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Perché la Chiesa non prevede reggenti o «vicepapi»: Papa Leone governerà anche dall’ospedale

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di Gian Guido Vecchi-Corriere della Sera – 13 Ottobre 2026

Il Papa governa la Chiesa e continuerà a farlo anche durante il ricovero, l’anestesia e l’operazione, la degenza e la convalescenza. Cosa dicono i canoni 331 e 335 del Diritto canonico

governa la Chiesa e continuerà a farlo anche durante il ricovero, l’anestesia e l’operazione, la degenza e la convalescenza. Non è prevista alcuna supplenza, non ci sono «vicepapi» né reggenze provvisorie di sorta. Il problema del governo tende ad essere posto a ogni ricovero di un Pontefice, ma in realtà per la Chiesa non si pone neppure.

In base al canone 331 del Diritto canonico, il vescovo di Roma «in forza del suo ufficio, ha potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa». La sede apostolica è «vacante» solo quando il Papa muore oppure, come nel caso di Benedetto XVI, si dimette: allora il governo, per gli affari ordinari, passa al collegio dei cardinali in attesa del conclave. 

Il canone 335 adombra anche la possibilità di una sede «totalmente impedita», ma questa è un’eventualità differente: Paolo VI e Francesco firmarono lettere di dimissioni anticipate, e affidate al Segretario di Stato, nel caso una malattia improvvisa e grave, come un ictus, avesse impedito loro di decidere «in piena libertà» e «coscienza» come aveva potuto fare invece Ratzinger. Anche Pio XII firmò un testo analogo, ma non per motivi di salute: sapeva che c’era un piano di Hitler per farlo arrestare, durante l’occupazione nazista, e alla fine del 1943 aveva lasciato una lettera di rinuncia in modo che, nel caso, fosse Eugenio Pacelli e non il Papa a essere fatto prigioniero.

Quanto al ricovero di Prevost, la faccenda è più semplice: nell’organizzazione vaticana non cambia nulla, «il governo è e resta nelle mani del Santo Padre», si ripete. Nella Costituzione della Curia Praedicate Evangelium, si legge che il Pontefice «si avvale dei Dicasteri della Curia romana, che perciò compiono il loro lavoro nel suo nome e nella sua autorità». Ogni dicastero e istituzione opera già in nome del Papa e procede come sempre. Certo, le decisioni più importanti devono essere prese e ratificate dal Pontefice, ma anche in questo caso non ci sono problemi particolari visto che Leone, nel caso, potrà farlo pure da una stanza d’ospedale, come del resto fecero i predecessori. Comunque «il tempo previsto per il ricovero postoperatorio è di circa una settimana», si tratta insomma di pochi giorni.

RADIOGIORNALE – 13/10/2026

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Papa Leone, oggi l’intervento | Il ricovero in tarda mattinata, poi l’operazione. Parolin: «Un fulmine a ciel sereno, ma siamo fiduciosi»

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di Ester Palma e Redazione Roma -Corriere della Sera – 13 Ottobre 2026

Leone XIV deve essere sottoposto a un intervento chirurgico per asportare un nodulo al polmone. La degenza nella suite papale al decimo piano del «Vaticano terzo». Preghiere da tutto il mondo

L’attesa dei cronisti da tutto il mondo al Gemelli (foto di Giuliano Benvegnù)

  • Oggi ricovero, in tarda mattinata, e operazione del Papa. A capo dell’èquipe, Stefano Margaritora, esperto di tecniche mininvasive e robotiche.
  • Il Pontefice è seguito da Luigi Carbone, capo della direzione di sanità e igiene del Vaticano
  • La degenza post operatoria del Papa al Gemelli dovrebbe durare circa una settimana. La Santa Sede ha fatto sapere che le udienze sono sospese fino al 20 ottobre
  • Il cardinale vicario Baldo Reina, alle 18, presiede il Rosario nella cappella San Giovanni Paolo II del Gemelli

10:50 | 13 Ottobre

La sicurezza del Papa

All’ospedale Gemelli sono scattate intanto da domenica le misure di sicurezza per il ricovero del Papa. L’intero decimo piano è stato isolato dal resto della struttura e gli accessi all’area riservata al Pontefice sono consentiti soltanto a personale autorizzato e controllato. Il dispositivo di sicurezza è affidato alla Gendarmeria Vaticana, alla polizia e alla vigilanza dell’ospedale. Rafforzati i controlli agli ingressi e lungo il perimetro esterno, anche per gestire l’arrivo di fedeli, giornalisti e troupe televisive senza ostacolare l’attività sanitaria. Previsti inoltre controlli dello spazio aereo per individuare eventuali droni non autorizzati e verifiche sulle reti informatiche della struttura. Analisi, referti e campioni biologici saranno gestiti con procedure specifiche per limitare l’accesso ai dati sanitari e prevenire intrusioni e fughe di notizie.

