"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Fanzaga Pagina 138 di 1167

61. Il tempo dell’Apocalisse non deve fare paura

I Segreti di Medjugorje sono una cosa molto seria. Non si può banalizzare né rimuovere, deve essere affrontata. La sua comprensione teologica è fondamentale anche perché la maggior parte delle persone ha paura dei Segreti; invece, si tratta di eventi salvifici per chi crede. Parlare di Apocalisse, oggi, significa evocare paure, in realtà è una rivelazione divina che mostra l’intervento di Dio per vincere le potenze del male che affliggono l’umanità. L’Apocalisse ha un messaggio di speranza, non di paura. Gli eventi dei Segreti – che sono molte cose terribili come ha detto la Regina della pace alla veggente Mirjana – sono cose straordinarie, riguardano l’intervento salvifico di Dio.

A mio avviso, i Segreti di Medjugorje accadranno. Per quanto mi riguarda ne ho la certezza assoluta; per grazia di Dio non ho dubbi né sulle apparizioni, né sui Segreti. Dal 24 giugno 1981 la Madonna è apparsa a Medjugorje con una corona di dodici stelle e i piedi poggiati su una nuvola, per me già questo è il segno che l’Apocalisse è incominciata.

L’Apocalisse è un messaggio di speranza, è un intervento divino che salva cristiana è un tempo di grazia. Siamo purtroppo abituati a un’altra visione mondana dell’Apocalisse, influenzati sicuramente da romanzi e film che ne hanno parlato in termini spaventosi e parlarne ci evoca immagini distruttive e terribili. Ovviamente si tratterà di eventi drammatici ma Dio ci salverà rivelandoli tre giorni prima. Può anche darsi che quella salita al Calvario descritta nel terzo Segreto di Fatima non si realizzi perché viene rivelata tre giorni prima.

I sei veggenti sono molto tranquilli riguardo ai Segreti e questa cosa mi ha sempre colpito, nonostante abbiano visto gli eventi e la Madonna gliene abbia parlato più volte. Sono eventi tremendi, disastrosi, dai quali però Dio ci salva rivelandoli tre giorni prima che accadano. I veggenti sono tranquilli proprio perché Dio ci rivelerà i Segreti tre giorni prima. Supponiamo, ad esempio, che prima degli eventi di Hiroshima e Nagasaki ci fosse stata una Rivelazione Divina che avesse preannunciato quello che sarebbe accaduto; qualora gli abitanti di quei posti avessero creduto e si fossero messi in salvo la Storia sarebbe stata scritta in un modo del tutto diverso.

Gli interventi di Dio sono già stati scritti sul rotolo di pergamena che la Madonna ha dato a Mirjana il 25 dicembre 1982. Di ogni Segreto c’è scritto l’evento, il luogo in cui accadrà, il momento preciso e la durata. Dio prevede questi eventi che accadono e ha deciso di rivelarli tre giorni prima che accadono. È come disinnescare una bomba atomica.  

Bisogna credere per mettersi in salvo, è importante la risposta della fede. Chi crede si salva chi non crede si perde. Quando si parla di Apocalisse in termini di rivelazioni mariane di Medjugorje non bisogna avere paura perché è qualcosa di salvifico, è qualcosa di cui rallegrarsi, è qualcosa che ci avvicina ai sentimenti del popolo di Israele quando venne liberato dal faraone perché anche noi verremo liberati da un mondo in cui satana regna ed entreremo nel tempo di pace. Questa è la prospettiva con cui dobbiamo guardare ai Segreti, non dobbiamo avere paura ma cogliere la finalità di salvezza che Dio sicuramente realizza.

