Pensiero Spirituale sulla figura del Papa emerito Benedetto XVI

Cari amici,
pochi giorni fa Benedetto XVI è tornato alla casa del Padre lasciando dietro di sé una scia di luce, di santità e di grazia. Difatti, gli ultimi anni trascorsi nella preghiera e nel silenzio sono stati anni di grande intensità di comunione con Dio e la gente lo ha percepito. La sua pienezza di grazia e la sua bontà non sono passati inosservati, nonostante fosse lontano dagli occhi del mondo, nel raccoglimento della preghiera discreta e silenziosa.
Quello che mi ha molto colpito di questo grande uomo di Chiesa è stata la perseveranza nella fede che ha portato avanti in maniera inscalfibile fino al termine della sua vita. Conservare le fede è importantissimo, lo ha dimostrato Ratzinger in modo esemplare pronunciando con fede le ultime parole: «Signore ti amo», assicurandosi la salvezza eterna.
La vita eterna è proprio l’incontro con Cristo e questo è ovviamente il frutto della perseveranza nella fede.
Benedetto XVI è entrato nell’agone internazionale con la sua nomina nel 2005 come Sommo Pontefice, fino al 2013. Ha continuato la sua presenza, sia pure di Papa emerito, dando un grande esempio di testimonianza della fede.
Nel mondo moderno la dissoluzione della fede ha preso un’accelerazione incontenibile proprio nel nuovo millennio, quando la Madonna ha detto: «satana è libero dalle catene». Nei messaggi di questi ultimi vent’anni la Regina della pace ha fatto un’analisi molto addolorata di quello che è accaduto, cioè che l’uomo ha messo se stesso al posto di Dio, che ci siamo persi, che abbiamo rifiutato la fede e la Croce, che siamo diventati pagani. Inoltre, la Madonna ci ha detto che il mondo senza Dio non ha futuro né vita eterna.
La dissoluzione della fede ha certamente radici molto lontane nel tempo, da ormai tre secoli le classi colte europee hanno iniziato a colpire nei fianchi la nostra fede per demolirla, ma sono senza dubbio gli ultimi vent’anni ad aver dato il colpo di grazia: chiese vuote, calo vertiginoso delle vocazioni, gruppi di preghiera sempre meno numerosi, diminuzione dei Sacramenti, specialmente matrimoni e battesimi. Addirittura, la fede, negli ultimi anni, è disprezzata e viene considerata una forma di pensiero infantile di cui liberarsi per diventare “adulti”, ovvero pagani che adorano se stessi.
Benedetto XVI ha assistito da Papa, e poi da testimone accanto a Francesco, a questo processo repentino di dissoluzione della fede. Anche dopo la rinuncia, è sempre stato presente nel silenzio e nella preghiera, ma sempre informato e aggiornato.
L’attacco di satana alla Chiesa ha avuto come risposta la perseveranza nella fede di questo grande uomo, esempio per tutti noi cristiani, segno importantissimo di testimonianza.
Da lui dobbiamo imparare proprio ad essere saldi e forti nella fede, specialmente adesso che il Cristianesimo è in pericolo. In un mondo che con tutte le sue forze vuole distruggere la fede, noi cristiani dobbiamo prendere ispirazione da Benedetto XVI che, fino all’ultimo istante, ha amato Cristo e la Chiesa ed è rimasto un fedele testimone del Cristianesimo.
Anche noi, come lui, dobbiamo essere fedeli a Cristo fino alla fine. Che i suoi ultimi istanti siano un’ispirazione per tutti noi, nel momento della morte sulle nostre labbra scaturiscano le sue stesse parole d’amore per Dio: «Signore ti amo».
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”