Autore: Padre Livio Fanzaga Pagina 199 di 1171

41. La presenza della Madonna nel tempo dei Segreti
Quelli che hanno iniziato a seguire le apparizioni di Medjugorje fin dall’inizio sanno che i veggenti dicevano che con il decimo Segreto sarebbero cessate le apparizioni quotidiane e ci sarebbe stata solamente un’apparizione annuale.
La novità risale all’anno 2002 quando Vicka disse ai microfoni di Radio Maria che uno dei tre veggenti che adesso hanno le apparizioni quotidiane (Marija, Vicka, Ivan) avrà le apparizioni quotidiane fino al segno sulla montagna. Nell’anno 2006 la veggente Vicka ha detto chiaramente che uno dei veggenti avrebbe avuto apparizioni quotidiane per tutto il tempo dei Segreti e oltre. Nel settembre 2025, mentre ero proprio a Medjugorje, ho chiesto alla veggente Vicka di confermare questa affermazione. Vicka ha confermato che uno dei tre veggenti continuerà ad avere apparizioni durante tutto il tempo dei Segreti e ha aggiunto che si tratta di una grande grazia. Non si sa chi dei tre avrà le apparizioni nel tempo dei Segreti ma è veramente una grande grazia perché la Madonna continuerà a scendere dal Cielo sulla Terra.
Nel tempo della grande battaglia escatologica la Madonna continuerà ad apparire ogni giorno e a dare Messaggi. È una grande grazia che la Madonna ha ottenuto da Dio. Vicka ha detto queste cose a Radio Maria, non le ha comunicate alla Parrocchia. Nel 1987 la Madonna ha dato un Messaggio proprio a dei pellegrini volontari di Radio Maria attraverso la veggente Vicka: «Siate annunciatori di conversione! Siate veri figli di Maria e i Messaggi di Maria Regina della pace vivete e testimoniate nell’amore». Su queste parole abbiamo costruito il palinsesto di Radio Maria e vi abbiamo fondato la sua missione evangelizzatrice.
C’è da chiedersi per quale motivo la Madonna ha chiesto a Suo Figlio questa grazia di essere presente per tutto il tempo dei Segreti. Il motivo, a mio parere, è molto semplice ed è il fatto che la battaglia sarà tremenda, spaventosa. Non per nulla la Madonna ha detto a Mirjana: «Ti ho mostrato molte cose terribili ma devi essere coraggiosa». L’aggettivo “terribile” non deve essere inteso nel senso di “spaventoso”, ma si tratta di cose incredibili con le quali Dio salverà il mondo. Nella Bibbia il termine “terribile” è attribuito all’agire divino.
Nel tempo dei Segreti l’agire divino sarà terribile perché preannuncerà gli eventi tre giorni prima che accadono, sarà qualcosa di grandioso. Il segno sulla montagna sarà qualcosa di terribile, nel senso che sarà straordinario. Proprio perché sarà un tempo apocalittico avremo bisogno dell’aiuto della Madonna e della sua presenza; ci conforta sapere che Lei da Cielo ogni giorno scenderà sulla Terra. Si presume che questo avvenga a Medjugorje, che diventerà il centro di irradiazione mondiale di Marija nel tempo dei Segreti perché lì continuerà ad apparire la Madonna ogni giorno, lì si manifesterà il segno sulla collina, lì verranno rivelati i Segreti tre giorni prima che accadono.
Questa è la novità rispetto a quello che si sapeva prima. Stando a quello che ha detto la veggente Vicka, la Madonna inizialmente ha detto che sarebbe apparsa quotidianamente fino al terzo Segreto e poi ha ottenuto da Suo Figlio di poter essere presente con apparizioni quotidiane e Messaggi fino al termine dei Segreti e oltre. Vicka ha detto queste cose ai microfoni di Radio Maria e ci sarà sicuramente un motivo. Il fatto che la Madonna sarà presente con apparizioni quotidiane per tutto il tempo dei Segreti è stata diffusa nel mondo dai microfoni di Radio Maria attraverso Vicka. Ne deduco l’importanza che Radio Maria ha nel piano della Madonna. Radio Maria è la voce della Regina della pace. Radio Maria è la radio dove la Madonna può parlare liberamente e lo ha fatto in tutti questi anni. Inoltre, aggiungo che mai la Chiesa mi ha detto di non parlare di Medjugorje. Anche nel tempo dei Segreti la Madonna continuerà a parlare a Radio Maria liberamente.
