
Autore: Padre Livio Pagina 19 di 155
Pensiero Spirituale sul peccato originale

Cari amici,
il peccato originale è operante nella Storia. In qualche modo, l’umanità si sta rivivendo il peccato originale per analogia, ovviamente. Così come i nostri progenitori, creati da Dio ed elevati in grazia, hanno presunto sotto l’influsso del demonio di essere come Dio, autonomi da Lui e mettersi al Suo posto, allo stesso modo gli uomini oggi rifiutano Dio e vogliono liberarsi di Lui.
L’umanità è nell’ambito della divina amicizia, come lo erano i nostri progenitori all’inizio della Storia umana; tuttavia, si sta commettendo quel medesimo peccato, ancora una volta sotto l’influsso del demonio. La presunzione è quella di vivere senza Dio e di mettersi al Suo posto.
La Regina della pace ha denunciato questa deriva dei Paesi di antica cristianità ancor prima che fosse evidente. È in atto una vera e propria apostasia della fede: si abbandona la fede cattolica e si abbraccia un credo ateo e materialistico. La gente preferisce aderire alla “religione dell’uomo”, preferendola a quella che ci lega a Dio.
L’uomo vuole legarsi a se stesso e mettersi sul trono di Dio. Quello che è accaduto ai nostri progenitori, inevitabilmente sta accadendo anche all’umanità di oggi.
I nostri progenitori non sono usciti dal Paradiso Terrestre come Dio, ma declassati e privati di tutti quei dono di cui Dio li aveva ricolmati. Dio, infatti, aveva creato Adamo ed Eva in una condizione di grande superiorità rispetto a tutto l’universo e al mondo animale, in quanto ha infuso nel corpo umano la Sua anima spirituale e immortale (il soffio divino). Inoltre, Dio ha elevato in grazia l’uomo donandogli la divina amicizia, elevandolo al grado di “figlio”.
Dio ha dato all’uomo doni straordinari: l’immortalità con cui sarebbero passati dalla Terra al Cielo senza passare per la morte; la sapienza per cui Adamo dà il nome a tutti gli animali ed è stato reso partecipe del piano divino della Creazione; l’integrità, con cui avevano il pieno dominio di sé; la scienza, ovvero la conoscenza di tutte le cose naturali.
Avendo presunto di essere come Dio e avendo ritenuto appetibile la proposta del serpente, hanno dato ascolto al suo sibilo e lui non ha esitato a lanciare il suo dardo infuocato insinuando la tentazione di ribellarsi a Dio e di voler essere come Lui. Il diavolo ha spinto i progenitori a venire fuori dal limite della loro creaturalità e della divina figliolanza, per cui hanno preteso di essere Dio. Il peccato delle origini è il più grande peccato che sia stato commesso, più grave anche dell’uccisione di Gesù Cristo. Chi ha crocifisso Gesù lo ha fatto certamente con tutta la cattiveria introiettata dal demonio, ma feriti dal peccato originale. I progenitori, invece, erano stati creati nella pienezza della grazia, la loro è stata una decisione presa in piena avvertenza e deliberato consenso, senza attenuanti. Il peccato originale li ha detronizzati.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 397 dice:
L’uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio. In ciò è consistito il primo peccato dell’uomo. In seguito, ogni peccato sarà una disobbedienza a Dio e una mancanza di fiducia nella sua bontà.
Prosegue al numero 398:
Con questo peccato, l’uomo ha preferito se stesso a Dio, e, perciò, ha disprezzato Dio: ha fatto la scelta di se stesso contro Dio, contro le esigenze della propria condizione di creatura e conseguentemente contro il suo proprio bene. Costituito in uno stato di santità, l’uomo era destinato ad essere pienamente «divinizzato» da Dio nella gloria. Sedotto dal diavolo, ha voluto diventare «come Dio» (Gn 3,5), ma «senza Dio e anteponendosi a Dio, non secondo Dio».
Per meglio comprendere l’abbruttimento dell’essere umano, il suo tracollo morale avvenuto dopo il peccato originale, vi invito a contemplare la bellezza e la suggestività di due straordinari affreschi presenti nella cappella Brancacci a Firenze. Masolino e Masaccio hanno riprodotto due magnifiche istantanee dei progenitori rispettivamente prima e dopo il peccato originale. Come si può ben vedere nell’affresco del Masolino, Adamo ed Eva appaiono rivestiti di tutti i doni con cui sono stati creati, sono luminosi, eleganti, puri, eterni e celesti.
Nella Cacciata di Adamo ed Eva, il Masaccio dipinge nei volti e nei corpi dei progenitori il dolore, la sofferenza e la morte, condizione esistenziale che l’umanità eredita da sempre alla nascita. L’uomo e la donna, caduti nella disperazione, provano anche vergogna: Adamo ha le mani sugli occhi e piange, Eva grida e copre le nudità.
