di Rinaldo Frignani- Corriere della Sera – 24 Ottobre 2926

Maxi-operazione della Digos. Il ministro Piantedosi: c’era sicuramente un coordinamento fra i protagonisti delle scorribande

Il colpo di scena è arrivato nel primo pomeriggio di ieri: a sorpresa il Movimento 17 ottobre, che catalizza la protesta anti-governo degli ultimi giorni, ha annunciato su Instagram di aver annullato tutte le convocazioni nelle piazze di otto città dove aveva organizzato presidi per oggi. E ha rilanciato: «Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto».

 Se la tensione era già alta in previsione di quello che potrebbe accadere questo fine settimana dopo la guerriglia dei «maranza» a Milano e in altre città del Nord, adesso chi punta a unirsi, se non a cavalcare, l’onda violenta e incontrollata lancia una sfida senza precedenti. «Alle 15.30 — affermano ancora dal “M1710” — comunicheremo la piazza finale, la piazza è nostra. Non ci hanno fermato con le leggi, non ci fermeranno con i blindati».

L’attenzione è massima e non solo in quelle otto città (Bologna, Milano, Torino, Roma, Firenze, Padova, Bari e Genova), ma anche in altri centri. Solo in due, a Roma e Torino, sono in programma cortei per i quali è stato dato un preavviso (tutti e due contro la guerra e il riarmo, nella Capitale anche contro la Nato, nel capoluogo piemontese fra gli organizzatori c’è Askatasuna), mentre altrove si temono soprattutto gli assembramenti di giovani nelle vie dello shopping e nei luoghi di aggregazione: la molla potrebbe scattare all’improvviso, anche solo con un tam tam social.

I controlli preventivi

A uno scenario preoccupante ha risposto ieri la polizia con una serie di perquisizioni e sequestri di armi e altro materiale effettuati dalla Digos nei confronti di un centinaio di persone, metà delle quali minorenni, coinvolte negli scontri e negli atti di vandalismo e saccheggio di sabato scorso a Milano. Gli agenti sono intervenuti in diciotto città (Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Como, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese e Verona) acquisendo smartphone e computer, insieme con armi da soft air e da taglio, coltelli, manganelli telescopici, tirapugni, mazze, sfollagente, aste di alluminio, una balestra, taniche di plastica piene di benzina, indumenti per il travisamento (passamontagna e scaldacollo).

Sono stati trovati anche alcuni capi d’abbigliamento rubati durante le irruzioni nelle attività commerciali. Allo stesso tempo ieri gli investigatori hanno proseguito gli accertamenti nei confronti di chi oggi potrebbe guidare nelle piazze eventuali gruppi di violenti.

Il ministro

Operazioni preventive fondamentali per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «Si è cominciato ad aprire, a squarciare il velo o più veli su questo fenomeno», sottolinea da Treviso. E su ipotetici «cattivi maestri» aggiunge: «Questo poi si vedrà, lo dirà pure l’autorità giudiziaria in qualche modo. C’era sicuramente un coordinamento tra i protagonisti di queste scorribande. Che sia una cosa che parte solo dal basso o che magari ci sia qualcuno che lo ordinava. Oppure più reti di dimensione nazionale».
Ma è il capo della polizia Vittorio Pisani, in un intervento su Sky Tg24, a cercare di calmare gli animi: «Non siamo la controparte dei manifestanti, non siamo la controparte dei cittadini. Anzi, siamo coloro che devono garantire l’esercizio delle libertà e dei diritti fondamentali», precisa.

Le misure di sicurezza

Per oggi Prefetture e Questure hanno messo a punto piani operativi per il presidio del territorio. Ci sono città dove il rischio che accada qualcosa viene ritenuto più alto. A Milano, ad esempio, dopo le scene di violenza di sette giorni fa, si teme una replica e per questo motivo sono stati mobilitati anche i 500 militari del 186° Reggimento Folgore che potranno anche avere compiti di ordine pubblico, in quanto addestrati a questo scopo negli scenari di missione all’estero, con i Lince da utilizzare come i blindati di polizia e carabinieri. Un’ipotesi tuttavia, perché gli ultimi a decidere sono i vertici della Questura. 

Saranno comunque migliaia gli operatori delle forze dell’ordine in strada oggi, con l’appoggio di elicotteri e droni per controllare gli spostamenti di gruppi di persone sospette. All’elenco degli eventi da monitorare anche il presidio nazionale di sindacati e associazioni davanti al Cpr di Castel Volturno, nel Casertano. Ma è soprattutto sui social e sulle piattaforme di messaggistica che si gioca la partita della prevenzione, specialmente quella in tempo reale. Che oggi potrebbe rivelarsi strategica per intercettare i movimenti dei violenti. Ecco perché non si esclude che questi ultimi possano utilizzare sistemi di comunicazione bitchat, ovvero senza il bisogno di reti cellulari.