Il mondo di oggi non crede che l’uomo abbia un’anima spirituale e immortale perché la sua fede è il materialismo secondo cui esiste solamente la materia e che l’uomo sarebbe il risultato dell’evoluzione di essa. Ne deriva, allora, che non ci sia una radicale diversità tra il mondo della materia più evoluta che può essere quella della vita animale il mondo dello spirito che è quello dell’uomo stesso che grazie alla sua anima spirituale e immortale può andare oltre l’universo e riconoscerne l’autore che è Dio. Questo si può fare solamente se c’è un intelletto spirituale che va oltre la materia, che la trascende.
Possiamo ben dire che l’essere umano ha anche una capacità di amare che va ben oltre i limiti della finitezza, tanto da desiderare un amore infinito. Tutto questo ci fa capire quanto sia profonda l’espressione famosa del filosofo francese Blaise Pascal che diceva “l’homme passe infiniment l’homme” (l’uomo supera infinitamente l’uomo); ci superiamo sempre di più perché abbiamo un’anima spirituale e immortale.
Conosciamo il destino del corpo perché lo vediamo. Nel momento in cui esaliamo l’ultimo respiro il nostro corpo inizia a raffreddarsi e a decomporsi fino a diventare un pugno di polvere. La fede ci fa fare un salto nel mistero dicendo che il nostro corpo non è destinato a rimanere polvere ma è destinato alla resurrezione gloriosa come il corpo di Cristo Risorto. Con l’ultimo respiro il corpo inizia a decomporsi mentre l’anima sussiste senza il corpo. Nell’ottica cristiana la morte non è la fine della vita ma è il distacco dell’anima dal corpo. Un istante dopo la morte l’anima si trova nella luce del giudizio di Dio.
C’è una bellissima testimonianza sull’Aldilà che ci ha riportato la veggente Ivanka; nei primi tempi delle apparizioni la Madonna le è apparsa con accanto la mamma che aveva perduto poco tempo prima e la cui anima si trovava in Paradiso. L’Aldilà esiste e si mostra. Spesso il Cielo si manifesta sulla Terra, ci sono molte apparizioni di anime del Paradiso, del purgatorio e – a volte, per divina permissione – di anime dannate.
Mentre il corpo inizia a diventare polvere, un istante dopo la morte l’anima viene immediatamente giudicata da Dio. Ecco i numeri 1022 e 1023 del Catechismo della Chiesa Cattolica sul giudizio particolare:
1021 La morte pone fine alla vita dell’uomo come tempo aperto all’accoglienza o al rifiuto della grazia divina apparsa in Cristo. Il Nuovo Testamento parla del giudizio principalmente nella prospettiva dell’incontro finale con Cristo alla sua seconda venuta, ma afferma anche, a più riprese, l’immediata retribuzione che, dopo la morte, sarà data a ciascuno in rapporto alle sue opere e alla sua fede. La parabola del povero Lazzaro e la parola detta da Cristo in croce al buon ladrone così come altri testi del Nuovo Testamento parlano di una sorte ultima dell’anima che può essere diversa per le une e per le altre.
1022 Ogni uomo fin dal momento della sua morte riceve nella sua anima immortale la retribuzione eterna, in un giudizio particolare che mette la sua vita in rapporto a Cristo, per cui o passerà attraverso una purificazione, o entrerà immediatamente nella beatitudine del cielo, oppure si dannerà immediatamente per sempre. «Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore».