L’allontanamento da Dio e la presunzione di essere come Lui ha generato un veleno che ha contaminato tutta l’umanità e oggi si sta tornando a commettere il peccato originale stesso. «L’uomo moderno non vuole Dio» ha detto la Regina della pace nel messaggio del 25 gennaio 2023. Basta guardarsi intorno per capire quanto abbia ragione.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”
Pensiero Spirituale sulla centralità dell’uomo nella Creazione

Cari amici,
la Parola di Dio include la Creazione in uno schema liturgico di sei giorni più uno di riposo. Il settimo giorno Dio riposò, quindi gli uomini devono dedicare il settimo giorno a Dio. Sotto il profilo della Storia umana, il settimo giorno corrisponde allo sbocco nell’eternità. Non bisogna sottovalutare il fatto che tutta la Creazione è in vista dell’uomo.
La Creazione è orientata all’uomo e l’uomo stesso è orientato a Cristo, cioè all’Incarnazione. L’uomo, infatti, viene creato nel sesto giorno e lo stesso Adamo è ritenuto dai Padri della Chiesa una figura di Cristo. San Paolo nella Lettera agli Efesini spiega che tutte le cose sono state create per mezzo del Verbo e in vista del Verbo.
Nel contesto della Creazione divina l’uomo ha un ruolo preminente, è evidente. La centralità dell’uomo nella Creazione è indiscutibile. L’uomo è il vertice della Creazione, a sua volta questo vertice della Creazione è per l’Incarnazione cioè per l’elevazione alla partecipazione della natura divina. Alla fine, tutto il piano di Dio converge a questo: a far sì che Cristo ricapitoli in sé tutta la Creazione, noi con Lui e veniamo resi partecipi della natura divina, veniamo introdotti nello scambio eterno d’Amore delle tre Persone divine.
Cristo si è incarnato e ha assunto una natura umana, l’ha legata a sé indissolubilmente.
È bene ribadire questo concetto di centralità dell’uomo nella Creazione perché nel mondo d’oggi l’uomo viene spesso accostato ad altre forme di vita, più o meno intelligenti, più o meno artificiali. Ma l’essere umano è unico, Dio lo ha messo al centro della Creazione!
Una delle cose più serie che abbiamo ereditato dalla Filosofia è la distinzione fra un oggetto e un soggetto. L’oggetto è una cosa, il soggetto è un “io”. L’uomo è a due dimensioni, ha una componente spirituale che non è riducibile alla materia. L’anima spirituale immortale non è materia, si è incarnata nella materia, agisce per mezzo della materia ma alla fine, quando la materia si decompone, l’anima spirituale immortale sussiste da sola. La morte è il distacco dell’anima dal corpo. L’anima sussiste senza il corpo e nella luce di Dio sa quale sarà il suo destino eterno.
Dopo aver creato il mondo (la luce, le tenebre, la terraferma, gli oceani, i mari, le bestie, ecc), Dio crea l’uomo prendendo della polvere dal suolo. Questo significa che il corpo dell’uomo fa parte della “stoffa” dell’universo, che è materiale. Il corpo dell’uomo, allora, è una cosa. Dio infonde il suo soffio divino che è spirituale, significa che è cosciente, ha consapevolezza di sé, è dotato di un’intelligenza che va oltre la materia, tant’è che l’uomo – andando oltre l’universo – si domanda chi lo ha fatto.
L’uomo con la sua intelligenza ascende fino al Creatore, lo adora, lo prega, parla con Lui. Nemmeno l’animale più sviluppato fa questo!
L’antropologia cristiana, allora, è fondamentale per un cristiano. Innanzitutto, perché lo scopo fondamentale della vita è salvare la propria anima. L’anima opera attraverso il corpo, ma conserva la sua alterità rispetto al corpo e conserva le sue attività che sono di carattere spirituale e cioè l’intelligenza che opera oltre le cose visibili, oltre le cose materiali. Attraverso l’intelligenza l’uomo arriva alla conoscenza della Verità. L’anima umana ha una moralità, ha una percezione netta fra bene e male. È una libertà per cui l’uomo può decidere anche contro il suo istinto, lottando contro le sue tendenze psicofisiche.
Questi fondamenti dell’antropologia cristiana devono essere tenuti saldi rispetto alla concezione dell’uomo propria dell’evoluzionismo ateo materialista secondo cui l’uomo sarebbe il risultato dell’evoluzione della materia.
La concezione dell’uomo che oggi viene propagandata è una presunzione scientifica infondata: l’uomo non è il suo corpo! Abbiamo un’anima spirituale immortale unica e irripetibile, di natura, appunto spirituale e di origine divina!
È grazie all’anima spirituale immortale, creata a immagine divina, che l’uomo è capace di parlare con Dio.
L’uomo è capace di Dio, significa che l’anima spirituale immortale rende possibile l’incarnazione del Verbo.
Anche un embrione ha in sé l’anima spirituale immortale. Chiediamoci allora: chi è l’uomo?
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”

