Pensiero Spirituale sull’esortazione della Regina della pace a essere il riflesso di Gesù 

Cari amici,

nel messaggio del 25 dicembre 2022 la Madonna ci ha esortato a essere il riflesso di Gesù. È un progetto di vita spirituale molto affascinante dal punto di vista esistenziale. L’itinerario cristiano viene presentato come una imitazione di Cristo. Questa parola (imitazione) ci fa quasi pensare che Cristo sia fuori di noi e dobbiamo imitarlo nella santità, nella bontà e in tutte le Sue virtù, come si fa con i Santi che la Chiesa stessa ci indica da imitare.

La Madonna usa una metodologia più esistenziale, più vera, più evangelica. Gesù stesso ha detto: «Io sono nel Padre e il Padre è in me» (Gv 14) e ci prospetta una inabitazione reciproca Lui in noi e noi in Lui, così come Lui è nel Padre e il Padre è in Lui. Si passa dallo sguardo esteriore a una presenza interiore, che è la presenza di Dio in noi.

Questa è un’impostazione molto più adeguata al mistero che noi siamo perché noi siamo stati creati con un’anima spirituale e immortale capace di Dio. La nostra anima non solo è capace di conoscerlo e amarlo, ma è capace di accoglierne la presenza. Una volta la Regina della pace ha specificato questo concetto dicendo proprio che Dio si è riservato per sé un posto nella nostra anima. Di fatto, grazie al Battesimo e alla vita di grazia, diventiamo noi stessi tempio della Santissima Trinità. Nel mistero della fede siamo già partecipi della vita trinitaria, è l’anticipo di quella che sarà la nostra condizione esistenziale in Cielo, che è quella di essere in Gesù Cristo partecipi dell’Amore trinitario.

Nel Messaggio di Natale la Madonna ci invita a essere il riflesso di Gesù, il riflesso della Sua pace, della Sua serenità, della Sua luce​

Oggi vi porto mio Figlio Gesù perché siate la Sua pace e il riflesso della serenità e gioia del Cielo

È l’itinerario della vita spirituale, è il progetto di vita cristiana. Noi dobbiamo essere i portatori di Gesù, della Sua parola, della Sua luce, della Sua pace, della Sua gioia, del Suo messaggio di salvezza.

La Madonna più volte ha constatato che guardandoci vede i nostri cuori sporchi, vede che siamo in una situazione di peccato. Il presupposto per essere abitati da Dio è l’osservanza dei Suoi Comandamenti, ovviamente. È fondamentale essere in grazia di Dio, i peccati gravi devono essere confessati, bisogna pentirsene e fare il proposito di non peccare più. Con l’assoluzione i peccati vengono rimessi.

Rischia di essere come una casa costruita sulla sabbia, quel tipo di spiritualità fatta magari di devozioni e preghiere ma con una situazione di peccato grave. Basta un solo vero peccato mortale di cui non ci pentiamo per essere condannati all’inferno, lo dice il Catechismo della Chiesa Cattolica.

Per essere abitati da Dio bisogna essere in grazia di Dio pentendosi e confessando i peccati mortali. È il primo passo imprescindibile! I peccati veniali, le imperfezioni, non compromettono la divina presenza anche se certamente la offuscano.

Per far sì che Gesù sia veramente radicato in noi, sono necessari altri passi. Per rendere concreto il nostro cammino quotidiano nel quale impegnarci in qualcosa di meraviglioso, ovvero far sì che Gesù irradi dalla nostra persona il Suo splendore, la Sua bontà, la Sua forza, il Suo coraggio, la Sua umiltà, la Sua misericordia, ci vuole innanzitutto la consuetudine della preghiera. Nella preghiera stiamo con Gesù, parliamo con Lui, ci apriamo a Lui. Ma non basta, bisogna avere una specie di programma quotidiano.

Chiediamo nella preghiera di far sì che i nostri pensieri siano i pensieri di Gesù. Quante cose pensiamo durante la giornata, quanti giudizi scaturiscono dalle nostre menti! Dobbiamo chiedere a Gesù che i nostri pensieri siano i Suoi. Chiediamo a Gesù di avere dentro di noi lo splendore della Sua Verità affinché anche i sentimenti generati dai pensieri siano i pensieri di Gesù. Che i nostri pensieri siano di verità, i nostri sentimenti siano di bontà, di misericordia, di compassione, di amore! Se i nostri pensieri e i nostri sentimenti sono quelli di Gesù, allo stesso modo siano le nostre parole.

Gesù, che i miei pensieri siano i tuoi pensieri
che i miei sentimenti siano i tuoi sentimenti
che le tue parole siano le mie parole

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”