🌹<:::::::::::::>——+ Oh Regina del Rosario
Oh Vergine Immacolata
che spargi i tesori della Celeste Misericordia, difendici dal male, dall’orgoglio, e purifica i nostri affetti.
Col tuo materno aiuto e sotto la tua protezione, vogliamo vivere, o dolce Madre di misericordia,
Regina del Santo Rosario.
Amen🌹

Programma di Padre Livio – Mercoledì 7 Ottobre 2026
h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre canale 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)
h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE
I cinque minuti dello Spirito Santo
h. 8.55 – 9.10 ALMANACCO DELLA FEDE:
DIO PROVVEDE PREMIA E CASTIGA
5. I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, che cosa meritano?
I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale meritano l’inferno
h. 9.10: RITAGLI DI PAGINE INEDITE
Tratta dal Libro: Medjugorje perché non ho dubbi
9.20 – ATTUALITÀ
La Battaglia di Lepanto 7 Ottobre 1571
9.40: VIATICO QUOTIDIANO
Pensiero sulla grandezza dell’umiltà
h. 9.45 – 10.00: I MESSAGGI DELLA MADONNA A MIRJANA
29. “Come la madre lotta per i suoi figli, io prego e lotto per voi” (2 Gennaio 2008)
“Cari figli, con tutta la forza del mio cuore io vi amo e mi dono a voi.
Come la madre lotta per i suoi figli, io prego e lotto per voi.
A voi chiedo di non aver paura di aprirvi perché possiate amare e darvi agli altri col cuore.
Quanto più farete questo col cuore, accoglierete di più e comprenderete meglio il mio Figlio e il suo dono a voi.
Che tutti vi riconoscano attraverso l’amore di mio Figlio e il mio. Vi ringrazio”.
La Madonna ha benedetto tutti i presenti e gli oggetti sacri. Ha chiesto la preghiera e il digiuno per i nostri pastori.
h. 10.00: TELEFONATA A PADRE LIVIO
h. 10.05: CATECHESI DI PADRE LIVIO
Medjugorje perché non ho dubbi – La Madonna ha rivelato l’Apocalisse
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Il Rosario aveva conosciuto uno straordinario impulso già nel XIII secolo grazie ai domenicani. Le apparizioni di Fatima hanno poi fatto aumentare la consapevolezza sull’importanza del Rosario nel disegno salvifico di Dio, come arma contro Satana.
Santo del giorno 07_10_2026-
Ermes Dovico – La Nuova Bussola

Il 7 ottobre 1571, nelle acque greche di Lepanto, la flotta musulmana dell’Impero Ottomano si scontrò con la flotta cristiana della Lega Santa, che riuniva le repubbliche di Venezia e Genova, lo Stato Pontificio, l’Impero spagnolo, i maggiori ducati italiani e i Cavalieri di Malta. Lo stendardo della Lega Santa, benedetto prima della partenza da san Pio V, raffigurava il Crocifisso tra gli apostoli Pietro e Paolo, sormontato dal motto In hoc signo vinces. Fu l’unico simbolo a sventolare nello schieramento cristiano, assieme a un’immagine della Madonna con la scritta Sancta Maria succurre miseris, mentre il vessillo della flotta turca riportava migliaia di volte il nome di Allah. Prima della battaglia, i cristiani recitarono il Rosario e chiesero l’intercessione di Maria.
Quel 7 ottobre segnò la prima grande vittoria di un’armata cristiana dell’Europa – allora consapevole delle proprie radici e della necessità di difenderle – contro l’Impero ottomano e il suo espansionismo che aveva già islamizzato molti territori. I messaggeri informarono Roma solo 23 giorni dopo, ma il giorno stesso della battaglia san Pio V aveva avuto una visione e ordinato: «Sono le 12, suonate le campane, abbiamo vinto a Lepanto per intercessione della Vergine Santissima». Così nacque la festa di Santa Maria della Vittoria, chiamata poi Madonna del Rosario, fino alla denominazione attuale che nasce dalla riforma del calendario del 1969. Nel 1883, intanto, Leone XIII aveva «consacrato e dedicato alla celeste Vergine del Rosario» tutto ottobre, incoraggiando la recita quotidiana dell’orazione per l’intero mese.
