Autore: Padre Livio Fanzaga Pagina 23 di 1162

Nel dolore la pace e la gioia
Caro padre Livio, proprio oggi è il nostro 42mo anniversario di matrimonio, proprio nel giorno della Madonna Addolorata. Allora non ci abbiamo fatto caso ma, con l’andare delle vicende della famiglia, abbiamo visto che quella data era segno di ciò che ci stava accadendo. Abbiamo avuto 4 figli: tre maschi e una femmina. Quando è nato l’ultimo con cesareo d’urgenza perché non si muoveva più, non sapevamo che era ammalato di distrofia muscolare. Fatti gli accertamenti su di lui, che peraltro ha altre difficoltà di tipo autistico ma buono come un pasticcino, abbiamo scoperto che anche il terzo aveva la stessa malattia incurabile e inguaribile, progressiva fino alla morte precoce. Sapevamo di dover perdere questi due figli. Ma mai avremmo pensato che il primo ad andarsene sarebbe stato il maggiore, Andrea, ragazzo particolarmente profondo e intelligente che sogno quasi tutte le notti. Il dolore è stato il più grande che potesse capitarci. Pensavo che non avrei retto. Aveva 29 anni ed era nato la vigilia di Natale del 1985. Sono quasi 11 anni. Ho capito bene cosa deve aver provato la Madonna che pure aveva e ha una fede massima, non come la mia continuamente annebbiata dal dolore. I 2 ragazzi distrofici sono con noi e vivono la malattia con coraggio ma non rassegnazione. Il più grande, Luca, è molto battagliero. Non ha ancora incontrato Gesù, rifiuta la fede, si ostina a dire che i miracoli non esistono, proprio lui che di 2 grandi miracoli ha bisogno: quello della guarigione e quello della fede! Gabriele invece è docilissimo, anche se sa bene il fatto suo. La nostra seconda è una figlia che ha avuto 2 bambine meravigliose! È pensando a lei che chiedo a Gesù che non succeda niente alla loro famiglia, non un dolore così abnorme come l’abbiamo già attraversato tutti, lei compresa per la morte del fratello. Io so che la Croce di Gesù è piantata in casa mia. So anche che il mio/nostro dolore non è vano e contribuisce a raccogliere qualche anima in più e portarla a Gesù. Fatichiamo molto giorno e notte. Non ci concediamo una pausa e a me é tornato il cancro, stavolta con metastasi polmonari. L’immunoterapia è molto efficace e sta succedendo che probabilmente sarà vinto. Attendo di vedere il Signore Gesù, sua Madre e mio figlio, ma intanto mi godo questi che mi sono dati. Ti chiedo di pregare e far pregare per la nostra grande famiglia. Grazie!
Luciana dalla Brianza
Cara Luciana,
sono in partenza per Medjugorje, questa volta è per motivi di lavoro per Radio Maria, che il prossimo anno celebra il quarantesimo anno della Associazione e le tre radio sorelle (Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia) vogliono trasmettere ai loro numerosi ascoltatori la storia di Radio Maria.
Non mi mancherà il tempo per ricordare nelle mie preghiere la tua famiglia, così provata ma così cara a Maria addolorata, di cui oggi la Chiesa fa memoria. Senza questi tesori di fede, di grazia e di perseveranza l’umanità collasserebbe sotto il peso dei suoi orribili peccati.
Gesù ha scelto la tua famiglia per cooperare all’opera della redenzione e alla fine avrete la gioia ( anche il figlio che non ha ancora trovato Gesù) di partecipare alla festa senza fine del paradiso.
Dio vi benedica e la Madonna vi protegga col suo amore
Ave Maria
Padre Livio
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L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEI SEGRETI DI MEDJUGORJE
GLI EVENTI DEI MESSAGGI RIGUARDANO IL MONDO E LA CHIESA
EVENTI CATASTROFICI DELLA NATURA – GUERRA – PERSECUZIONE ALLA CHIESA
DI OGNI EVENTO VIENE RIFERITO CHE COSA – QUANDO- DOVE E QUANTO DURA
LA MADONNA DEFINISCE GLI EVENTI “MOLTE COSE TERRIBILI”
IL SETTIMO SEGRETO ERA PARTICOLARMENTE PAUROSO
L’USO DEGLI ORDIGNI ATOMICI E’ ALL’ORDINE DEL GIORNO MA NON E’ SCONTATO
SAREBBE L’ECATOMBE RECIPROCA CHE L’UOMO PUO’ EVITARE
RIVELATO TRE GIORNI PRIMA METTEREBBE IN GUARDIA GLI AGGRESSORI
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E’ UN PERICOLO DA NON MINIMIZZARE
L’AUTOPERFEZIONAMENTO E IL REALLINENAMENTO
SFUGGE DI MANO AGLI UOMINI
PUO COLPIRE IN QUALSIASI PARTE DEL MONDO
NON PUO’ ESSERE FERMATA
PUO’ ESSERE PREVISTA SOLO DA DIO
GLI EVENTI SVELATI TRE GIORNI PRIMA APRONO LA VIA DELLA SALVEZZA
LA SALVEZZA DA QUESO TIPO DI CATASTROFI PUO’ VENIRE SOLO DALLE RIVELAZIONJE DEI SEGRETI
DI QUI LA POLARIZZAZIONE DEL MONDO SULLA LORO RIVELAZIONE
DI QUI LA FIGURA SALVATRICE DI MARIA CHE SI IMPONE ALL’ATTENZIONE MONDIALE
DI QUI LA CONVERSIONE DEI POPOLI
DI QUI LA CADUTA DEI POTENTATI UMANI
LA PRESENZA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEI SEGRETI E’ UNA POSSIBILITA’ DA CONSIDERARE
L’ENCICLICA MAGNIFICA HUMANITAS APPARE UN AMMONIMENTO PROVVIDENZIALE PRIMA DEI SEGRETI
Il Pater Noster è una preghiera insegnata e raccomandata da Gesù Cristo. Dobbiamo farla nostra nel senso che deve essere una preghiera abituale nella nostra giornata. La grandezza di questa preghiera è già nel titolo, Pater Noster, è la paternità di Dio; solamente il Cristianesimo ha questa conoscenza di Dio perché il Figlio ce lo ha rivelato. Essendo il Padre colui che ha generato il Figlio, per mezzo del Figlio ha creato anche noi. Il Figlio è Dio come è Dio il Padre; quindi, solamente Gesù può pregare il Padre Nostro come il Figlio eternamente generato. Noi quando preghiamo il Padre Nostro ci rivolgiamo a Dio come figli creati, siamo creature. Siamo stati creati dal Padre, per mezzo di Cristo, a Sua immagine e quindi riflettiamo l’immagine del Figlio in noi stessi e siamo chiamati a essere una sola cosa con il Figlio per rendere onore e gloria al Padre.
