Dal dopoguerra in poi, ma con un’accelerazione nel nuovo millennio, c’è stato un massivo abbandono e ripudio della fede. La Regina della pace, infatti, ha detto che abbiamo rifiutato la fede e la Croce. In questo modo, quello che era il cammino battesimale con cui siamo stati battezzati in Cristo e inseriti nel suo corpo mistico che è la Chiesa, abbiamo preso un’altra strada e vaghiamo qua e là senza una meta con il rischio di cadere nell’abisso della perdizione eterna.
Oggi purtroppo molti bambini non ricevono più il dono della fede e il Sacramento del Battesimo; c’è anche un fenomeno abbastanza diffuso anche in Occidente di tanti giovani che si convertono e ricevono il Battesimo. La vita è un pellegrinaggio, quando nasciamo iniziamo già a camminare ed è importante sapere dove vogliamo andare. La fede ci indica come meta la vita eterna, il Paradiso.
Le prime parole dette dal Santo Curato d’Ars quando è stato mandato ad Ars sono state: “Sono venuto ad insegnare ai miei parrocchiani la via che porta al Cielo”. Per noi cristiani la vita è un pellegrinaggio verso l’eternità, è un cammino che ha un inizio in Dio e una fine in Dio. Purtroppo, però, la generazione di oggi ha perso la fede, ha perso la strada. Per chi crede la vita ha una meta e, nonostante gli sbandamenti, tenendo ben fermo l’obiettivo di fondo che è il ritorno a Dio si cammina ogni giorno verso la gioia del Cielo.
Per chi non crede la vita è un procedere verso la morte. Chi vive senza la luce della fede che indica l’obiettivo della vita, vaga qua e là senza una meta fino ad arrivare al fuoco eterno perché ha rifiutato di camminare sulla via che porta alla pienezza dell’amore di Dio. Nel pellegrinaggio della vita succede di tutto, c’è chi si perde, chi devia ma poi riprende il cammino giusto; questo è il tempo in cui molti escono dalla strada e si perdono, ma ci sono anche quelli che ritornano sulla strada che porta alla conversione e che porta a Dio. La Madonna è qui da così tanto tempo perché oggi molte persone hanno perso la strada del Cielo. La Regina della pace è stata infaticabile nell’indicarci il Cielo in tutti i suoi Messaggi e ci rimette sulla via del Cielo attraverso l’appello alla conversione di cui dobbiamo fare tesoro perché quando arriverà il momento della prova e non avremo la luce, la forza e la grazia di superarla, rischieremo di venire travolti.
Molti hanno perso la fede, hanno perso se stessi, la luce, la forza e il senso della vita. Questo è accaduto perché la fede è come un fiore che va coltivato con la preghiera. La preghiera personale è un rapporto continuo e intimo con Dio. La preghiera sacramentale, che è quella della partecipazione all’Eucarestia, è anch’essa fondamentale perché è la preghiera della Chiesa.
La preghiera è come l’acqua con cui annaffiamo il fiore della fede. La Parola di Dio e l’Eucarestia sono come il pane di cui ci cibiamo ogni giorno. Con la preghiera, con la Parola di Dio e con l’Eucarestia ci fortifichiamo nel quotidiano cammino della fede. Molte volte questo cammino è in salita, abbiamo bisogno di fortificarci, di rinnovarci altrimenti perdiamo di vista la meta, sviamo o torniamo indietro. Rischiamo di perderci.
Entriamo in questa visione della vita che è un pellegrinaggio per cui bisogna attrezzarsi adeguatamente per affrontarne ogni tappa. Come dice Gesù, il cammino spirituale della vita è una via stretta ed erta che pochi percorrono. Molta gente perde la fede, la abbandona, non si accosta più ai Sacramenti, non partecipa più alla Santa Messa, non incontra Dio nella preghiera personale, non coltiva più tutti quegli insegnamenti del Vangelo che rendono maturi, buoni, forti e responsabili. Si diventa così oggetti di consumo che il mondo sfrutta a suo piacimento. Questo è un destino amaro, si arriva al termine della vita e se ne vede l’inutilità proprio perché non si ha Dio come amore della propria vita al quale tendere continuamente. Chi ha perso la fede arriva al termine della vita attaccato unicamente alle cose effimere; se non siamo aggrappati all’eternità veniamo assorbiti nella fossa della perdizione. Quando ci stacchiamo da Dio costruiamo un destino amaro con le nostre mani. Senza Dio siamo rami secchi buoni solo per essere gettati nel fuoco, come ha detto Gesù che con queste parole ci indica qual è il fallimento della vita quando escludiamo Dio.
Se non ci fosse il Sole, la vita sulla Terra diventerebbe una lunga e gelida notte invernale. Così è la vita senza Dio. Chi vive senza Dio si arrangia con le felicità false, con le speranze false, con lo splendore falso; ma le cose false ingannano perché sono propinate proprio dall’ingannatore per eccellenza che cerca anime da portare con sé alla perdizione eterna. Ogni giorno, allora, dobbiamo rinnovare la nostra fede con la preghiera e la perseveranza; quando cadiamo dobbiamo rialzarci, quando andiamo fuori strada dobbiamo rientrare. Dobbiamo speronare l’anima nel nostro cammino verso Dio, ogni giorno e così davanti ai nostri occhi la vita acquisterà un grande valore.