Il medico personale, l’infermiere, l’équipe che lo curerà 

(Clarida Salvadori) A seguire il percorso terapeutico di papa Leone XIV sarà Luigi Carbone, medico e chirurgo dell’urgenza, già referente per la salute di papa Francesco, a capo della direzione di sanità e igiene del governatorato dello Stato della Città del Vaticano. A guidare l’equipe, oltre ad altri specialisti dell’ospedale di via Pineta Sacchetti a Roma, sarà il direttore della Chirurgia toracica Stefano Margaritora e un’altra figura che nel tempo si è preso cura di vari pontefici, l’infermiere Massimiliano Strappetti.

Il Papa verrà ricoverato oggi in tarda mattinata al Policlinico Gemelli, nell’ala dedicata al decimo piano. E con molta probabilità già in giornata verrà sottoposto all’intervento per la rimozione del nodulo polmonare che gli è stato diagnosticato pochi giorni fa. Già referente per papa Francesco, Carbone segue in qualità di medico personale Leone XIV dalla sua elezione al soglio pontificio e anche durante i suoi viaggi apostolici. L’ultimo, quello di fine settembre in Francia. Il 54enne, sposato e con tre figlie, dopo essersi laureato nel 1999 all’università del Sacro Cuore di Roma, specializzato in Medicina interna alla Cattaneo di Castellanza e in Medicina d’emergenza a Firenze, ha legato la sua carriera di docente e di medico al Gemelli. Oggi nell’organigramma del Policlinico, il suo nome compare come medico dirigente dell’unità operativa complessa di Medicina d’urgenza e Pronto soccorso del Gemelli-Isola, sull’Isola Tiberina.

In sala operatoria, eseguirà l’intervento per la rimozione del nodulo polmonare Stefano Margaritora, uno dei maggiori esperti di chirurgia toracica con tecniche mininvasive e robotiche. Sessantaseienne romano, dopo aver conseguito il diploma nello storico liceo classico di piazza del Collegio romano, il Visconti, si è laureato in Medicina all’università Cattolica nel 1985, per poi specializzarsi in Chirurgia generale alla Sapienza. Oltre che al Policlinico Gemelli, la sua attività chirurgica si è svolta anche alla Fondazione di ricerca e cura Giovanni Paolo II di Campobasso e nel Centro oncologico fiorentino. Ha eseguito oltre 5.500 interventi tra resezioni polmonari maggiori e minori, videotoracoscopie, pleurectomie, resezioni della parete toracica, interventi alla trachea, tiroidectomie, mediastinoscopie o esofagectomie. Ha inoltre al suo attivo circa 400 pubblicazioni relative alla sua attività scientifica di ricerca sulla chirurgia oncologica toracica.
Nell’équipe anche Massimiliano Strappetti, 54 anni, è cresciuto professionalmente nella Rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma.

 Prima di papa Francesco, al quale è stato vicino fino all’ultimo respiro, aveva accudito anche Benedetto XVI e Giovanni Paolo II. Oggi è ancora al servizio del Vaticano in qualità di esperto infermiere e anche stavolta sarà lui a occuparsi della salute e della convalescenza di Leone XIV durante e dopo la rimozione di quel nodulo al polmone, annunciato all’Angelus di domenica direttamente da lui ai fedeli. Si tratta, aveva detto, di un nodulo «in una fase molto iniziale e ben localizzato», sul quale si è deciso di intervenire immediatamente proprio per evitare che aumenti di volume.
La scoperta dopo alcuni esami di controllo, effettuati nell’ospedale romano Gemelli-Isola nei giorni scorsi.

La convalescenza durerà una settimana — è stato annunciato dalla Prefettura della Casa Pontificia —: il Pontefice ha infatti annullato tutte le udienze previste «fino a martedì 20 ottobre». Cosa accadrà dopo l’intervento, quale sarà la diagnosi precisa e a quali cure dovrà eventualmente sottoporsi il Santo Padre, sarà la biopsia sul nodulo stesso a stabilirlo.