I segreti di Medjugorje – di P. Livio – Puntata 61 – Il tempo dell’Apocalisse non deve fare paura

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L’inferno è una verità di fede rivelata dal Vangelo e insegnata dalla Chiesa

L’esistenza dell’inferno è una verità molto scomoda che si cerca invano di rimuovere. Gesù ha detto che l’inferno esiste: «Via da me, maledetti, nel fuoco eterno» e non lo dice soltanto ai demoni, lo dice anche agli uomini che lo hanno rifiutato. Alla tendenza odierna di eliminare il diavolo da una parte e l’inferno dall’altra, bisogna opporre la verità del Vangelo, la verità dell’insegnamento della Chiesa. L’inferno è una verità di fede, l’affermata dai Concili Ecumenici. Grazie a Dio anche il Paradiso è una verità di fede e lo è anche il purgatorio, che è la sua anticamera. Cerchiamo di temere che satana ci devii e ci porti alla perdizione, come ci ha messo in guardia la Regina dalla pace quando ha detto: «L’uomo moderno non vuole Dio e perciò l’umanità va verso la perdizione».

Certamente è nell’interesse di satana farci sapere che lui non esiste, che non esiste l’inferno; ma possiamo ben dire che l’inferno è anticipato già qui su questa Terra quando si vive senza Dio. La vita senza Dio è un vero inferno. E noi, avendo eliminato Dio, la Divina Rivelazione, avendo rifiutato la fede e la croce, come ha detto la Madonna, ci rendiamo conto che la nostra vita è sempre più infernale, perché quando cacciamo Dio, lo spazio non rimane vuoto ma viene riempito dal demonio. Difatti, proprio la Madonna ha detto che noi abbiamo voluto togliere Cristo e mettere noi stessi, abbiamo messo l’uomo al posto di Dio, ma in realtà abbiamo messo satana al posto di Dio. La vita dove satana regna, ce ne accorgiamo anche noi, è una prossimità dell’inferno. Anche dal punto di vista esistenziale è una vita feroce, è una vita brutta, una vita tormentata, è una vita degradata, è una vita disperata, una vita insopportabile.

Come ci dicono i Messaggi dalla Madonna, vanno all’inferno tutti quelli che respingono Dio e quindi, una volta respinto Dio, abbiamo tutto ciò che non è Dio, cioè la cattiveria, la menzogna, la superbia, la violenza, l’infinita proliferazione del male. Anche con il solo ragionamento possiamo arrivare a capire che allontanando Cristo, allontanando la luce e la verità, si affermano le tenebre e la menzogna. Diamoci da fare per percorrere la via che porta alla salvezza nel tempo della nostra vita e, siccome ben difficilmente ci sono persone che riescono a passare integralmente il cammino della vita senza commettere peccati gravi, ci sono certamente anche delle persone, anche alcuni santi, che hanno conservato la veste candida del Battesimo nel tempo della loro vita. Indubbiamente ci sono persone particolari che hanno avuto questa immensa grazia di passare attraverso il pellegrinaggio della vita senza commettere peccati gravi; ce ne sono diversi, ma la maggioranza, la stragrande maggioranza degli uomini sbanda nel percorso della vita per tanti motivi. Di per sé potremmo anche non sbandare, però sbandiamo perché satana fa il suo mestiere e noi non facciamo il nostro che è quello di premunirci dalle sue seduzioni e dai suoi inganni. E quindi ci fa deviare.

Ci sono tanti esempi nella Storia della Salvezza, nell’Antico e del Nuovo Testamento, di personaggi straordinari che però hanno sbandato. Il re Davide è uno di questi, ma poi ci ha lasciato dei Salmi penitenziali bellissimi. Ma ce ne sono tanti altri. Quindi non dobbiamo rammaricarci se anche noi siamo fra i peccatori, fra gli sbandati della vita. Basta il pentimento, la grazia dell’umiltà del pentimento e di rivolgersi a Dio come i figli si rivolgono al Padre per poter ritornare sulla via di Dio. D’altra parte, uno dei capolavori del Vangelo è proprio la Parabola del Figliol Prodigo che ha lasciato la casa del padre e poi si è trovato a pascolare i porci; nella mentalità del Medio Oriente il maiale è un animale impuro per eccellenza e quel ragazzo della Parabola si era trovato a contendere le carrube ai porci. Questo è quanto fa il diavolo quando ci allontana da Dio: ci nutre con i suoi escrementi. Siccome la maggioranza delle persone, specialmente oggi, fa l’esperienza del male e del peccato, non bisogna arrendersi, non bisogna cedere alla prepotenza del male, bisogna avere l’umiltà di inginocchiarsi davanti alla croce, di inginocchiarsi davanti al confessionale e quindi ottenere il perdono di Dio e riprendere il cammino sulla strada che porta alla salvezza.

