"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Fanzaga Pagina 130 di 1167

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio –  Venerdì 19 Giugno 2026

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h. 8.50: I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 9.00: Il 45.mo anniversario delle apparizioni di Medjugorje

EDITORIALE

+h. 9. 20: Medjugorje: La sconfitta di Satana nel tempo dei Segreti


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La citazione del giorno – “Siate le mie mani di pace”– n°10

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L’eredità spirituale, l’omaggio dei vescovi, le parole del Papa: l’addio a Ruini

di Agnese Palmucci, Roma

Nel pomeriggio Leone XIV ha presieduto nella Basilica di San Pietro le esequie del cardinale emiliano morto martedì sera, ex presidente della Cei e Vicario di Roma. A lui, «pastore saggio e sollecito» si devono «intuizioni e iniziative che hanno lasciato un segno profondo nel cammino della Chiesa», ha ricordato Prevost.

18 giugno 2026

Un «pastore saggio e sollecito» a cui la Chiesa italiana e la Diocesi di Roma devono «moltissimo». Ha iniziato così, Leone XIV, la sua omelia per le esequie del cardinale Camillo Ruini, morto martedì sera all’età di 95 anni. Poco distante dal Papa la bara di legno, su cui è stato posto un Vangelo aperto. A concelebrare oggi pomeriggio, seduti nelle prime file davanti all’altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, 34 cardinali, tra cui l’attuale presidente della Cei, Matteo Zuppi, il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, e il Vicario di Roma, Baldo Reina.

 Oltre a molti vescovi e sacerdoti romani, erano presenti anche gli altri due successori alla presidenza della Cei, i cardinali Angelo Bagnasco e Gualtiero Bassetti. Il Pontefice ha affidato «alla misericordia del Signore» il «fratello» Ruini, che «per molti anni ha servito la Chiesa svolgendo con la stessa dedizione sia gli incarichi più umili sia quelli più gravidi di responsabilità», come presbitero, vescovo e porporato.

Prevost ha ripercorso le molte tappe della vita e del servizio ecclesiale del cardinale emiliano, che per quasi diciassette anni, dal 1991 al 2007 è stato presidente della Cei, e nello stesso periodo ha svolto anche il ministero di Vicario per la Diocesi di Roma, fino al 2008.

Poi l’impegno «nell’insegnamento, nello studio e nell’approfondimento teologico, nel servizio pastorale, nell’animazione giovanile, nell’ambito culturale, nella cura del laicato e delle vocazioni, nell’esercizio dell’autorità», ha proseguito il Pontefice. In Basilica, oltre ai molti fedeli, c’erano anche esponenti politici, da Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, a Pier Ferdinando Casini e Romano Prodi, ex presidente del Consiglio, il cui matrimonio fu celebrato proprio dal futuro cardinale, nel 1969. Con il mondo politico e la società civile Ruini ha cercato sempre di dialogare, interpretando i cambiamenti della storia alla luce del Vangelo.

«Ha saputo guidare il popolo di Dio e i fratelli nell’episcopato in momenti importanti e delicati, – ha specificato il Papa – affrontando con entusiasmo, discernimento e coraggio molteplici sfide». Ieri mattina tra i primi a rendergli omaggio alla camera ardente allestita nel Seminario romano il cardinale Zuppi e il segretario della Cei, l’arcivescovo Giuseppe Baturi. Proprio a Ruini poi, che fu anche arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano, «si devono intuizioni e iniziative che hanno lasciato un segno profondo nel cammino della Comunità ecclesiale e anche di quella civile», ha proseguito il Pontefice.

 Come il “Progetto culturale”, «l’impegno profuso nel promuovere l’apporto del mondo cattolico nei più diversi ambiti della vita religiosa, civile e politica italiana», ma anche il «grande lavoro del Sinodo diocesano e della sua applicazione» a Roma, la «sua presenza attiva e dialogante ai vari livelli della vita della Chiesa», come del mondo laico e della società. Nella fede in Cristo, e nella sua «carità invincibile», ha detto il Papa, è da ricercare «la radice della forza» con cui ha affrontato le tante vicissitudini del suo tempo, accompagnando «i fedeli e le comunità che gli sono stati affidati nel corso del suo lungo servizio».

