Pensiero Spirituale sul cammino verso il Natale. Dodicesima tappa: persevera nel cammino

Cari amici,

la Confessione è un evento di grazia e allo stesso tempo un evento di gioia. Dopo la Confessione ci si sente leggeri, perdonati, si fa l’esperienza di se stessi come creature nuove, si aprono orizzonti diversi perché entriamo nella luce di Dio. La vita stessa diventa un cammino verso l’eternità, verso la gioia del Paradiso.

Dopo la Confessione cambiano tutte le prospettive e anche i rapporti umani cambiano perchè è chiaro che si lascia da parte il mondo vecchio e si creano nuove relazioni con quelli che condividono la fede e il cammino di santità e di salvezza.

Ovviamente non è una fraternità chiusa in se stessa, ma si apre a tutti quelli che desiderano farne parte. L’umanità è stata creata proprio perché diventi la famiglia di Dio alla quale tutti sono invitati.

Il cammino di Conversione dura sicuramente tutta la vita ma i maestri di Spirito amano suddividerla in tre tappe. La prima è quella mediante la quale entriamo nell’ambito della salvezza attraverso la fede; la seconda è la tappa della purificazione dalle scorie del male e dell’estirpazione delle radici dei vizi con umiltà e pazienza; la terza tappa è la perseveranza.

Ogni giorno inizia il cammino spirituale, bisogna darsi da fare e impegnarsi. Potremmo definirlo “allenamento spirituale”, così come gli atleti si sottopongono ogni giorno a duri allenamenti per poter perseguire un obiettivo di vittoria, allo stesso modo dobbiamo fare noi: umili, pazienti e perseveranti dobbiamo impegnarci nel cammino spirituale.

Chi non ha già gustato questa situazione, di fronte alla prospettiva di dover lottare tutta la vita per conservarsi in grazia e in amicizia con Dio, si spaventa.

Man mano che si procede, il cammino spirituale è sempre più erto e in salita ma quando si intravede la vetta ci si sente più motivati e leggeri.

Il mio augurio è quello che Gesù Bambino trovi nei vostri cuori una degna mangiatoia per accogliere il i Suoi Santi doni: la pace e la gioia del Natale.

Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”