Questo è un tempo particolare, un tempo di grandi seduzioni, ma anche di grandi conversioni, di tante conversioni. Anche in Occidente ci sono dei Paesi dove ci sono movimenti sempre numerosi di persone che oggi ritrovano la fede perché il vuoto, la mancanza di senso crea angoscia ed è insopportabile, specialmente quando si tratta di vuoti spirituali, vuoto di senso, vuoto di amore, vuoto di verità e quindi i nostri desideri più profondi sono disattesi.

I desideri profondi di felicità, di bellezza, di pulizia interiore, di santità e di amore quando non vengono soddisfatti producono infelicità e questa è la nostra situazione esistenziale dalla quale dobbiamo tirarci fuori. Anche il pensiero dell’inferno è un ammonimento salutare perchè esiste e si può sperimentare già in questa vita, così come si può sperimentare già in questa vita il Paradiso, così come si può sperimentare già in questa vita il purgatorio che è il cammino di purificazione.

Le parole più severe sull’inferno le ha dette Gesù Cristo: «Via da me, maledetti, nel fuoco eterno». Le ha dette lui. Non le ha dette ai demoni, le ha dette a quelli che l’hanno rifiutato e rinnegato in questa vita. L’inferno, purtroppo, è una strada che molti oggi stanno percorrendo; come ha detto la Madonna, un numero grande di persone va all’inferno oggi. L’insegnamento del Catechismo dalla Chiesa Cattolica ci dice che l’inferno è un’autoesclusione definitiva dalla comunione con Dio e con i beati; cioè è rifiuto, è autoesclusione di tutto ciò che è felicità, gioia, verità, pace, tutto ciò che è Dio nella sua infinita bellezza e santità e grazia. È come rifiutare il Sole, che cosa diventerebbe la Terra? Allo stesso modo è la vita umana senza Dio.

L’inferno è una libera scelta di chi muore in stato di peccato mortale senza pentirsi. Gesù parla ripetutamente del fuoco inestinguibile riservato a chi rifiuta di credere e di convertirsi. La parola rifiuto ritorna anche nei messaggi della Madonna: «avete rifiutato la fede e la Croce». Gesù dice che manderà i suoi angeli per raccogliere tutti gli operatori di iniquità e gettarli nella fornace ardente. Gli operatori di iniquità sono gli uomini cattivi che seguono il diavolo e quindi diventano dei diavoli anche loro, dei morti incarnati, come li chiamava Santa Caterina da Siena. Quindi il mite e umile di cuore Gesù non tace sulla verità dell’inferno, perché dovremmo tacere noi?

Gesù parla ripetutamente del fuoco inestinguibile riservato a chi rifiuta di credere e di convertirsi. Gesù dice che manderà i suoi angeli per raccogliere tutti gli operatori di iniquità e gettarli nella fornace ardente. Lui stesso pronuncerà la condanna nel giudizio finale: «Via, lontano da me, maledetti nel fuoco eterno». La pena principale dell’inferno consiste nella eterna separazione da Dio. Come dicono i veggenti a Medjugorje, non c’è uscita. Quindi la pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere vita e felicità e per il quale è stato creato.

Preghiamo Dio perché ci salvi dalla dannazione eterna e ci accolga nel gregge dei suoi eletti. Questa è la preghiera della Chiesa, della Liturgia della Chiesa. Che il pensiero dell’inferno ci spinga alla conversione. È una possibilità della libertà creata che riguarda sia gli angeli sia gli uomini. Per gli angeli è già tutto avvenuto. Per noi, riguarda ciascuno nel cammino della sua vita.