È una Verità di fede che chi muore nel rifiuto ostile di Dio va all’inferno con satana. L’inferno è proprio la privazione di Dio per tutta l’eternità, con tutte le pene conseguenti a questa privazione. Chi muore con il cuore aperto a Dio e al suo perdono va direttamente in Paradiso oppure temporaneamente nel luogo della purificazione che è il purgatorio. Spesso, quando si parla dell’Aldilà, non si segue l’insegnamento della Chiesa o del Catechismo della Chiesa Cattolica. Non si seguono nemmeno gli ammonimenti della Regina della pace e spesso ci sono degli insegnamenti fuorvianti come quando si dice tutti si salvano. Cristo con il suo sangue ha redento tutti; la Redenzione è un dono che Dio fa e che l’uomo deve accogliere. Se l’uomo non accoglie questo dono non può godere dei frutti degli effetti della Redenzione. Se uno non vuole essere salvato non si salva!
Salvarsi significa vivere con Dio eternamente. Non si può vivere eternamente con Dio se lo si rifiuta. La Madonna, per confermare queste grandi Verità di fede e per contraddire una certa tendenza qualunquistica che liquida l’Aldilà dicendo che non esiste e che ci salviamo tutti, mostrando il primo Segreto di Fatima ai tre pastorelli ha fatto vedere loro l’inferno. Anche ai veggenti di Medjugorje la Regina della pace ha mostrato l’inferno, il purgatorio e il Paradiso. Quando la Madonna ha mostrato l’Aldilà a Mirjana (che non era a Medjugorje con gli altri ma era a Sarajevo), la veggente ha preferito non guardare l’inferno e ha chiesto alla Madonna perché Dio fosse così duro di cuore da mandare le persone all’inferno. La Regina della pace ha risposto che non è Dio a mandare le anime all’inferno, sono loro che scelgono di andarci. È una risposta verissima; vediamo concretamente che davanti all’opzione per eccellenza della vita che è un sì oppure un no a Dio, molti dicono no a Dio e sì al demonio.
La Madonna ha portato insieme nell’Aldilà i veggenti Vicka e Jacov, facendo scoperchiare la cara di quest’ultimo e portandoli con sé fisicamente per mano. I veggenti sono saliti nel Cielo con Maria; Vicka racconta di essere stata presa per la mano destra e Jakov per la mano sinistra. Vicka ha specificato che mentre salivano vedevano la Terra sempre più piccola. In Paradiso, poi, hanno visto una grande luce, le anime avevano vesti diverse, cantavano e lodavano Dio. In purgatorio c’era una nebbia fitta, non vedevano le anime ma sentivano le loro grida di dolore. L’inferno è stato descritto come un fuoco enorme in cui le anime precipitavano e si trasformavano in orribili animali. Si tratta di una testimonianza seria. Dopo circa venti minuti la Madonna li ha riaccompagnati a casa passando ancora per il tetto aperto; quando la mamma di Jakov è rincasata li ha visti piuttosto provati e frastornati, ha chiesto loro cosa fosse successo e i ragazzi hanno raccontato quello che era accaduto.
Ogni volta che Vicka e Jakov hanno raccontato questo episodio ai microfoni di Radio Maria hanno dato molti particolari su quello che avevano visto.
La Madonna ha voluto sottolineare quanto è vero l’insegnamento della Chiesa che ci parla, in base al Vangelo, del destino dell’anima umana che è la gloria eterna di Dio, il luogo della purificazione transitoria che è il purgatorio, il luogo della perdizione eterna che è l’inferno. Già nei primi mesi delle apparizioni di Medjugorje la Madonna ha dato un Messaggio proprio sul numero delle anime che vanno in Paradiso, all’inferno o in purgatorio: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in Paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in Paradiso al momento della vostra morte» (Messaggio del 2 novembre 1983).
