La Santa Messa è la celebrazione del sacrificio di Cristo; sull’altare le specie eucaristiche del pane e del vino sono il Corpo e il Sangue di Gesù. La Santa Messa è il rinnovamento del sacrificio della Croce al quale partecipa tutta la Chiesa ottenendo anche gli effetti di salvezza. Questo è il concetto cattolico della Santa Messa, una riattualizzazione del sacrificio della Croce; per i fratelli protestanti è solamente un ricordo dell’Ultima Cena e quindi non è un Sacramento.

Per noi cattolici il pane e il vino consacrati diventano veramente il Corpo e il Sangue di Gesù. La fede nell’Eucarestia è fondamentale per quanto riguarda la fede cattolica; il Signore, poi, ci ha dato tanti miracoli eucaristici, molti dei quali sono accaduti sotto gli occhi di sacerdoti che hanno avuto dei dubbi nel momento della Consacrazione e hanno visto il sangue uscire dal pane spezzato. Sono moltissimi i miracoli eucaristici che hanno appassionato, tra gli altri, San Carlo Acutis e che ci confermano in questo mistero della fede. Dio compie questi miracoli per aprirci gli occhi su questo grande dono che ci ha fatto.

La Santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo che, sotto le specie del pane e del vino, si offe dal sacerdote a Dio sull’altare in memoria e rinnovazione del sacrificio della Croce; nella visione cattolica, allora, non è solamente una memoria ma è la Celebrazione del sacrificio di Cristo a cui possiamo partecipare.

Nell’Ultima Cena Gesù dice: «Questo è il mio corpo» e «Questo è il mio sangue»; l’importanza di questo atto lo vediamo subito dopo la sua Resurrezione quando i discepoli di Emmaus lo incontrano in una locanda e lo riconoscono proprio quando a tavola Gesù celebra l’Eucarestia, testimonia la sua presenza viva nel mistero della fede. La Santa Messa è un atto d’amore con il quale Gesù Cristo ha donato la sua vita per riscattarci dai nostri peccati. Il grandissimo valore della Santa Messa è nella luce della Passione di Cristo che è il sacrificio che Gesù ha fatto offrendo se stesso versando il suo sangue, esibendo il suo corpo ai flagelli, ai chiodi, a ogni forma di vessazione e accettando questa ondata di odio infernale su di sé proprio per distruggerla nel suo amore. Compiendo il sacrificio morendo sulla Croce Gesù dice: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». La Messa è la rinnovazione di quel sacrificio che avviene ogni volta che il sacerdote la Santa Messa; è quell’unico sacrificio che viene riproposto e al quale viene associata la Chiesa. La differenza tra la Santa Messa che viene celebrata sull’altare e quella sulla Croce è duplice: sull’altare ci sono le apparenze del pane e del vino, sulla Croce c’era Cristo stesso e ai suoi piedi c’era la Madonna che ha veramente celebrato al sacrificio di Suo Figlio. Quando noi, invece, celebriamo la Santa Messa sull’altare è la Chiesa stessa che partecipa al sacrificio ed è il sacerdote che celebra nella persona stessa di Cristo.

Il sacrificio lo si vede proprio nella separazione della carne e del sangue. Anticamente gli ebrei sacrificavano a Dio degli animali che, anziché mangiarli venivano offerti sull’altare; il sacrificio era una privazione. Gesù offre tutto se stesso in sacrificio per la salvezza del mondo. Il sacerdote celebra questo sacrificio e questo sta a indicare proprio la grandezza del Sacramento del Sacerdozio istituito da Gesù quando ha detto agli Apostoli: «Fate questo in memoria di me». Nel Ministero sacerdotale ci sono due momenti fondamentali: il momento della Consacrazione in cui il sacerdote ripete proprio le parole di Gesù; l’altro momento è quello della Confessione, quando il sacerdote assolve dai peccati in nome di Cristo. Il sacerdote celebra la Santa Messa e assolve dai peccati in persona Christi. Dobbiamo riscoprire questa grandezza del Sacerdozio che è stata un po’ offuscata.

La pienezza del compito del sacerdote è nell’essere pastore del gregge di Dio e lo nutre con la Parola e con l’Eucarestia, lo purifica con l’assoluzione dai peccati, lo guida in pascoli erbosi perché possa crescere e lo difende dai lupi.

Il precetto della Santa Messa corrisponde al terzo Comandamento e cioè ci obbliga a partecipare alla Messa la domenica e le altre Feste comandate. Il Vangelo di Giovanni contiene una bellissima riflessione che ci svela il significato dell’Eucarestia: «Sono io il pane vivo disceso dal Cielo. Chi mangia di questo pane vivrà in eterno, e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51). Mediante l’Eucarestia, nella quale riceviamo Cristo Risorto, siamo partecipi della Sua Resurrezione e della vita eterna.