 Dal porporato anche la testimonianza che la preghiera è «una delle risorse che più lo hanno accompagnato nella sua lunga esistenza, fin dall’infanzia». Una vita, la sua, «spesa per il bene dei fratelli e vissuta nella ricerca costante dei disegni di Dio per la propria e la loro salvezza», ha)

Molto importante per la vita del cardinale anche l’amicizia con Giovanni Paolo II, del quale per anni è stato collaboratore. 

Come ha ricordato nelle ultime ore anche il cardinale Stanislaw Dziwisz, storico segretario del Papa polacco, Ruini fu vicino a Wojtyla «in momenti decisivi per la vita della Chiesa e della società, sempre animato dal desiderio di testimoniare il Vangelo nel cuore degli uomini e del mondo». Leone XIV, poi, ha citato anche il motto episcopale del defunto: “La verità ci renderà liberi”, ispirato al Vangelo di Giovanni. 

Parole, queste, che «ci ricordano con chiarezza un messaggio particolarmente significativo per il nostro tempo, in cui si può essere disorientati da derive relativistiche e da visioni totalmente fluide della realtà e dell’uomo». Dalla sua vita, ha aggiunto, «possiamo cogliere un segno della forza e della solidità con cui l’uomo cresce e matura quando trova nella Verità che viene da Dio il centro e il perno della propria esistenza». Prima di concludere l’omelia, Prevost ringraziato chi è stato vicino a Ruini «fino all’ultimo con devota dedizione», come Pierina, sua assistente da una vita.

 Dopo i funerali il feretro, che sarà sepolto nel cimitero di Dinazzano, è stato condotto a Reggio Emilia, sua diocesi natale, dove oggi alle 16 si terrà una seconda celebrazione esequiale, presieduta nella cattedrale dall’arcivescovo Giacomo Morandi.

🟢IN RADIOVISIONE: PADRE LIVIO – LA TENTAZIONE – Puntata 30


🕊️ꨄ🙏 LIVE: #MEDJUGORJE IN DIRETTA DALLA CROCE BLU NOVENA IN PREPARAZIONE AL 45mo ANNIVERSARIO DELLE APPARIZIONI DELLA REGINA DELLA PACE🙏 in studio P.LIVIO⁀➷ quarto giorno

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🟢IN RADIOVISIONE: IL FALSARIO: LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO SATANA – PUNTATA 93


NOVENA 45.mo ANNIVERSARIO

4 Giorno – Giovedì 18 Giugno 2025

h. 20.10 – 20.30: Diretta dalla Croce blu

su Radio Maria – Facebook – blogdipadrelivio.it (in differita)


+ Gli insegnamenti della Regina della pace: La Madonna ha detto che il messaggio più importante dato a Medjugorje è la conversione. Perché tutti dobbiamo convertirci? Che cosa fare per convertirci?

Messaggio del 25 Giugno 2022 rivolto alla Parrocchia attraverso la veggente Marija di Medjugorje – 41° anniversario delle Apparizioni.

“Cari figli! Gioisco con voi e vi ringrazio per ogni sacrificio e preghiera che avete offerto per le mie intenzioni.

Figlioli, non dimenticate che siete importanti nel mio piano di salvezza dell’umanità.

Ritornate a Dio ed alla preghiera affinché lo Spirito Santo operi in voi ed attraverso di voi.

Figlioli, Io sono con voi anche in questi giorni quando satana lotta per la guerra e per l’odio.

La divisione è forte ed il male opera nell’uomo come mai finora.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

+ Credo

+ Sette Pater Ave e Gloria

+ Magnificat

+ Benedizione finale

🟢P. LIVIO🟢 PERCHE’ CREDO A MEDJUGORJE – Catechesi di P. Livio – Puntata 9 ~ IN RADIOVISIONE SU DIGITALE TERRESTRE al CANALE 789

Falsi mistici e falsi veggenti

            Gesù e gli apostoli ci mettono in guardia dai lupi travestiti da pecore. Si tratta di un avvertimento che riguarda non solo le singole persone, ma anche gruppi e ideologie apparentemente religiosi, dietro ai quali agisce il potere delle tenebre (*). Ieri, come oggi, ci sono coloro che contrastano il vangelo e lo combattono consapevolmente. Anche satana ha i suoi militanti, alcuni dei quali vestono le divise dell’esercito di Cristo. Dio nella sua sapienza ha permesso che l’esempio di Giuda rimanesse come monito per tutti i secoli, fino alla fine del mondo. Per quanto sia motivo di dolore e di scandalo, il cristiano non deve meravigliarsi di trovarsi, anche dentro l’ovile della Santa Chiesa, davanti a lupi rapaci nascosti sotto le sembianze di miti agnelli. Le parole del Maestro contro “gli ipocriti”, la “razza di vipere” e i “sepolcri imbiancati”, nonché il riferimento ai “mercenari”,  “ai ladri e “ai briganti” hanno il valore di un ammonimento perenne.

