"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Autore: Padre Livio Pagina 5 di 155

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sull’importanza di vivere in grazia di Dio

Cari amici,

prima che i venti della secolarizzazione soffiassero così forte e spazzassero via quasi tutto, veniva trasmessa l’importanza di vivere in grazia di Dio. Nella catechesi ordinaria a bambini, giovani e adulti, la Chiesa esortava costantemente a vivere in grazia di Dio.

Vivere in grazia di Dio significa conservare nel proprio cuore il dono inestimabile della grazia battesimale. Con la grazia del Battesimo siamo diventati tempio dello Spirito Santo, siamo diventati Figli di Dio, siamo diventati tralci vivi uniti alla vite che producono frutti di vita eterna. Dal punto di vista soprannaturale siamo persone vive. Vivere in grazia di Dio significa vivere innestati a Cristo e avere da Lui la vita soprannaturale, cioè l’amore di Dio nei nostri cuori.

Questa esortazione è sempre stata una costante della vita cristiana e lo rimarrà sempre perché siamo uniti a Cristo come tralci che producono frutti per la vita eterna. Se non siamo uniti a Cristo, nessuna delle cose che facciamo ha in sé valore dal punto di vista soprannaturale. Staccati da Cristo siamo rami secchi; vivendo in stato di peccato mortale siamo come anime morte e tutto quello che facciamo (anche il bene) non ha valore per la vita eterna. La teologia, a questo riguardo, si rifà al Vangelo (Gv 15-5,6):

Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.      

Il tralcio secco che non produce frutti per la vita eterna è il segno dell’anima morta a causa del peccato mortale. Il peccato mortale è quel peccato che stacca l’anima da Cristo, la rende morta, ne fa un tralcio secco e quindi non produce frutti di vita eterna. Di qui l’importanza della prospettiva della vita eterna: una volta conservata la grazia battesimale dobbiamo impegnarci a conservarla perché è così che siamo tralci vivi, membra vive del corpo mistico. Ne consegue che, in stato di grazia, ogni cosa che viene fatta nella vita terrena ha un frutto per la vita eterna. Chi è in grazia di Dio si santifica in tutto ciò fa, che dice e che pensa in quanto è la luce della Verità che lo illumina, è la vita divina che lo vivifica ed è la forza di Dio che lo sostiene.

Purtroppo, specialmente oggi, è facile perdere la grazia battesimale grazie alla quale diventiamo figli di Dio, membri della Chiesa, tempio dello Spirito Santo. Man mano che cresciamo, cresce la consapevolezza dei nostri doveri, dei nostri impegni e dei nostri rapporti con Dio. Crescendo, consapevolmente prendiamo la via del male, ci rendiamo conto di che cosa significa peccare, tradire Cristo, non osservare i Comandamenti; in questo modo veniamo separati da Cristo.

Allontanandoci da Cristo diventiamo come fiori che appassiscono e muoiono. Così accade per noi, quando ci incamminiamo sulla via del mondo perdiamo lo stato di grazia perchè intraprendiamo uno stile di vita che esclude la preghiera e l’osservanza dei Comandamenti, che elimina ogni tipo di rapporto con Dio, in cui i vizi prendono il sopravvento.

Separandoci da Cristo diventiamo anime che dormono il sonno della morte. Di qui la grande importanza del Sacramento della Confessione grazie al quale viene ridonato lo stato di grazia, se lo si vive anche come processo di conversione, di revisione di vita e di impegno di una vita nuova.

Chi muore in uno stato di peccato, rimane eternamente separato da Dio.    
Chi muore in stato di grazia, rimane eternamente attaccato a Dio.

La conversione è un’opera della grazia (unita alla nostra volontà) grazie alla quale prendiamo coscienza dello stato di peccato, prendiamo consapevolezza della Divina Misericordia, decidiamo di lasciare lo stato di peccato e di lavarci nelle acque purificatrici della Divina Misericordia e così, con l’assoluzione del sacerdote, riacquisiamo la grazia dell’innocenza battesimale. Grazie al Sacramento della Confessione torniamo ad essere tralci vivi che producono frutti per la vita eterna.

Arrivare a uno stato di grazia permanente non è cosa facile, specialmente per chi è un po’ debole e cede agli sbandamenti che talvolta si consolidano e portano a procedere tutta la vita sulla via larga della perdizione. Per moltissime persone ritornare in grazia di Dio è veramente la svolta della vita. La Madonna ha detto che l’umanità si è allontanata da Dio, ha rifiutato la fede e la Croce, il peccato sovrabbonda. Oggi, la chiamata alla conversione implica una risposta faticosa, dolorosa e generosa perché si tratta di cambiare vita, di recidere i legami del male, di tagliare la testa ai vizi e tenerli a bada. Decidere la conversione è sicuramente il frutto di un cammino che bisogna perseguire continuamente. Il combattimento spirituale interiore è continuo, è costante.

Per stabilizzarsi in grazia di Dio ci vuole tempo, ci vuole esercizio continuo, preghiera incessante e rinuncia costante.