Il Rosario aveva conosciuto uno straordinario impulso già nel XIII secolo grazie ai domenicani (san Domenico, che aveva pregato per capire come sconfiggere l’eresia catara, vide la Vergine che gli consegnava la coroncina) e alle varie confraternite nate proprio con lo scopo di diffondere questa preghiera, che pure nei secoli precedenti stava pian piano prendendo forma. Le apparizioni di Fatima hanno poi fatto aumentare la consapevolezza sull’importanza del Rosario nel disegno salvifico di Dio, come arma contro Satana. La Madonna ne raccomandò ai pastorelli la recita quotidiana già nella prima apparizione del 13 maggio 1917, «per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra».
Suor Lucia ne spiegò ulteriormente la potenza in un’intervista con padre Fuentes: «La Santissima Vergine ha voluto dare, in questi ultimi tempi in cui viviamo, una nuova efficacia alla recita del Santo Rosario. Ella ha talmente rinforzato la sua efficacia che non esiste problema, per quanto difficile, di natura materiale o specialmente spirituale, nella vita privata di ognuno di noi o in quella delle nostre famiglie, delle famiglie di tutto il mondo, delle comunità religiose o addirittura nella vita dei popoli e delle nazioni, che non possa essere risolto dalla preghiera del Santo Rosario. Non c’è problema, vi dico, per quanto difficile, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario. Con il Santo Rosario ci salveremo, ci santificheremo, consoleremo Nostro Signore e otterremo la salvezza di molte anime».

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“Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista più chiara circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.
L’intervista del 1985 è un documento molto importante, perché la visione era fresca e chiara nella memoria di Mirjana, e perché l’intervistatore era P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo.
Disse Mirjana, il primo segreto “non sarà una cosa piacevole“. Sarà “qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo“.
“Il primo segreto farà abbondantemente parlare di sé”
e quindi non avrà bisogno di tante spiegazioni a precederlo.
La gente di Medjugorje “saprà subito che è in connessione con i segreti“.
Sarà qualcosa, ha detto Mirjana a P. Petar Ljubicic, “che tutti, ovunque, ne sentiranno immediatamente parlare“.
Ma questo non significa che la gente si precipiterà sul luogo in cui il primo segreto si sarà appena verificato, ha anche previsto Mirjana:
”Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare?“.
Il Primo Segreto farà fermare la gente a riflettere
Durante l’apparizione del 25 ottobre 1985 Mirjana vide il primo segreto come fossero immagini proiettate su diapositive:
“Mi ha scosso più di ogni altra cosa. Questo fu, naturalmente, a causa di vedere il primo segreto. Se la gente vedesse il primo segreto, come è stato dimostrato a me ieri, tutti sarebbero certamente scossi abbastanza da guardare a stessi e tutto ciò che li circonda in modo completamente nuovo. Ora so cose che non sono particolarmente piacevoli. Io credo che se tutti sapessero le stesse cose, ognuna di queste persone sarebbe scioccata e guarderebbe al nostro mondo in una luce completamente diversa“, disse Mirjana a P. Petar Ljubicic il giorno dopo la visione.
“Durerà per un po’. Sarà visibile, è necessario per scuotere un po’ il mondo. Farà sì che il mondo si fermi a pensare.“
Nel corso di un’intervista del 1985 P. Petar Ljubicic chiese anche a Mirjana se qualcuno direbbe che l’evento del primo segreto era semplicemente un fenomeno naturale. Nel rispondere Mirjana parlò anche del suo secondo segreto:
“Forse alcuni non credenti convinti potrebbero dire qualcosa di simile dopo il primo e il secondo“, rispose Mirjana.
Nonostante le sue descrizioni, i primi due segreti non saranno catastrofi nel senso letterale, ha anche rivelato la veggente:
“Non sarà nulla di così enorme come quello che verrà dopo. Questi primi due segreti non sono poi così gravi e duri. Quello che voglio dire è, sì, sono gravi, ma non tanto quanto i rimanenti. (…) Quello che segue sono i segreti che sono davvero sgradevoli. Sarei felice se tutti finalmente lo capissero. Non posso dire loro molto di più, ma una volta che cominciano a essere adempiuti, allora sarà troppo tardi“.