            Tuttavia il quadro dei falsi profeti non sarebbe completo se non facessimo riferimento anche al fenomeno spesso ricorrente dei falsi mistici e dei falsi veggenti. Ci sono momenti storici in cui la ricerca del soprannaturale esce dai binari sicuri della fede e diviene un pericoloso tentativo di stabile un filo diretto con l’aldilà. Non di rado persino i credenti escono dall’alveo dell’ordinaria spiritualità per entrare nei campi pericolosi e illeciti della divinazione, della magia, dello spiritismo e della stregoneria. Un ambito particolarmente importante su cui esercitare il discernimento spirituale è quello che riguarda esperienze mistiche e di veggenza, che oggi prolificano in modo impressionante e rispetto alle quali la Chiesa assume saggiamente un atteggiamento di riserbo, lasciando il più delle volte che sia il tempo, “grande galantuomo”, a pronunciare il suo verdetto di verità.

            A questo riguardo è necessario affermare che nella storia della spiritualità cristiana sono sempre esistiti dei falsi spirituali accanto a quelli autentici e dei falsi veggenti accanto a quelli che poi la Chiesa ha ufficialmente riconosciuto. Va anche detto che la Chiesa non interviene necessariamente su ogni fenomeno, ma soltanto su quelli che hanno un influsso ecclesiale rilevante. Per la maggior parte di essi lascia che siano i fedeli ad esercitare la loro capacità di prudente giudizio. E’ quindi necessario indicare alcuni criteri di valutazione per orientarsi in un passaggio storico dove sembra che l’esperienza normale della fede vada

………

(*) Per il discernimento dei segni dei tempi vedi il mio libro “La Donna e il drago” – Edizioni Sugarco – 2002

stretta a molti e dove messaggi di incerta provenienza sono ricercati più delle Sacre Scritture.

            È proprio la via comune della fede che va innanzi tutto sottolineata nella sua bellezza e grandezza. Non bisogna dimenticare che questo itinerario oscuro e coraggioso è una vera e propria beatitudine, secondo l’affermazione di Gesù Risorto all’apostolo Tommaso: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno” (Giovanni, 20,29). Abbiamo esempi straordinari di percorsi di santità fatti esclusivamente nell’oscurità della fede, come quello di S. Teresa di Gesù Bambino, non a caso dottore della Chiesa, la quale è pervenuta alle più alte vette della perfezione attraverso la strada maestra della fiducia e dell’amore. Anche delle anime beneficate dal dono straordinario di vedere e parlare con la Madonna, come Bernadette Soubirous, hanno poi fatto un cammino ordinario di purificazione e di santificazione, che le hanno portate a essere lampade luminose nella Chiesa.

            Tuttavia bisogna sottolineare che la vita cristiana ordinaria, se è vissuta con impegno e fervore, comporta una forte esperienza di Dio. A questo riguardo si può e si deve affermare che la mistica, intesa come intima unione con Dio, è un traguardo a cui tutte le anime devono tendere. Essa infatti non è un dono straordinario, ma quella tappa che corona ogni cammino di perfezione. Non c’è cristiano che non sia guidato dalla luce e dalla grazia dello Spirito Santo, le cui illuminazioni e ispirazioni sono generosamente distribuite a ogni anima. Quando una persona sperimenta Dio nella sua vita, e si sforza di camminare nella sua luce e nel suo amore, vive già in un certo senso il paradiso sulla terra e, pur nella fragilità della carne, entra in comunione con l’oceano sconfinato del mondo soprannaturale. Tutto questo è patrimonio della vita cristiana ordinaria, quando la preghiera nasce dal cuore ed eleva l’anima fino a Dio.

