
di Marco Imarisio – Corriere della sera – 31 Maggio 2024
I falchi: «Da Putin l’ultimatum all’Occidente». Ma nel 2014 le linee guida del governo invitavano i media a non disegnare scenari apocalittici. La Terza Guerra Mondiale è già arrivata. Sulle prime pagine dei giornali e nei titoli dei notiziari televisivi russi, per il momento. Anche solo così è una notizia. Perché l’uso di quelle parole, e la loro evocazione, era stato caldamente sconsigliato dal Cremlino fin dai tempi della prima invasione dell’Ucraina e dell’annessione della Crimea.
Nel 2014, mentre cresceva l’attrito con l’Occidente, le linee guida preparate dal governo invitavano i media a non disegnare scenari apocalittici, secondo quanto rivelò Novaya Gazeta, che da tempo non è più consultabile né disponibile in madre patria.
Invece ieri mattina i lettori del Moskovsky Komsomolets si sono svegliati, e sotto il titolo «Il quieto ultimatum di Putin all’Occidente» hanno scoperto che ci siamo ormai vicini. «Il mondo forse non se n’è accorto» scrive Mikhail Rostovskij, editorialista caro al presidente russo. «Ma la discussione su una Terza guerra potenzialmente possibile in un prossimo futuro, è passata agli aspetti pratici. La recente replica di Putin alla domanda sulla volontà della Nato di permettere a Kiev l’uso di armi occidentali all’interno del territorio russo, non è stata sensazionalistica, ma legata a formulazioni solo in apparenza troppo tecniche. Dietro alla rassegna dei dettagli, si cela invece un ultimatum assolutamente inequivocabile».
Noi siamo pronti, è questa la chiave di lettura che il Cremlino veicola all’interno di una Russia che si sente sempre più in missione, sola contro tutti. «Durante la crisi di Cuba», continua Rostovskij, «c’erano solo due giocatori chiave: l’Urss di Krusciov e gli Usa di Kennedy. Gli altri svolgevano il ruolo di spettatori. Ora dalla parte dell’Occidente c’è invece una vera e propria folla. Washington è ancora il capo, non ci sono dubbi, ma ci sono altri «capi» che si fanno avanti.
A quale livello di provocazione reagiremo nella maniera alla quale Putin ha alluso? E dove sta andando il mondo, considerato ad esempio, il cambio della retorica di Trump, che non è più «amico della Russia» e avrebbe «bombardato Mosca in caso dell’ingresso delle truppe russe in Ucraina? Non siamo arrivati al punto di non ritorno e, spero che non ci arriveremo. Ma spero anche che in Occidente diano bene ascolto a Vladimir Vladimirovich, e non pensino che egli stia bluffando». Mosca guarda con una certa preoccupazione a quel che i «nemici» stanno per decidere, perché da una settimana ovunque non si parla d’altro. Al tempo stesso ci tiene a mostrare il petto in fuori, alimentando timori sulla possibile escalation occidentale, ma facendo anche sapere ai propri