È importante non scoraggiarsi perché la conversione, dopo, esige una stabilizzazione dello stato di grazia, cioè una capacità della buona volontà aiutata dalla grazia di dire no alle sollecitazioni del demonio e del mondo.

Anche quando ci si è stabiliti in grazia non si è lontano dai pericoli, non si è inattaccabili. Bisogna vigilare e pregare continuamente per non cadere in tentazione. Tutto questo processo di conversione e di ritorno alla grazia di Dio è possibile; certamente è un percorso doloroso ma allo stesso tempo è anche gioioso. Una volta ritornati a Dio è importante mantenere saldo questo legame, far in modo di non tornare indietro, lavorare interiormente perché sia indissolubile.

Quando ci si stabilisce in grazia la vita diventa più bella perché ci si sente più liberi interiormente, più gioiosi perché si gode di un pezzetto di Paradiso già sulla Terra. Proprio queste anime, però, sono quelle a cui satana punta di più perché è insaziabile la sua bramosia di sottrarre quante più anime a Dio. È importante allora la vigilanza continua, il combattimento spirituale interiore, la preghiera incessante che ci fortifica nella fede e alle rinunce che rinforzano la nostra volontà.

Il tempo dei Segreti non è lontano, dobbiamo allora entrarvi non solo in grazia di Dio ma consolidati nella grazia di Dio. La vera tentazione della fede sarà la seduzione, non facciamoci trovare impreparati e deboli. È adesso il tempo della fortificazione della fede e della santificazione della vita!

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla preghiera insistente

Cari amici,

la preghiera di domanda è una forma di preghiera che noi facciamo quando ci sta a cuore qualcosa, quando desideriamo ricevere una grazia. Se questa non ci viene concessa ci domandiamo se è meglio insistere nella richiesta oppure se è meglio lasciar perdere e non insistere.

La preghiera insistente viene lodata dal Vangelo. Gesù esorta alla preghiera dicendo: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto». Già da queste parole capiamo che Dio gradisce una certa insistenza nella preghiera. Gesù racconta una Parabola proprio per spiegare l’importanza dell’insistenza della preghiera (Lc 11, 5-13)          
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: «Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli», e se quello dall’interno gli risponde: «Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani», vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!»

Dobbiamo chiederci per quale motivo il Signora ha una sua strategia nel concedere le grazie, nel rispondere alle nostre richieste. A volte il Signore ci ascolta subito, a volte ci fa aspettare un po’, a volte ci fa aspettare tanto.

Anche la Madonna, in un certo senso, ha fatto capire a Bernadette quanto sia gradita l’insistenza della preghiera perché, dietro la sollecitazione del suo parroco, la bambina chiese alla Madonna il Suo nome che a sua volta sorrideva e non rispondeva. Il 25 marzo (penultima apparizione a Lourdes) Bernadette chiese ancora una volta il nome alla Madonna che, con un gesto di profondissima umiltà, si è inchinata, ha alzato gli occhi al Cielo e ha detto: «Io sono l’Immacolata Concezione».

Molte volte la necessità di insistere nella preghiera non è segno che Dio non ascolta, ma significa che Dio vuole dare una grazia sovrabbondante, speciale. Vuol dire che Dio gradisce l’insistenza della preghiera.

A volte Dio concede le grazie ancora prima che le chiediamo, così la preghiera diventa di ringraziamento. A volte però Dio ci fa aspettare perché in questo modo preghiamo. Se Dio ci ascoltasse subito noi smetteremmo di pregare. Se Dio non ci ascolta subito continuiamo a pregare perché Dio ha bisogno delle preghiere.

La Regina della pace lo ha detto molte volte, in particolare nel messaggio che ha dato a Ivanka il 25 giugno 2023: «Figlioli, ho bisogno della vostra preghiera. Pregate, pregate, pregate!» L’esortazione alla preghiera c’è anche nel messaggio del 25 luglio 2023, la Madonna ci ha esortato a offrire le nostre preghiere per coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio.

La preghiera è la condizione perché Dio ci conceda le grazie. Pregando ci mettiamo nella condizione esistenziale della Verità. Pregando dimostriamo di essere creature, di essere dipendenti da Dio, di essere suoi figli, di aver bisogno di Lui, delle sue grazie, del suo amore, della sua Provvidenza, del suo perdono.

La dimensione della preghiera, secondo anche la volontà della Madonna che in questo riflette il Vangelo, deve essere quella di una preghiera incessante. Dobbiamo essere incessantemente nella condizione esistenziale di figli, di creature che sanno di dipendere da Dio, che sanno di avere bisogno di Dio, che sanno che senza Dio non possono fare nulla, che sanno che ricorrendo a Dio possono ottenere tutte le grazie necessarie. Quante volte la Madonna ci ha detto che con la preghiera e il digiuno possiamo fermare le guerre per quanto violente essere siano.

La Madonna vuole la preghiera incessante, insistente. In quel “pregate, pregate, pregate” c’è proprio l’obiettivo di arrivare a una preghiera insistente. Quando la Regina della pace ha preannunciato il tempo delle prove nel quale siamo entrati (messaggio del 25 luglio 2019) ha concluso il messaggio dicendo: «ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte».