            Allo stesso modo appartiene all’esperienza comune di ogni cristiano ricevere da Dio delle grazie particolari, mirabili e inaspettate, perché la grazia sempre sorprende, ma che tuttavia non devono meravigliare, perché ciò appartiene al governo divino delle anime. Perché mai dovremmo ritenerci fortunati, come quelle persone che vincono alle lotterie, quando riceviamo grazie speciali? Dio concede a tutti coloro che credono in lui le più grandi grazie, sia spirituali che temporali, se solo trovasse un po’ di fede. e dei cuori che le accolgono nell’umiltà, senza montare in superbia. Non di rado il Signore concede alle anime anche segni particolari del soprannaturale, per rafforzarle nella fede, per aiutarle in un momento di prova, per difenderle dal maligno. Anche questo fa parte della provvidenza ordinaria del Creatore verso ogni anima. Noi dobbiamo solo saper credere, mettere a frutto e imparare a ringraziare. Invece succede che queste grazie vengano ritenute come segni straordinari di distinzione o di predilezione e si cede al desiderio, non sempre purificato dalla vanagloria, di metterle in pubblico, col pericolo di gettare le perle ai porci (Matteo, 7,6).

            Ogni vita cristiana ordinaria comporta per sua natura un’esperienza mirabile di Dio e dei suoi molteplici doni. Se solo pensassimo che ogni cristiano in grazia di Dio è abitato dalla Santissima Trinità e se vivessimo questo mirabile mistero, si dissolverebbe come nebbia al sole ogni ricerca di sensazionalismo. Se ricevessimo con fede una sola santa comunione, non ci riterremmo sfortunati per non aver mai potuto essere presenti, sia pure come spettatori, a una apparizione della Madonna. Allo stesso modo ci renderemmo conto che anche le parole che ci provengono dal Cielo attraverso le rivelazioni private non fanno che riprendere quelle Sacre Scritture che noi spesso trascuriamo colpevolmente.

            Tuttavia, accanto all’esperienza mistica ordinaria, ci sono anche esperienze mistiche straordinarie, di cui le apparizioni e le comunicazioni di messaggi celesti sono le espressioni più significative. Si tratta di doni soprannaturali, dove l’iniziativa è di Dio, mentre coloro che ne sono i destinatari entrano, quasi sempre loro malgrado, in un cammino pieno di difficoltà e contrassegnato dalla croce. È proprio in questo tipo di esperienze che non di rado il maligno si inserisce mascherandosi come “angelo di luce” (2 Corinzi, 11,14), ingannando le anime interessate e tutti coloro che le seguono senza un adeguato discernimento. Il fenomeno dei falsi spirituali e dei falsi veggenti si è manifestato nella Chiesa fin dai primi tempi, ma subito lo si è distinto dalle esperienze spirituali autentiche, come si separa il buon grano dalla zizzania.

            È lecito vedere sempre la presenza del maligno quando ci si trova di fronte alla realtà di falsi mistici e di falsi veggenti? A questo riguardo oggi si tende a spiegare molto se non tutto con la psicologia, parlando di allucinazioni, di conversioni isteriche, di proiezioni del subconscio e quindi riportando sul piano della psiche più o meno turbata fenomeni che si pretendono soprannaturali.  I veggenti di Medjugorje sono stati visitati da équipes mediche di diverse parti del mondo. Ma accertata la normalità, il che è un dato prezioso, la scienza non può andare molto oltre. Indubbiamente certi fenomeni, come ad esempio la scrittura automatica, si possono tentare di spiegare con la psicologia del profondo, ma non vi è dubbio che l’opera del discernimento spirituale va ben oltre e laddove sembra esserci il dito di Dio è in grado di scoprire l’azione dell’astuto falsario.

            Non vi è dubbio infatti che la tradizione dei grandi maestri di spirito e la stessa vita dei santi ci conferma quanto asserito da S. Paolo e cioè che satana cerca di sedurre le anime anche mascherandosi da angelo di luce. L’eterna scimmia di Dio entra in concorrenza con lui anche nei modi straordinari con cui si comunica alle anime. Anche satana può “apparire”, non solo nella sua oscura malvagità e oscena bruttura, ma anche con le sembianze di Gesù, della Madonna, degli angeli, dei santi e delle anime dei trapassati. Egli lo fa non di rado, come ci testimonia l’esperienza di tanti santi, e la sua abilità è tale da trarre in inganno molte anime prive di discernimento, affette da gola spirituale e senza un direttore spirituale illuminato.