10:08 | 13 Ottobre

Parolin: «Un fulmine a ciel sereno, ma siamo fiduciosi»

«Siamo rimasti tutti colpiti dalla serenità con cui il Papa ha dato l’annuncio di questo intervento. Speriamo che al più presto possa risolvere questo problema. Siamo fiduciosi ma ovviamente lo accompagniamo con la nostra preghiera». Così il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, prima di un convegno alla Gregoriana. Parolin ha spiegato di aver visto il Papa ieri sera: «Abbiamo parlato con molta serenità. Se sono preoccupato? Sì, perché non mi aspettavo certo una cosa del genere. Poi a Parolin è stato chiesto se l’annuncio sia stato un fulmine a ciel sereno anche nella Santa Sede: «Certo, sì, nessuno se lo aspettava». 

10:07 | 13 Ottobre

Il ricovero, l’intervento forse già oggi(Ester Palma) Il ricovero al Gemelli («in tarda mattinata», ha precisato la Santa Sede) poi l’intervento, forse già nella stessa giornata di oggi, martedì 13 ottobre: il programma di cure di Leone XIV, che domenica dopo l’Angelus in piazza San Pietro ha annunciato di avere un nodulo al polmone «in una fase molto iniziale e ben localizzato», prosegue secondo i tempi proposti dai medici e pienamente condivisi dal Papa. Intanto la Prefettura della Casa Pontificia ha annullato tutte le udienze papali in programma fino al 20 ottobre: ovvero per la settimana prevista per la convalescenza dopo l’intervento. Evidentemente Leone non intende prolungare il suo periodo di riposo, ma anzi riprendere prima possibile i suoi impegni. E fino a ieri ha voluto onorarli: ha tenuto tutte le udienze previste per la mattina.

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LE RIVELAZIONE DELLA VEGGENTE MIRIANA SUL PRIMO SEGRETO

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“Il 26 ottobre 1985 Mirjana diede l’intervista più chiara circa l’inizio dei 10 segreti. Il giorno prima la Vergine Maria le aveva mostrato le conseguenze visibili del primo segreto.

L’intervista del 1985 è un documento molto importante, perché la visione era fresca e chiara nella memoria di Mirjana, e perché l’intervistatore era P. Petar Ljubicic, a quel tempo già scelto come sacerdote per rivelare i segreti al mondo.

Disse Mirjana, il primo segreto “non sarà una cosa piacevole“. Sarà “qualcosa di cui la gente sentirà parlare a lungo“.

“Il primo segreto farà abbondantemente parlare di sé”

e quindi non avrà bisogno di tante spiegazioni a precederlo.

La gente di Medjugorje “saprà subito che è in connessione con i segreti“.

Sarà qualcosa, ha detto Mirjana a P. Petar Ljubicic, “che tutti, ovunque, ne sentiranno immediatamente parlare“.

Ma questo non significa che la gente si precipiterà sul luogo in cui il primo segreto si sarà appena verificato, ha anche previsto Mirjana:

”Certamente nessuno vuole vedere disastri, angoscia, e sfortuna. Non credo che questo genere di cose attiri affatto le persone. Perché la gente dovrebbe andare a vedere cose del genere? Una cosa è andare a vedere un segno, un’altra è andare a vedere la sofferenza o un disastro. Chi vorrebbe, per esempio, andare in Italia per vedere una diga crollare?“.

Il Primo Segreto farà fermare la gente a riflettere

Durante l’apparizione del 25 ottobre 1985 Mirjana vide il primo segreto come fossero immagini proiettate su diapositive:

“Mi ha scosso più di ogni altra cosa. Questo fu, naturalmente, a causa di vedere il primo segreto. Se la gente vedesse il primo segreto, come è stato dimostrato a me ieri, tutti sarebbero certamente scossi abbastanza da guardare a stessi e tutto ciò che li circonda in modo completamente nuovo. Ora so cose che non sono particolarmente piacevoli. Io credo che se tutti sapessero le stesse cose, ognuna di queste persone sarebbe scioccata e guarderebbe al nostro mondo in una luce completamente diversa“, disse Mirjana a P. Petar Ljubicic il giorno dopo la visione.

