del gregge di Dio e lo nutre con la Parola e con l’Eucarestia, lo purifica con l’assoluzione dai peccati, lo guida in pascoli erbosi perché possa crescere e lo difende dai lupi.
Il precetto della Santa Messa corrisponde al terzo Comandamento e cioè ci obbliga a partecipare alla Messa la domenica e le altre Feste comandate. Il Vangelo di Giovanni contiene una bellissima riflessione che ci svela il significato dell’Eucarestia: «Sono io il pane vivo disceso dal Cielo. Chi mangia di questo pane vivrà in eterno, e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51). Mediante l’Eucarestia, nella quale riceviamo Cristo Risorto, siamo partecipi della Sua Resurrezione e della vita eterna.