            Non si può neppure escludere che l’azione del maligno cerchi di inserirsi in comunicazioni soprannaturali autentiche. A questo riguardo sono innumerevoli le testimonianze desunte dalla vita di numerose anime elette, a dimostrazione che il demonio non tralascia nessuna occasione per ingannare e per sedurre soprattutto quelle persone che sono alla ricerca dello straordinario e non praticano quella sana rinuncia nei confronti di tutto ciò che solletica il palato spirituale. Proprio alcuni santi, che sono stati beneficati con doni straordinari, ci insegnano che è preferibile rinunciarvi piuttosto che cadere in un inganno demoniaco.

            Ci possono essere dunque dei fenomeni apparentemente soprannaturali, come le visioni e le comunicazioni spirituali, dove è possibile scoprire l’azione astuta e perversa del falsario. D’altra parte sappiamo come la Sacra Scrittura attribuisca ai falsi profeti la possibilità di compiere “segni e portenti” tali, se fosse possibile, da ingannare anche gli eletti (Marco 13,21). Chi ne è l’operatore se non il potere delle tenebre, sempre pronto a contrastare e a falsificare l’azione di Dio? Dobbiamo dunque concludere che ci sono mistici e veggenti ingannati da satana, che si presenta loro mascherato da angelo di luce. Compito dei fratelli nella fede, in particolare dei sacerdoti, è di fare un primo illuminato discernimento e aiutare queste persone a rendersi conto della trappola in cui sono cadute e a rinunciare ai presunti doni ricevuti.

            Tuttavia non si può escludere che fra queste anime e satana si stabilisca pericolosamente nel tempo una crescente complicità e connivenza, fino a divenire una vera e propria collaborazione, perversa e consapevole, nella diffusione del male mediante l’inganno. Tremenda è la situazione di questi soggetti ingannati e ingannatori, che divengono schiavi del maligno e strumenti mortali di seduzione per le anime svagate e superficiali, le quali corrono qua e là per il prurito di udire qualcosa che solletichi le orecchie e soddisfi la loro curiosità (2 Timoteo, 4,3). Questi servi di satana si trovano in una situazione di vera e propria possessione diabolica e quindi di gravissimo pericolo per la loro salvezza eterna. Tuttavia anche a loro è aperta la via del riscatto mediante un atto eroico di rinuncia al maligno e ai suoi doni mortiferi e l’abbandono fiducioso alla divina misericordia.

(Il discernimento Spirituale – cap. 27 -Padre Livio – Edizioni Sugarco)

64. L’approvazione ecclesiastica sui Messaggi di Medjugorje

Nel corso di tutti questi anni di apparizioni i veggenti hanno ricevuto moltissimi Messaggi che hanno sempre consegnato alla Parrocchia, che li ha conservati e pubblicati sul suo sito internet. Così è stato fino a quando non è stata disposizione dalla Santa Sede che al testo dei Messaggi venga apposta la dicitura “Con approvazione ecclesiastica”. Anche prima però, di fatto, c’era la mediazione parrocchiale, i veggenti non diffondevano i Messaggi a proprio piacimento. Il 15 marzo 1985 sono andato a Medjugorje per la prima volta, il giorno successivo ho parlato con il vescovo di Mostar che conosceva benissimo i Messaggi, nonostante non credesse all’origine soprannaturale. Sui Messaggi c’è sempre stata una supervisione ecclesiastica, ma con il Nulla Osta c’è stata una decisione molto importante e cioè che i Messaggi venissero inviati prima alla Parrocchia, successivamente in Vaticano così che la Congregazione per la Dottrina della Fede possa verificarne il contenuto e autorizzarne la diffusione. Il tutto accade, ovviamente, nel giro di poco tempo visti i mezzi a disposizione oggi. La verifica a volte si sofferma sulla trascrizione e traduzione di un termine, che non sempre è esatta e bisogna correggerla.

Nella prolusione al Nulla Osta il Cardinal Fernandez ha detto che i Messaggi di Medjugorje sono conformi alla fede, uno solo era dubbio. Ogni parola della Regina della pace viene letta con attenzione dalla Chiesa proprio perché i Messaggi di Medjugorje sono una cosa seria. Quando la Chiesa ha dato la disposizione che tutte le parole della Madonna passino prima dalla Parrocchia e poi dalla Congregazione per la Dottrina della Fede per essere convalidati e poi pubblicati a mio parere ha fatto una cosa molto saggia perché difende il diritto dei fedeli ad avere informazioni esatte, che non creino problemi anche dal punto di vista della formulazione della fede.