Gesù insegnava il Padre Nostro come Colui che è eternamente generato. Noi invece abbiamo appreso il Padre Nostro come creature create da Dio, dal quale dipendiamo radicalmente. Giustamente Gesù in alcuni passi dei Vangeli distingue fra “il Padre mio” e “il Padre vostro”. Dio è Padre in un modo diverso per Gesù e per noi perché Gesù è il Figlio eternamente generato, uguale al Padre; il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono un solo Dio e quindi tutti e tre partecipano dell’unica divinità.
Dio è Padre nostro perché ci ha creati per mezzo del Figlio, a Sua immagine e in vista di Lui, per essere una sola cosa con Lui ma siamo creature che prima di essere create non esistevano. Il Figlio, invece, è eternamente generato, è coeterno con il Padre. Nella consapevolezza di questa preghiera, quando chiamiamo Dio con il nome di Padre, ricordiamoci che lo possiamo fare uniti a Gesù. Il Figlio ci dà questa grande possibilità di accedere al Padre per mezzo di Lui; diversamente il Padre sarebbe inaccessibile se non passassimo attraverso il Figlio. Il Padre è accessibile grazie al fatto che il Figlio si è fatto uomo, ha assunto una natura umana come la nostra e quindi noi, diventando membra di Cristo, diventiamo capaci in Cielo di contemplare il Padre, per mezzo del Figlio, così come è. Questa è la visione beatifica che è la contemplazione di Dio all’interno della Santissima Trinità.
Gesù ha insegnato agli Apostoli a pregare Dio con il nome di Padre. Santa Teresa d’Avila, quando pregava il Padre Nostro, si soffermava su queste parole per ore a meditare la paternità divina che si riflette anche su di noi, perché siamo suoi figli e possiamo chiamarlo Padre. Grazie alla nostra unione con Cristo e alla grazia dello Spirito Santo possiamo chiamare Dio col nome tenerissimo di Abbà, Padre; questa paternità piena di amore di Dio faccia breccia nei nostri cuori perché molto spesso ne abbiamo invece timore. C’è un santo timore di Dio che significa avere consapevolezza della sua santità, grandezza e maestà, ma non deve creare in noi paura e sudditanza; nonostante questa immensità divina dobbiamo rivolgerci a Dio come Padre. Vinciamo le nostre paure e offriamo a Dio le nostre miserie perché le distrugga con il suo amore. Tanti Santi ci hanno insegnato la paternità divina come tenerezza infinita. Questo è un punto di arrivo importante nel nostro cammino di santità perché nelle difficoltà e nelle tragedie della vita abbiamo sempre questa possibilità di ricorrere a Dio e gettarci nelle sue braccia.
Noi invochiamo la Madonna specialmente con l’Ave Maria o Salutazione angelica. La prima parte dell’Ave Maria racchiude tutte le espressioni che vengono dallo Spirito Santo e che sono state pronunciate dall’arcangelo Gabriele e da Elisabetta in saluto alla Madonna. Nella seconda parte dell’Ave Maria domandiamo alla Madonna la sua materna intercessione per noi, in vita e in morte. Nell’Ave Maria ci rivolgiamo alla Madonna come dei figli alla Madre, così come faceva Gesù. In tutto il corso della nostra vita la Madonna accoglie l’eredità che le ha dato Gesù sulla Croce quando ci ha affidati alla sua maternità. Noi dobbiamo accettare la Madonna come nostra Madre e rivolgerci a Lei così. Questi sono grandi doni che Dio ci ha fatto, nei quali vediamo la sua immensa bontà, la sua umiltà, la sua accondiscendenza verso la nostra piccolezza.
Con il Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo noi professiamo la nostra fede in Dio, Uno nella natura e Trino nelle Persone. Queste tre preghiere tessono meravigliosamente il Santo Rosario e che fanno parte del tesoro di preghiere del buon cristiano che devono essere sulle nostre labbra e nel nostro cuore fin dal mattino, quando ci alziamo e fino alla sera quando andiamo a letto.
Un programma di G. Minoli del 20 gennaio 2011