Fonte: Medjugorje Italia
(blogdipadrelivio.it)
«Cari figli, con tutta la forza del mio cuore io vi amo e mi dono a voi. Come la madre lotta per i suoi figli, io prego e lotto per voi. A voi chiedo di non aver paura di aprirvi perché possiate amare e darvi agli altri col cuore. Quanto più farete questo col cuore, accoglierete di più e comprenderete meglio il mio Figlio e il suo dono a voi. Che tutti vi riconoscano attraverso l’amore di mio Figlio e il mio. Vi ringrazio». La Madonna ha benedetto tutti i presenti e gli oggetti sacri. Ha chiesto la preghiera e il digiuno per i nostri pastori. (Messaggio del 2 gennaio 2008)
Un fedele di Medjugorje ha chiesto a Mirjana quale fosse secondo lei i concetto più importante che la Madonna aveva espresso nei Messaggi, la veggente ha risposto che secondo lei è l’amore. Nei Messaggi a Mirjana, in effetti, è la parola chiave; si tratta dell’amore di Cristo e di Maria per noi, dell’amore che noi dobbiamo avere per Gesù e per Maria, dell’amore che dobbiamo avere per i fratelli. Si tratta di amare Dio sopra ogni cosa e dare ai fratelli l’amore che Dio dà a noi.
La Madonna ci ama con tutta la forza del suo cuore, oltre non potrebbe andare. Ci ama al massimo dell’amore possibile verso di noi. Non possiamo misurare la grandezza dell’amore di Maria. D’altra parte, chi ama Dio più della Madonna e chi ama i suoi figli più della Madre Celeste? La Madonna ci ama come madre. C’è una specificazione dell’amore della Madonna per noi, è un amore materno ed è quello delle mamme che sono pronte a dare anche la propria vita per i figli.
Sappiamo che la Madonna ha cooperato all’Opera della Redenzione proprio attraverso la crocifissione del suo cuore, ai piedi della croce; la Madonna si è offerta al Padre con Suo Figlio per la nostra salvezza. Abbiamo una Madre che ci ama infinitamente, questo è un dono immenso che Cristo ci ha fatto sulla croce, che noi dobbiamo riscoprire e di cui dobbiamo essere consapevoli. Comprendendo il suo amore per noi, cercando di imitare il suo amore verso il prossimo, riusciamo a scoprire l’amore di Cristo per noi che ha dato se stesso in sacrificio per la nostra salvezza. È la forza dell’amore che ha spinto Gesù ad accettare la croce ed è la forza dell’amore che ha spinto Maria ai suoi piedi per la nostra salvezza.
La Madonna si dona a noi, ci prende nel suo cuore, ci dona tutto ciò che è e che tutto ciò che ha. La Madonna dona a noi tutta la pienezza di grazia che è in lei. La Madonna dona tutta se stessa a noi. Nemmeno nella mariologia troviamo espressioni così forti, vanno al di là dell’umana comprensione, solamente la Madonna poteva dirle. Accogliendole ci rendiamo conto di quanto poco siamo consapevoli del dono che Gesù ci ha fatto di Maria come Madre. La Madonna ci ha veramente presi a cuore, ci custodisce nel suo cuore. Maria lotta per andare a cercarci quando siamo nelle mani del maligno, fa di tutto per salvarci fino all’ultimo istante della nostra vita e versa lacrime di sangue per ogni figlio che non riesce a salvare, che si perde nel peccato.
Sentendo queste parole noi guardiamo la Madonna con altri occhi. È una Madre che ci ama infinitamente, che farebbe di tutto per salvarci. Pensiamo che dono abbiamo avuto da Dio e che dono è accanto a noi, ma non lo apprezziamo abbastanza. Sapendo di avere una Madre che ci ama così tanto la nostra vita cambia in rapporto a lei ma anche guardando a tutte le difficoltà della vita che possiamo affrontare con più serenità e con più forza, nella certezza di essere protetti e sostenuti.
La Madonna ci chiede di non avere paura. Siamo così infinitamente amati da Colei che può ottenere qualsiasi grazia da Suo Figlio che questa consapevolezza dovrebbe dissipare ogni paura. Con accanto la Madonna non dobbiamo avere paura di nulla. La Madonna ci chiede poi di aprirci al suo amore e all’amore di Suo Figlio Gesù. Dio ci dona il suo amore attraverso i Cuori di Gesù e di Maria, noi sperimentiamo questo amore, siamo presi da questo amore che ci riempie e possiamo donarlo agli altri nello svolgimento della nostra vita. Facciamo tutto per amore, per Dio e per gli altri.
L’amore verso Dio alimenta l’amore verso il prossimo. Quanto più ameremo Dio con il cuore e il prossimo in forza di questo amore, più accoglieremo l’amore di Maria e quello di Suo Figlio Gesù. Il dono agli altri dell’amore ricevuto da Dio dilata sempre più il nostro cuore perché possa ricevere ancora più amore; l’amore per Dio continua ad alimentare l’amore per il prossimo. Più accogliamo l’amore di Gesù e di Maria come Madre e lo doniamo al prossimo, più comprendiamo l’amore di Suo Figlio e il suo dono per noi.