C’è la possibilità che un veggente non capisca bene quello che dice la Madonna o non ricordi completamente il Messaggio. I veggenti mi hanno raccontato che dopo l’apparizione scrivono subito il Messaggio perché se lo ricordano bene ma c’è sempre un piccolo margine di errore nel riportare quello che la Madonna ha detto loro. La Chiesa ha preso un’ottima decisione nel far sì che i Messaggi e le parole della Madonna, prima di essere divulgate dai mass-media, vengano vagliate autorevolmente. La Chiesa ha vagliato i Vangeli nella loro formazione, ha vagliato la Bibbia, ha pesato tutte le parole che ci sono nei Vangeli e le ha dichiarate Parola di Dio.

È chiaro che tutelare la Parola di Dio è una protezione, è un servizio che Dio ha affidato alla Chiesa; la stessa cosa accade anche per i libri che sono vagliati perché se c’è qualcosa che non va c’è un richiamo da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede. I Messaggi del 25 del mese, dopo l’apparizione vengono scritti in croato, poi ci sono i vari traduttori; le traduzioni, come sappiamo, non sono infallibili, a volte è capitato che le traduzioni dal croato all’italiano venissero fatte da persone non italiane. Personalmente, conoscendo bene il croato, è capitato che cambiassi la traduzione di qualche termine. La Chiesa valuta anche, ovviamente, la trascrizione in croato perché anche lo strumento (che è il veggente) può commettere degli errori umanamente giustificabili per distrazione, stanchezza o altro. La vicinanza della Chiesa è fuori discussione.

Ultimamente si è visto il diffondersi di Messaggi senza la dicitura “Con approvazione ecclesiastica”. Sono Messaggi che il veggente ha ricevuto e che sono stati diffusi attraverso i mass-media, i quali oggi hanno una potenza di diffusione enorme. Questi Messaggi, allora, arrivano in tutto il mondo senza approvazione ecclesiastica. Si tratta di una cosa, a mio parere, molto pericolosa perché i veggenti non sono infallibili, possono sbagliare anche loro. Le stesse traduzioni sono talvolta frettolose. È dovere dei veggenti far passare al vaglio dell’Autorità Ecclesiastica le parole della Madonna prima della divulgazione da parte dei mass-media. Questa è la disposizione della Chiesa ed è più che giusta proprio perché c’è possibilità di commettere degli errori nel trascrivere i Messaggi, tradurli e pubblicarli. La supervisione della Chiesa è necessaria proprio per evitare errori umani. Come Direttore di Radio Maria ribadisco con convinzione che pubblichiamo i Messaggi che vengono pubblicati dalla Parrocchia con approvazione ecclesiastica che significa che c’è una supervisione ulteriore che viene direttamente dal Papa. Cosa volere di più? È una grazia, è una certezza.

Se una cosa non è discussa con la Chiesa e non è vagliata dalle disposizioni della Chiesa, Radio Maria non la diffonde. Da nessuna parte, ad esempio, la Parrocchia ha scritto che alle 23 c’è l’apparizione sul Podbrdo nei giorni della Novena di giugno, prima dell’anniversario delle apparizioni. Probabilmente si tratta di un’apparizione privata e, pertanto, Radio Maria non la diffonde. Sul sito della Parrocchia c’è scritto unicamente che la Parrocchia si raccoglie per la Novena alle 16, non ci sono altre informazioni.

Questo è il modo più sicuro di procedere, altrimenti diamo spazio alle iniziative del diavolo. Camminare con l’Autorità Ecclesiastica ci tiene sempre al sicuro. Sono profondamente convinto, forte della mia lunga esperienza, del fatto che a stare con la Chiesa non si sbaglia mai. Allontanarsi dalla Chiesa con presunzione è molto pericoloso. Camminiamo lungo la strada che la Chiesa ci ha indicato. Radio Maria non diffonde e non comunica i Messaggi e le iniziative che non vengono prima approvate dalla Chiesa proprio perché siamo una radio seria, ecclesiale, siamo la radio di Maria.

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