“Durerà per un po’. Sarà visibile, è necessario per scuotere un po’ il mondo. Farà sì che il mondo si fermi a pensare.“

Nel corso di un’intervista del 1985 P. Petar Ljubicic chiese anche a Mirjana se qualcuno direbbe che l’evento del primo segreto era semplicemente un fenomeno naturale. Nel rispondere Mirjana parlò anche del suo secondo segreto:

“Forse alcuni non credenti convinti potrebbero dire qualcosa di simile dopo il primo e il secondo“, rispose Mirjana.

Nonostante le sue descrizioni, i primi due segreti non saranno catastrofi nel senso letterale, ha anche rivelato la veggente:

“Non sarà nulla di così enorme come quello che verrà dopo. Questi primi due segreti non sono poi così gravi e duri. Quello che voglio dire è, sì, sono gravi, ma non tanto quanto i rimanenti. (…) Quello che segue sono i segreti che sono davvero sgradevoli. Sarei felice se tutti finalmente lo capissero. Non posso dire loro molto di più, ma una volta che cominciano a essere adempiuti, allora sarà troppo tardi“.

Fonte: Medjugorje Italia

(blogdipadrelivio.it)

🟢CATECHESI DI P. LIVIO🟢 SIATE LE MIE MANI DI PACE – Puntata 22

⭐️🌞A POMERIGGIO INSIEME con la nostra ROBI: LA VITA DI DON ERNEST SIMONI oggi Cardinale⭐️ – Tredicesima parte

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PREGHIAMO PER IL PAPA

Preghiamo per Papa Leone che e’ arrivato al Gemelli stamattina e dove subirà l’ intervento chirurgico questo pomeriggio per rimuovere un nodulo dal polmone

🟢LIVE P. LIVIO🟢 EDITORIALE: “IL MIRACOLO DEL SOLE A FATIMA E IL SEGNO DI MEDJUGORJE” – 13/10/2026

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Dio provvede, premia e castiga – 7. Che cos’è il Purgatorio?

Il Purgatorio è il patimento temporaneo della privazione di Dio e di altre pene che tolgono all’anima ogni resto di peccato. C’è una grande differenza fra Purgatorio e inferno, quest’ultimo infatti è eterno invece il Purgatorio è temporaneo, ha un inizio e una fine che l’ingresso dell’anima in Paradiso. Il Purgatorio è un luogo di purificazione nella prospettiva di entrare nella gloria. È bensì vero che questo patimento è soprattutto la privazione della visione di Dio, ma non è uguale a quella dell’inferno perché il Purgatorio ha la prospettiva della speranza di vedere Dio. In Purgatorio le anime già crescono e si purificano nell’amore di Dio, in loro c’è il desiderio di vederlo e questo desiderio si approfondisce e si purifica sempre più, è una sofferenza che purifica e che abbrevia il tempo della pena.

L’inferno è tutto il contrario, è una provazione di Dio radicale, è un odio contro Dio. Il Purgatorio è una pena nella prospettiva della visione ed è animata dall’amore che purifica, è il desiderio di vedere Dio che genera la pena. L’inferno invece è l’odio contro Dio che struttura l’anima nella sua malvagità. Le differenze fra inferno e Purgatorio sono notevoli; non è solo in fatto che l’inferno sia eterno e il Purgatorio temporaneo. Anche la stessa la privazione di Dio, nell’inferno è una pena nell’odio, nel Purgatorio è una pena nell’amore e nella speranza.

Tra le tante pene del Purgatorio c’è il fatto di non essere in comunione con le anime del Paradiso che non possono pregare per le anime che sono in purgatorio. Le anime che sono in Purgatorio possono ricevere le nostre preghiere; di qui anche la grande raccomandazione della Chiesa ad alimentare la preghiera e i sacrifici per abbreviare la purificazione delle anime del Purgatorio. Il motivo per cui si va in Purgatorio è perché l’anima non è purificata, non ha colpe mortali ma ha tante piccole macchie di cui deve essere purificata. Questa purificazione avviene mediante la privazione di Dio che, secondo la grande teologa mistica del Purgatorio Caterina da Genova, è proprio la causa della grande sofferenza delle anime del Purgatorio perché è talmente grande il desiderio di vedere Dio faccia a faccia che questa lontananza provoca una grande pena.