Dio ha tanto amato il mondo da dare Suo Figlio, il quale ha tanto amato il mondo da dare se stesso fino alla morte in croce. Per comprendere questo amore dobbiamo vivere noi stessi l’amore di Dio in noi, donandolo agli altri. Quanto più lo faremo e tanto più comprenderemo quanto siamo amati da Dio. Testimoniamo l’amore di Dio che ci ha tanto amato da inviare Suo Figlio che è morto in croce per noi, per amore ha accettato la croce, ha perdonato i suoi nemici, ci ha donato il suo amore, lo Spirito Santo in noi. Vivendo questa realtà della fede, cioè credendo in Dio che ci ama e amando il prossimo, gli altri riconoscono che siamo cristiani, riconoscono che l’amore di Cristo opera in noi e porta il mondo alla riconciliazione con Dio e fra di noi.
Dopo duemila anni di Cristianesimo possiamo dire che non abbiamo ancora scoperto abbastanza il cuore stesso della fede che è Dio Santissima Trinità, che è comunione d’amore. Questo amore ha fatto sì che Dio si facesse uomo, morisse in croce per noi e ci salvasse. Questo amore vuole entrare in tutti i cuori per far sì che anche qui sulla Terra la vita sia fraterna. Arriverà questo tempo di pace sulla Terra, di riconciliazione degli uomini con Dio e fra di loro. È quello che la Madonna ci ha promesso quando ci ha promesso il trionfo del Suo Cuore Immacolato. La Madonna ci promette che viene anticipato qui sulla Terra quell’amore che avremo poi per sempre nell’eternità.
Infine, la Madonna ha chiesto di pregare e digiunare per i Pastori della Chiesa. Preghiamo per il Papa, per i vescovi, per i sacerdoti; amiamoli, seguiamoli, esortiamoli, proteggiamoli con la nostra preghiera. Questo costruisce la Chiesa, le chiacchiere rendono sterili anche i cuori che le pronunciano. La Madonna ci mette su una strada molto diversa e molto più proficua; la preghiera per i Pastori è fondamentale perché il compito che hanno di guidare le anime non è di poco conto.
Essendo gli angeli e gli uomini creature libere possono decidere di accogliere e amare Dio, ma anche di disprezzarlo. Da questa negazione, da questa respinta della vita con Dio nasce l’inferno che è assenza di tutto ciò che Dio è: amore, verità, luce, pace, gioia, perdono. Purtroppo, fino a questo punto può arrivare la libertà umana per cui, giustamente, anche il Catechismo della Chiesa Cattolica parla dell’inferno come di un’autopunizione. Dio è morto in Croce per noi per liberarci dai peccati ed espiarli al nostro posto e per nostro amore, ha fatto di tutto perché ci salvassimo ma molti, come il ladrone cattivo, lo rifiutano. L’atteggiamento dei due ladroni accanto alla Croce sono le due opzioni che gli uomini hanno di fronte a Cristo Crocifisso: uno chiede di essere accolto e Gesù lo porta con sé in Paradiso, l’altro muore bestemmiando e quindi rifiuta la salvezza che aveva davanti.
La libertà è un grande dono ma è anche una spada a doppio taglio. La libertà realizza se stessa facendo il bene e, invece, distrugge se stessa facendo il male del quale diviene poi prigioniera. Sia l’esistenza del diavolo sia quella dell’inferno oggi sono ampiamente negate, a volte anche da parte di persone che si dicono credenti. Le parole del Vangelo sono di una chiarezza abbagliante. Le parole più belle riguardano sicuramente la misericordia e il perdono e sono state dette da Gesù stesso; nel medesimo tempo, Gesù ha detto le parole più severe per tutti quelli che rifiutano l’amore e la misericordia.
Infatti, a coloro che accolgono il suo perdono e la sua misericordia Gesù dice: “Venute benedetti nel Regno del Padre mio”; a quelli che la rifiutano dice: “Via da me maledetti nel fuoco eterno”. Sono cose su cui meditare. L’inferno è una rivelazione divina che risale direttamente a Cristo. Nell’Antico Testamento non c’è l’inferno in senso cristiano, c’è lo Sheol che è il luogo dei morti dove i cattivi sono puniti mentre i giusti attendono la Redenzione. L’inferno così come ce lo ha rivelato Gesù Cristo e cioè come una fornace ardente è un modo figurato ripreso anche dalla Madonna nelle apparizioni a Fatima e a Medjugorje.