Il mondo senza Dio nel quale noi viviamo fa sì che la gente viva e muoia senza Dio. Queste anime in gran numero si perdono per colpa propria e la perdizione alla quale si autocondannano è eterna. La priorità della nostra vita è la salvezza della nostra anima e quindi vivere in grazia di Dio, vivere in comunione con Dio, rivestire la nostra anima della luce e della bontà di Dio, essere immagine di Cristo e di Maria, essere persone buone e caritatevoli, persone pulite, con il cuore aperto.
Dobbiamo avere molta cura della nostra anima, purificarla accostandoci al Sacramento della Confessione, nutrirla con la preghiera e con l’Eucarestia. Questo deve essere il compito della nostra vita in un mondo ateo, dove la vita senza Dio è già un inferno. Facciamo sì che il destino della nostra anima sia quello per cui Dio l’ha creata e cioè conoscerlo e amarlo in questa vita e goderlo per sempre in Paradiso.

Programma di Padre Livio – Venerdì 24 Aprile 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – blogdipadrelivio.it – Facebook – YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE
Qual è il destino dell’anima umana?
Con l’ultimo respiro l’anima compare dinanzi a Dio
Il corpo con l’ultimo respiro incomincia a diventare polvere.
L’anima viene immeditatamente giudicata da Dio “secondo i meriti”
Chi muore nel rifiuto ostile a Dio va all’inferno con Satana
Chi muove aperto a Dio e al suo perdono viene purificato in Purgatorio
Chi muove totalmente pentito e purificato va nella gioia del paradiso
Le parole della Madonna a Fatima e a Medjugorie
Due veggenti di Medjugorje portati nell’Aldilà dalla Madonna
h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (12)
Tratta dal Libro: Senza Dio non c’è futuro
h. 9.15 – 9.35: NOTIZIE DAL MONDO
Intervista a Papa Leone
La fine della guerra passa per Hormuz
h. 9.35 – 9.40: VIATICO QUOTIDIANO
Pensieri sulla preghiera (100)
h. 9.40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORJE
40. La presenza della Madonna nel tempo dei Segreti
La Madonna ha cambiato il piano iniziale delle apparizioni
Ne ha parlato la Veggente Vicka in diretta a Radio Maria nel 2002, nel 2006 – nel maggio 2025)
Si tratta di una novità e secondo Vicka di una grande Grazia
La Madonna apparirà ogni giorno per tutto il tempo dei Segreti a un Veggente fra Vicka, Marija e Ivan e darà anche Messaggi.
Si presume che questo avvenga a Medjugorje, che diventerà il centro di irradiazione mondiale di Marija nel tempo dei Segreti.
Col trionfo del Cuore Immacolato i sei Veggenti continueranno ad avere apparizioni annuali per tutta la loro vita
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: SENZA DIO NON C’E’ FUTURO
Libro di Padre Livio: Senza Dio non c’è futuro (19 puntata)
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di Gian Guido Vecchi – Corriere della Sera – 24 Aprile 2026
Sulla benedizione delle coppie omosessuali in Germania: «Ci sono questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà di uomini e donne, la libertà religiosa, che dovrebbero avere la priorità»

Sul volo papale – «Porto con me la foto di un bambino musulmano che, nella mia visita in Libano, stava aspettando con un cartello, c’era scritto “benvenuto Papa”. Poi, in questa ultima parte della guerra, è stato ucciso». Leone XIV parla sul volo che lo ha riportato a Roma, ieri sera. Diciottomila chilometri e sedici aerei (più due elicotteri) in undici giorni, lungo un «pellegrinaggio di pace» cominciato in Algeria all’inizio della settimana scorsa e proseguito tra Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. «Spero stiate tutti bene, pronti per un altro viaggio!», sorride ironico Prevost quando raggiunge i giornalisti in fondo all’aereo. Ma poi lo sguardo si fa assorto, mentre parla delle «vittime innocenti» in Medio Oriente.
