APOSTOLI DI MARIA

22.  Le anime deboli che cedono ai compromessi

Nei confronti di Gesù satana ha manifestato la sua natura di “padre della menzogna” e di “omicida fin dal principio” e ha scoperto le due armi di cui si serve per conquistare le anime: la tentazione e la persecuzione.

Quello che è accaduto a Gesù accade anche alla Chiesa nel corso del suo pellegrinaggio terreno. Anch’essa nel suo insieme e in ognuno dei suoi membri è chiamata a combattete contro il demonio, che l’attacca senza sosta con le insidie della seduzione e la violenza della persecuzione.

La Chiesa è il prolungamento di Cristo nella storia ed è chiamata a rivivere la totalità del suo mistero. La lotta contro il demonio è permessa da Dio perché la grazia della redenzione divenga anche un merito da conquistare, dimostrando così la saldezza della fede e il fervore dell’amore.

 Tuttavia, l’esperienza  insegna che solo un piccolo gregge è capace di resistere e di seguire Gesù fino in cima al Calvario. Saranno queste pecorelle fedeli lo strumento con cui la Madonna  vincerà la sua battaglia, umiliando la protervia dell’angelo ribelle.

Al contrario, quelli che cedono alla seduzione del mondo sono una moltitudine e questo è quanto  abbiamo sotto gli occhi oggi, nel momento in cui satana, sciolto dalle catene, estende sul mondo la tenebra della menzogna e della morte.

La Gospa ha espresso il suo dispiacere di madre per quelli che, dopo tanti anni della sua presenza, neppure la prendono in considerazione.

Ma ancora più si è mostrata addolorata per quelli che apparentemente sono i suoi seguaci, perché accorrono alle sue apparizioni tenendo in mano la corna del rosario, ma hanno il cuore inquinato dal peccato.

 Questa è una delle tentazioni più sottili con la quale il principe di questo mondo indebolisce la Chiesa e la rende incapace di resistere ai suoi assalti.

Si tratta di una forma di farisaismo che offre all’esterno una facciata di rispettabilità religiosa, mentre l’interno è pieno del sudiciume dei vizi e delle cattive intenzioni.

Papa Francesco ha esordito nel suo primo discorso ai Cardinali presenti nella Cappella Sistina, mettendo in guarda la Chiesa dal pericolo mortale della “mondanità spirituale”, con la quale il diavolo oscura la  luce di Cristo e rende insipido il sale del vangelo.

 Nella sua visita ad Assisi, nella stanza della spoliazione del Poverello, il Pontefice non ha esitato a mettere il dito su una piaga della Chiesa, che riguarda tutti senza eccezioni, l’Ordine sacerdotale e i laici:

“Qualcuno dirà: “Ma di che cosa deve spogliarsi la Chiesa?”. Deve spogliarsi oggi di un pericolo gravissimo, che minaccia ogni persona nella Chiesa, tutti: il pericolo della mondanità. Il cristiano non può convivere con lo spirito del mondo.

La mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio. E’ un idolo! E l’idolatria è il peccato più forte!”.

La mondanità spirituale, il tenere i piedi in due staffe, l’essere né caldi né freddi, è il veleno mortale che  si diffonde silenzioso mietendo vittime in tutti gli ambiti della Chiesa, ma in modo tale che le apparenze siano rassicuranti.

In realtà ciò che sembra vivo in realtà emana l’ odore della morte. La Gospa sa bene che questa situazione riguarda non solo la Chiesa in generale, ma anche una buona parte di chi ha risposto alla chiamata.

 Persino l’oasi di pace delle apparizioni, dove satana è in agguato per sviare i cuori verso le vanità del mondo e la superbia della vita.

Impressiona in questo senso quanto si dice al riguardo dei primi due segreti, che saranno due ammonimenti della Gospa rivolti agli abitanti di Medjugorje perché ritornino al fervore dei primi anni, quando i messaggi erano accolti e vissuti e la persecuzione da parte delle autorità comuniste era il pane quotidiano da masticare.

I tiepidi non sono nella condizione spirituale di affrontare una Via Crucis. Non hanno né il coraggio, né la forza, né la voglia.

Come gli apostoli nella notte del Giovedì santo, si spaventeranno e fuggiranno nell’illusione di avere salva la vita. La prospettiva del martirio li spaventa e finiranno per tradire la fede.

La Madonna lo ha ben constatato nella notte dell’impero delle tenebre, quando il Figlio è stato abbandonato, rinnegato e tradito.

 Per questo la Madre è infaticabile nell’esortare i suoi figli ad essere “saldi e decisi nella fede” e a non aver paura nel dare testimonianza, in modo tale da affrontare le prove rivestiti della fortezza di Dio.

Al contrario l’astuta serpe sa che la maggioranza silenziosa dei pavidi, debilitata dal virus della mondanità, è pronta ad abbandonare il campo nel momento della battaglia.

Non lascia nulla di impreparato perché nel momento cruciale del passaggio del  Mar Rosso il popolo dei carnali cerchi la salvezza guardando indietro invece di lanciarsi in avanti.

Non vi è dubbio che approderanno alla spiaggia del mondo nuovo della pace solo quelli che si sono preparati per tempo,  i “testimoni della fede”, gli “apostoli dell’amore”, “i portatori della pace”.

Il tempo dei segreti separerà  il  buon grano della paglia e  i  pesci buoni da quelli cattivi, donando alla Chiesa la  necessaria  purificazione per  il “tempi nuovi”.

Vostro Padre Livio