Nel medesimo tempo, questa pena viene mitigata dalla speranza che questo tempo di privazione ha una fine e quindi la cosa bella è che noi possiamo efficacemente abbreviare le pene del Purgatorio con delle pratiche molto semplici come le preghiere, il Rosario, la Santa Messa, i piccoli sacrifici. Questo è un atto di carità grandissimo per i nostri cari ai quali, se vogliamo veramente bene e se hanno avuto la grazia di andare in Purgatorio, possiamo abbreviare la pena efficacemente con le preghiere, i sacrifici, le opere buone e le indulgenze plenarie fatte per bene. Possiamo fare tanto bene alle anime dei nostri cari in Purgatorio e anche per quelle anime per cui nessuno prega; dobbiamo avere questo immenso perimetro di carità e pensare alle tante anime che sono in Purgatorio e per le quali nessuno prega. Quelle anime, a loro volta, possono pregare per noi; è un’ipotesi molto seria secondo cui le anime del Paradiso non possono pregare per le anime del Purgatorio, ma noi possiamo farlo e, a loro volta, credo che possano pregare per noi.

C’è questa meravigliosa possibilità per cui noi possiamo pregare per le anime del Purgatorio e loro possono pregare per noi. La Chiesa sottolinea questa che è una raccomandazione, la pietà e la preghiera per i defunti infatti sono già presenti nell’Antico Testamento, sono una costante per la Chiesa. La Regina della pace ha dato un bellissimo Messaggio a Medjugorje in cui dice che pregando per le anime del Purgatorio possiamo guadagnarci degli intercessori che pregano per noi: «Cari figli, oggi desidero invitarvi a pregare ogni giorno per le anime del purgatorio. A ogni anima sono necessarie la preghiera e la grazia per giungere a Dio e all’amore di Dio. Con questo anche voi, cari figli, ricevete nuovi intercessori, che nella vita vi aiuteranno a capire che le cose della terra non sono importanti per voi; che soltanto il Cielo è la meta a cui dovete tendere. Perciò, cari figli, pregate senza sosta affinché possiate aiutare voi stessi e anche gli altri, ai quali le preghiere porteranno la gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (Messaggio del 6 novembre 1986).

La preghiera per le anime del Purgatorio dev’essere messa nelle nostre preghiere quotidiane, l’Eterno Riposo è una preghiera bellissima che ricorda la costante carità della Chiesa verso le anime che si purificano. La privazione di Dio, benché illuminata dalla speranza, non è una pena di poco conto ma non è certamente paragonabile alle pene dell’inferno che non hanno la prospettiva della speranza e dell’amore come quelle del Purgatorio. Bisogna capire bene il senso della privazione di Dio che c’è all’inferno e il senso della privazione di Dio che c’è in Purgatorio.

È anche bella questa pratica che si fa spesso e che è molto radicata nella Chiesa di far recitare la Santa Messa per le anime del Purgatorio. La Santa Messa in sé ha un valore immenso, in se stessa ha un’efficacia grandissima; se è accompagnata dalla nostra Confessione e Comunione, l’efficacia di questa Santa Messa è maggiore perché c’è anche il nostro contributo di preghiera. Voglio incoraggiare questa pratica bellissima di far celebrare le Messe per le anime del Purgatorio, cerchiamo di partecipare anche noi. Unendo le nostre preghiere a quelle di Cristo e all’intercessione di Maria, anche con il Rosario, con piccoli fioretti e sacrifici possiamo far entrare in Paradiso le anime dei nostri cari. In questo modo alleviamo il nostro dolore con la consapevolezza che con la nostra preghiera contribuiamo ad alleviare il tempo in cui saranno lontane dal Signore e abbreviamo il tempo che devono attendere per poter entrare nella gloria del Paradiso.

Il 2 novembre 1983 la Madonna ha dato un Messaggio in cui fotografava la situazione spirituale del mondo di oggi: «La maggior parte degli uomini, quando muore, va in purgatorio. Un numero pure molto grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero di anime va direttamente in paradiso. Vi conviene rinunciare a tutto pur di essere portati direttamente in paradiso al momento della vostra morte». Effettivamente è così perché viviamo in un tempo di lontananza da Dio e molti muoiono senza la preghiera e senza il pentimento dei peccati. Una volta che Dio ha giudicato l’anima nel momento immediatamente successivo alla morte, non c’è modo di fare ricorso. Non possiamo pensarci dopo, dobbiamo vivere pensando alla nostra anima e al suo destino eterno.

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