Santità, ha parlato di un «mondo a rovescio» nel quale «una manciata di tiranni rischia di distruggere il pianeta». I negoziati per fermare il conflitto in Iran sono nel caos, con effetti pesanti anche sull’economia. Lei auspica un cambio di regime a Teheran, visto anche che la società civile e gli studenti sono scesi in piazza, e c’è preoccupazione nel mondo per la corsa all’atomica? E quale appello rivolge a Usa, Israele, Iran per uscire dallo stallo, fermare l’escalation?
«Vorrei cominciare a dire che bisogna proporre un nuovo atteggiamento, una cultura per la pace. Tante volte, quando ci sono certe situazioni, subito la risposta è: bisogna entrare con la violenza, con la guerra, attaccando. Quello che abbiamo visto è che tanti innocenti sono morti. Ho appena letto una lettera di parenti dei bambini che sono morti il primo giorno dell’attacco. Scrivono che ormai i loro figli sono persi. La questione non è un cambio di regime o no, ma come proporre i valori in cui crediamo senza la morte di tanti innocenti. La questione dell’Iran è molto complessa. Le stesse trattative che stanno cercando di fare, un giorno l’Iran dice sì e gli Stati Uniti no, e viceversa, non si sa dove vanno, il che ha creato questa situazione caotica e critica per l’economia mondiale. Ma poi c’è anche tutta una popolazione in Iran, persone innocenti che stanno soffrendo per questa guerra. Non è chiaro quale sia il regime in questo momento, dopo i primi giorni degli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Piuttosto vorrei incoraggiare la continuazione del dialogo per la pace. Le parti che partecipano, cerchino di fare tutti gli sforzi per promuovere la pace e allontanare la minaccia della guerra. Che si rispetti il diritto internazionale. È molto importante che gli innocenti siano protetti, come in diversi luoghi non è avvenuto. Porto con me la foto di un bambino musulmano che, nella mia visita in Libano, stava aspettando con un cartello, c’era scritto “benvenuto Papa”. Poi in questa guerra è stato ucciso. Come Chiesa, come pastore, non posso essere a favore della guerra. Vorrei incoraggiare tutti a compiere sforzi per cercare risposte che vengano da una cultura di pace e non di odio».
Il suo prossimo viaggio sarà in Spagna, dove la questione migratoria occupa un posto importante soprattutto nelle Canarie. C’è dibattito e polarizzazione, anche tra i cattolici la posizione non è chiara. Cosa potrebbe dire loro?
«Il tema della immigrazione è molto complesso e colpisce molti Paesi, non solo Spagna, Europa o Stati Uniti, è un fenomeno mondiale. La mia risposta comincia da una domanda: che cosa fa il Nord del mondo per aiutare il Sud del mondo o quei Paesi nei quali i giovani, oggi, non trovano un futuro e quindi vivono il sogno di andare verso il Nord? Tutti vogliono andare a Nord, ma tante volte il Nord non ha risposte su come offrire possibilità. Molti soffrono… Anche il tema del traffico di esseri umani fa parte anche della migrazione. Personalmente, credo che uno Stato abbia il diritto di porre regole alle sue frontiere. Non dico che tutti debbano entrare senza un ordine, creando a volte nei luoghi dove vanno situazioni più ingiuste rispetto a quelle che hanno lasciato. Però, detto questo, mi chiedo: cosa facciamo, nei Paesi più ricchi per cambiare la situazione in quelli più poveri? Perché non possiamo cercare, sia con aiuti di Stato sia con gli investimenti delle grandi imprese ricche, delle multinazionali, di cambiare la situazione in Paesi come quelli che abbiamo visitato in questo viaggio? Molte persone considerano l’Africa come un luogo dove si può andare a prendere i minerali, prendere le sue ricchezze per la ricchezza di altri, in altri Paesi. Forse a livello mondiale dovremmo lavorare di più per promuovere maggiore giustizia, uguaglianza e lo sviluppo di questi Paesi dell’Africa. perché non abbiano la necessità di emigrare in altri Paesi. In ogni caso sono esseri umani e dobbiamo trattare gli esseri umani in modo umanitario, non trattarli molte volte peggio degli animali. C’è una sfida molto grande: un Paese può dire di non poter ricevere più di questo, ma quando arrivano le persone, sono esseri umani e meritano il rispetto che spetta a ogni essere umano per la sua dignità».