L’inferno è un’opzione della libertà ed è un rifiuto della misericordia. L’inferno non è una mancanza, un difetto della Divina Misericordia, ma è il nostro rifiuto. Il ladrone pentito, che sicuramente aveva commesso qualche grave delitto per cui era stato condannato alla croce, ha accolto la grazia della fede e ha creduto in Gesù Crocifisso Figlio di Dio, infatti gli chiede di essere accolto nel suo Regno. Gesù gli risponde: «Oggi sarai con me in Paradiso» e questo ci fa capire quanto è grande la Divina Misericordia, purché ci sia il pentimento. Invece, l’orgoglio, che è come una catena che ci lega a noi stessi, ci perde eternamente. Le anime all’inferno vi ci vogliono rimanere perché il loro odio contro Dio è totale, è eterno.
Lucifero non ha voluto accettare la sua condizione esistenziale di creatura, ha voluto mettersi al posto di Dio. L’uomo fa la stessa cosa, prova fastidio nei confronti dell’esistenza di Dio perché vorrebbe mettersi al suo posto per essere totalmente padrone di se stesso: in realtà, rifiutando Dio, diventiamo noi stessi schiavi delle nostre passioni che ci legano e ci distruggono.
I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale vogliono andare all’inferno; giurano odio eterno nei confronti di Dio. Già sulla Terra ci sono persone talmente intime con satana che giurano odio eterno a Dio e lo fanno consapevolmente perché in loro è cresciuta la superbia di non essere loro stesse Dio, di non ritenersi umilmente creature, non vogliono inginocchiarsi davanti a Dio nella preghiera e affidarsi come figli al Padre; invece, si induriscono, si contrappongono e giurano a Dio odio eterno. È un atteggiamento dei demoni e degli uomini che in questa vita diventano demoni. Le persone che odiano Dio ci sono e sono tante, tant’è vero che è grande il numero delle anime che va all’inferno come ha detto la Madonna sia a Fatima che a Medjugorje. La nostra generazione, di fatto, si è ribellata a Dio, ha rifiutato la fede e la Croce, ha rifiutato il Cristianesimo e la Redenzione. E questo si concretizza nel rifiuto del Crocifisso nel momento della morte.
Gli ultimi istanti della vita sono fondamentali per la nostra anima; se ci accorgiamo che il momento della morte si avvicina, ricordiamoci che le cose più importanti sono il pentimento dei peccati, la Confessione, la Santa Comunione. Non moriamo impenitenti perché poi non si può più tornare indietro! Chi muore senza Dio rimane eternamente senza Dio all’inferno. Queste sono Verità di fede rivelata e definita da parte della Chiesa. Non facciamoci prendere dalle eresie sotterranee che circolano; anche all’interno delle Chiesa Cattolica sentiamo spesso dire che l’inferno non esiste, che è vuoto, che il diavolo è un simbolo e non esiste. Queste persone parlano a titolo personale, non della Chiesa, e fanno il gioco del diavolo che nell’era moderna ha ottenuto la grande vittoria di far sapere che non c’è. Ma il diavolo c’è e anche l’inferno esiste.
Diffondendo il modo di pensare che il diavolo non esiste in realtà lui stesso riesce a circuirci, a ingannarci, a incatenarci a sé più facilmente. Invece noi dobbiamo ascoltare Gesù. La Chiesa ascolta Gesù. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, infatti, afferma che chi muore impenitente avendo commesso anche un solo peccato mortale con materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso, va eternamente all’inferno dal quale non si può più uscire. Gli uomini, invece di usare la propria libertà per amare Dio, la usano per odiarlo e contrapporsi a Lui. La nostra generazione ha rifiutato Cristo e la salvezza che viene dalla Croce, vive e muore senza Dio. Non c’è, allora, da meravigliarsi che la Madonna dica che oggi satana miete le anime (Messaggio del 25 luglio 2020).
Riflettiamo, allora, su noi stessi, sulla nostra vita. Facciamo un proposito molto semplice: viviamo sempre in grazia di Dio e se commettiamo un peccato mortale (con materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso) non andiamo a letto impenitenti ma recitiamo l’Atto di Dolore perfetto che ci assolve da quel peccato grave che abbiamo commesso, ritorniamo in grazia di Dio avendo però l’obbligo di confessarci il prima possibile.
Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te,
infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più
e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.
Abituiamoci a vivere in grazia di Dio perché oggi siamo molto a rischio nelle nostre giornate, in questi venti di guerra che soffiano da ogni parte. Vivere in grazia di Dio è una polizza per il Paradiso!