Accogliamo l’invito della Madonna, preghiamo incessantemente. La preghiera insistente è gradita a Dio.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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UNO SGUARDO DI FEDE SULL’ATTUALITA’

Pensiero Spirituale sulla guerra degli uomini contro Dio

Cari amici,

la Madonna è molto preoccupata per la guerra degli uomini contro Dio. Da qui i suoi ammonimenti a guardarci dalle seduzioni del maligno, a seguire Gesù sul Calvario. Da qui le esortazioni a ritornare a Dio e alla preghiera. La guerra degli uomini fra di loro è una conseguenza della guerra contro Dio.

Satana ha scardinato i cuori con l’odio. Dio è ignorato, perseguitato e colpito in coloro che lo testimoniano e lo seguono. Siamo entrati nel tempo delle prove, è evidente, soprattutto a livello sociale perché tanti problemi affliggono l’umanità. L’avvicinarsi al tempo delle prove lo vediamo soprattutto dal punto di vista esistenziale. C’è stato un capovolgimento in questi anni, dalla visione ottimistica del futuro siamo passati a una prospettiva pessimistica, triste, cupa perché il diavolo è riuscito a infondere nei cuori la paura.

Ci siamo persi, siamo allo sbando, vaghiamo qua e là. Non c’è più obiettivo umano se non quello della sopravvivenza. Sotto il profilo esistenziale siamo angosciati, agitati, confusi. La Madonna ci ha descritto la nostra situazione esistenziale: siamo persi, siamo ostili a Dio, abbiamo deciso per la morte.

Dentro di noi c’è il segno del tempo dell’Apocalisse che stiamo vivendo. Per chi ha la fede questo è un tempo di speranza, per chi non ha la fede è un tempo di angoscia e di disperazione. Metabolizzare spiritualmente il capovolgimento di prospettive che c’è stato non è certamente facile. Ci vuole molta preghiera, fiducia, fede, speranza, affidamento.

Nel messaggio del 25 luglio 2023 emerge con chiarezza la vera preoccupazione della Madonna. La Regina della pace è certamente preoccupata per la guerra ed è molto preoccupata della guerra che stiamo facendo a Dio perchè è la radice di ogni male. L’angelo ribelle per primo, all’inizio dei tempi, ha dichiarato guerra a Dio e successivamente l’umanità è stata coinvolta ed è stata trascinata sull’orlo della rovina. La guerra contro Dio diventa la guerra degli uomini fra di loro.

“Cari figli! In questo tempo di grazia in cui l’Altissimo mi ha inviato a voi per amarvi e guidarvi sulla via della conversione, offrite le vostre preghiere e i vostri sacrifici per tutti coloro che sono lontani e non hanno conosciuto l’amore di Dio. Voi, figlioli, siate testimoni d’amore e di pace per tutti i cuori inquieti.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”

In questo messaggio la Regina della pace dice che l’Altissimo l’ha inviata perché ci siamo persi. Dio l’ha incaricata di guidarci sulla via della conversione. La Madonna è preoccupata perché abbiamo rifiutato Dio e scelto di seguire satana, ecco perché dobbiamo convertirci, dobbiamo spezzare le catene del peccato con le quali satana ci porta all’inferna, dobbiamo decidere di tronare a Dio. La Madonna sta a cuore in primo luogo la nostra conversione, Lei è veramente preoccupata per le anime che si perdono.

Se da una parte molte persone perdono la fede ancora e abbracciano la visione secolare intramondana della vita, tante altre persone si convertono. A colpo d’occhio, però, vediamo che la via della perdizione è davvero affollata, tant’è vero che la Madonna è arrivata a dire che “l’umanità ha deciso per la morte” (25 ottobre 2022) e che “l’uomo moderno non vuole Dio. Perciò l’umanità va verso la perdizione” (25 gennaio 2023).

Stiamo andando verso il tempo dei Segreti e gran parte dell’umanità entrerà nel tempo delle prove senza fede. Siamo di fronte a un’umanità che ha rifiutato Dio, la Madonna è qui per la conversione delle anime.

La Madonna è afflitta dalla guerra dell’umanità contro Dio che in questi tempi è arrivata addirittura a rifiutare la pace che Cristo stesso, con l’Incarnazione e la morte in Croce, ha stipulato fra l’uomo e Dio. L’umanità ha rifiutato la Salvezza cristiana ed è passata dalla parte del diavolo.

Dio ha mandato Maria sulla Terra perché, con amore materno, ci guidasse sulla via della conversione. Questo piano prevede che tutto questo tempo di chiamata alla conversione serva affinché almeno una parte dell’umanità risponda e sia da luce per coloro che camminano nelle tenebre, siano punti di riferimento, siano indicatori della rotta da seguire nelle tempeste dello sbandamento.

I messaggi della Regina della pace esprimono la grande preoccupazione della Madonna: le anime che dormono il sonno della morte. La Madonna è preoccupata per le tante anime che dormono il sonno della morte. Questo numero aumenta di giorno in giorno e rischiano di essere travolte.

Dobbiamo, allora, rispondere alla chiamata per aiutare la Madonna a realizzare il suo piano di salvezza.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

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