Durante questo viaggio lei ha incontrato alcuni dei leader più autoritari del mondo. Come fa a evitare che la sua presenza conceda un’autorità morale a questi regimi?
«Certamente la presenza di un Papa con qualsiasi capo di Stato può essere interpretata in modi diversi. Può essere interpretata – e da alcuni è stata interpretata – come se il Papa o la Chiesa stessero dicendo che va bene vivere in quel modo. Lo scopo principale dei viaggi che il Papa compie è visitare le persone. La Santa Sede continua a dare grande valore, talvolta con grandi sacrifici, al mantenimento di relazioni diplomatiche con i Paesi di tutto il mondo. E talvolta abbiamo relazioni diplomatiche con Paesi che hanno leader autoritari. Abbiamo l’opportunità di parlare con loro a livello diplomatico, formale. Non sempre facciamo grandi proclami di critica, giudizio o condanna. Ma c’è tantissimo lavoro che avviene dietro le quinte per promuovere la giustizia e le cause umanitarie. Talvolta per cercare, in situazioni nelle quali ci sono prigionieri politici, un modo per farli liberare. Ci sono situazioni di fame, di malattia, eccetera…. La Santa Sede, mantenendo una neutralità e cercando modi per continuare una positiva relazione diplomatica con tanti Paesi diversi, in realtà sta cercando di applicare il Vangelo alle situazioni concrete affinché la vita delle persone possa migliorare. Le persone interpreteranno il resto come vorranno, ma credo sia importante per noi cercare il modo migliore possibile per aiutare il popolo di qualsiasi Paese».
Come valuta la decisione del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, di permettere la benedizione di coppie omosessuali nella sua Diocesi? E come intende preservare l’unità della Chiesa?
«Credo anzitutto sia molto importante capire che l’unità o la divisione della Chiesa non dovrebbe ruotare intorno a questioni sessuali. Tendiamo a pensare che, quando la Chiesa parla di morale, l’unico tema morale sia quello sessuale. In realtà credo che ci siano questioni molto più grandi e importanti, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà di uomini e donne, la libertà religiosa, che dovrebbero avere la priorità. La Santa Sede ha già parlato con i vescovi tedeschi e a chiarito che non siamo d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie – in questo caso coppie omosessuali, come ha chiesto lei – o di coppie in situazioni irregolari, oltre a quanto permesso specificamente da Papa Francesco quando ha detto: tutte le persone ricevano la benedizione. Quando un sacerdote dà la benedizione alla fine della Messa, quando il Papa dà la benedizione alla fine di una grande celebrazione come quella che abbiamo avuto oggi, ci sono benedizioni per tutte le persone. La famosa espressione di Francesco “tutti, tutti, tutti”, esprime la convinzione della Chiesa che tutti sono accolti, tutti sono invitati, tutti sono invitati a seguire Gesù e tutti sono invitati a cercare la conversione nella propria vita. Andare oltre questo, oggi, credo possa causare più disunione che unità. Dovremmo cercare di costruire la nostra unità su Gesù Cristo e su ciò che Gesù Cristo insegna».
Il regime dell’Iran ha impiccato pubblicamente molte altre persone e assassinato migliaia di cittadini. Condanna queste azioni? Ha un messaggio per il regime iraniano?
«Condanno tutte le azioni ingiuste. Condanno l’uccisione di persone. Condanno la pena di morte. Credo che la vita umana debba essere rispettata e che la vita di tutte le persone — dal concepimento alla morte naturale — debba essere rispettata e protetta. Quindi quando un regime, quando un Paese prende decisioni che tolgono ingiustamente la vita ad altre persone, è evidentemente qualcosa che va condannato».