🟢P. LIVIO🟢 SCRIVO A VOI GIOVANI PERCHE’ SIETE FORTI – Catechesi di P. Livio – Puntata 6 ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789

VIATICO QUOTIDIANO – di P. Livio – Puntata 120

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio – Venerdì 12 Giugno 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre can 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55 – 9.15: ALMANACCO DELLA FEDE

L’inferno è una verità di fede rivelata dal Vangelo e insegnata dalla Chiesa

L’inferno è un’autoesclusione definitiva dalla comunione con Dio e con i Beati.

L’inferno è una libera scelta di chi muore in stato di peccato mortale senza pentirsi.

Gesù parla ripetutamente del fuoco inestinguibile riservato a chi rifiuta di credere e di convertirsi.

Gesù dice che manderà i suoi angeli per raccogliere tutti gli operatori di iniquità e gettarli nella fornace ardente.

Egli pronuncerà la condanna: “Via lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno”.

La pena principale dell’inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l’uomo può avere vita e felicità per le quali è stato creato.

Preghiamo Dio perché ci salvi dalla dannazione eterna e ci accolga nel gregge dei suoi eletti.

h. 9.15: LA CITAZIONE DEL GIORNO (5)

Tratta dal Libro: Siate le mie mani di luce

h. 9.15: ATTUALITA’

Accordo vicino fra USA e Iran?

Papa Leone: Lo storico discorso sui migranti

h. 9.35 – 9.45: VIATICO QUOTIDIANO

Pensiero sulla grandezza dell’umiltà

h. 9.40 – 10.00: I SEGRETI DI MEDJUGORJE

61. il tempo dell’Apocalisse non deve fare paura

L’Apocalisse cristiana è un tempo di grazia

È anche il tempo di “Satana sciolto dalle catene”

Satana tenta di distruggere la fede e il mondo

Cristo viene in soccorso della Chiesa inviando Maria

La Madonna sta chiamando il mondo alla Conversione

La Madonna sta preparando l’esercito dei suoi apostoli

La fede, la preghiera e le buone opere sono le armi della vittoria

h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO

h. 10.05: CATEHESI DI PADRE LIVIO

Scrivo a voi giovani perché siete forti

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Sacro Cuore di Gesù

Attraverso le straordinarie rivelazioni a santa Margherita Maria Alacoque, il Signore stabilì le devozioni dell’Ora Santa e della Comunione riparatrice nei primi venerdì del mese. Quest’ultima pratica è legata alla “Grande Promessa” sulla salvezza eterna.

Santo del giorno 12_06_2026 – Ermes Dovico – la Nuova Bussola

Il 27 dicembre del 1673, nel giorno della festa di san Giovanni Evangelista (l’apostolo che nell’Ultima Cena aveva reclinato il capo sul petto di Nostro Signore per sapere chi lo tradiva), santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690) ebbe la prima grande rivelazione sui segreti del Sacro Cuore di Gesù, che la riempì della sua divina presenza mentre la monaca visitandina era raccolta in adorazione eucaristica. Dopo averla fatta riposare sul suo petto, Gesù le disse: “Il mio Cuore divino è tanto appassionato d’amore per gli uomini e per te in particolare, che non potendo più contenere in sé stesso le fiamme del suo ardente Amore sente il bisogno di diffonderle per mezzo tuo e di manifestarsi agli uomini per arricchirli dei preziosi tesori che ti scoprirò e che contengono le grazie in ordine alla santità e alla salvezza, necessarie per ritirarli dal precipizio della perdizione”.

Il Sacro Cuore le apparve come una fornace incandescente, in cui il cuore di Margherita venne immerso e fatto divampare da Gesù. Il Signore le lasciò un dolore nel costato come segno tangibile che tutto quanto aveva vissuto era reale. In una seconda grande rivelazione le si presentò risplendente di gloria “con le sue cinque piaghe sfolgoranti come cinque soli”, le rivelò fino a quale eccesso era arrivato il suo Amore per gli uomini e il suo dolore nel vedersi ricambiato con ingratitudini e indifferenze. In riparazione alle offese e ai peccati, Gesù domandò a Margherita di comunicarsi ogni volta che il sacerdote glielo avesse consentito e in particolare il primo venerdì di ogni mese; le chiese inoltre di pregare, prostrandosi con la faccia a terra, tutti i giovedì sera dalle undici a mezzanotte, dicendole che a quell’ora le avrebbe partecipato la tristezza mortale provata nel Getsemani.

Attraverso la mistica francese, il Signore stabilì dunque le devozioni dell’Ora Santa e della Comunione riparatrice nei primi venerdì del mese. Quest’ultima pratica è legata alla “Grande Promessa” sulla salvezza eterna: il fedele che per nove mesi consecutivi, ogni primo venerdì, si comunicherà in stato di grazia morirà certamente in grazia di Dio perché, come ha promesso Gesù, “il mio Cuore si renderà asilo sicuro in quel supremo momento”. In un’altra rivelazione Gesù disse a Margherita che tra i tanti sacrilegi e freddezze “ciò che più mi amareggia è che ci siano dei cuori a me consacrati che mi trattano così” e le comunicò il desiderio di una nuova festa: “Ti chiedo che il primo venerdì dopo l’ottava del Santo Sacramento [il Corpus Domini] sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore, ricevendo in quel giorno la santa Comunione e facendo un’ammenda d’onore per riparare tutti gli oltraggi ricevuti durante il periodo in cui è stato esposto sugli altari. Io ti prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere con abbondanza le ricchezze del suo divino Amore su coloro che gli renderanno questo onore e procureranno che gli sia reso da altri”.

Margherita, che da molti non era creduta, riuscì poi a diffondere la devozione al Sacro Cuore grazie all’aiuto del gesuita san Claudio de la Colombière, che divenne la sua guida spirituale. Gesù affidò a santa Margherita anche la missione di chiedere a Luigi XIV di consacrare la Francia al suo Sacro Cuore e di rappresentarlo sugli stendardi del regno: ma il re non assecondò la richiesta, ricevuta nel 1689, esattamente cento anni prima dell’inizio della Rivoluzione francese. Il culto del Sacro Cuore – che rivela il vero volto dell’Amore, pronto al sacrificio e alla morte in croce – incontrò inoltre la forte avversione degli eretici giansenisti, ma nonostante ciò si diffuse da un luogo all’altro della cristianità. Nel 1794, con la bolla Auctorem Fidei, Pio VI confutò una volta per tutte gli oppositori del Sacro Cuore, ribadendo che ad esso si deve il culto di latria (cioè di adorazione, dovuta solo a Dio) perché nell’adorare il Cuore di Gesù, segno della sua sacra umanità, i fedeli adorano “il Verbo Incarnato con la propria Carne di Lui”, nella sua unione perfetta di vero Dio e vero uomo.

Fu infine il beato Pio IX, nel 1856, a estendere la solennità liturgica a tutta la Chiesa. Negli anni seguenti si diffusero gli atti di consacrazione al Sacro Cuore di Gesù per le famiglie e le nazioni. Il primo Paese a essere consacrato fu nel 1874 l’Ecuador, grazie al suo presidente Gabriel Garcia Moreno, poi ucciso dalla massoneria. Gli atti di consacrazione ci ricordano la necessità di riconoscere Cristo sia nei nostri cuori sia nella vita pubblica nostra e degli Stati.

Va fatto almeno un cenno ai principali precursori del culto al Sacro Cuore, come le tre sante e mistiche tedesche che vissero nel XIII secolo nel monastero di Helfta – cioè Matilde di Magdeburgo, Matilde di Hackeborn e Gertrude la Grande – e come san Giovanni Eudes (1601-1680), che potrebbe essere proclamato Dottore della Chiesa per i suoi insegnamenti sull’unità mistica tra il Sacro Cuore di Gesù e il Cuore Immacolato di Maria: “Non devi mai separare ciò che Dio ha così perfettamente unito. Gesù e Maria sono così intimamente legati l’uno con l’altro che chi vede Gesù guarda Maria; chi ama Gesù, ama Maria; chi ha la devozione per Gesù, ha la devozione per Maria”.

🟢IN RADIOVISIONE: PADRE LIVIO – LA TENTAZIONE – Puntata 23


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