di Ester Palma- Corriere della Sera – 11 Maggio 2025
Scarpe nere, stemma agostiniano, si sposta con un van. L’ipotesi di tornare ad abitare nel Palazzo Apostolico

Ogni Papa ha un suo stile, una sua cifra unica: che inevitabilmente viene paragonato a quello del suo predecessore, da sempre. Così sta avvenendo anche per il neoeletto Leone XIV, che fin dalla sua comparsa sulla Loggia di San Pietro dopo la fumata bianca, ha certamente mostrato un’«allure» molto più «papale» di Francesco. Senza seguire (o copiare) lo stile molto minimal del Papa gesuita, secondo cui la solennità delle vesti e dei paramenti papali era in contrasto con la sua scelta di offrire un’immagine di umiltà e vicinanza ai fedeli. Tanto che fu l’unico Papa, almeno nei tempi recenti, a presentarsi per la prima volta ai fedeli indossando solo una semplice talare bianca.
Il suo successore ha scelto invece di mostrarsi al mondo portando anche la stola ricamata coi santi Pietro e Paolo, molto simile (se non proprio la stessa) a quella di Benedetto XVI, la mozzetta (la mantellina rossa corta) e il rocchetto (la sopravveste corta alle ginocchia in pizzo ricamato). Al collo papa Prevost portava, invece di quella d’argento di Francesco, la croce d’oro dono del postulatore generale degli Agostiniani Josef Sciberras a nome della Curia generalizia quando è stato creato cardinale, il 30 settembre 2023. Contiene reliquie dei santi e beati dell’Ordine: al centro un frammento delle ossa di Sant’Agostino, di sua madre Monica, di San Tommaso da Villanova, del beato Anselmo Polanco e del venerabile Giuseppe Bartolomeo Menochio. Ieri a Genazzano invece ne indossava una più semplice, col Crocifisso.
Anche il motto «In Illo uno unum» («In Lui siamo una cosa sola») tratto dal commento del santo di Ippona al salmo 127, e lo stemma di Leone sono agostiniani, pure dopo la modifica dell’immagine da cardinalizia a papale: il giglio bianco per tradizione associato alla Vergine Maria e il libro chiuso con un cuore trafitto da una freccia. Il riferimento è alla conversione di Agostino e alle sue parole «Vulnerasti cor meum verbo tuo» («Hai trafitto il mio cuore con la tua Parola). Restano le scarpe: Francesco non ha mai messo quelle rosse, che per la Chiesa sono il simbolo del sangue di Gesù e dei martiri e che per ora nemmeno Leone ha indossat.
Un’altra scelta rischia di avere una valenza speciale: la residenza. Sembra che Leone sceglierà di vivere nell’appartamento papale da 10 stanze (camera da letto, biblioteca, studio e persino una sala medica installata negli ultimi anni di Wojtyła) nel Palazzo apostolico, quello in cui Francesco rifiutò di trasferirsi in favore di Casa Santa Marta. Il Papa è intanto tornato nell’appartamento nel Palazzo del Sant’Uffizio in Vaticano dove ha vissuto dal 2023. Ora dovrà rompere i sigilli degli appartamenti, sia di quello a Santa Marta di Francesco, sia di quello del Palazzo apostolico, disabitato dalle dimissioni di Benedetto XVI e su cui erano stati comunque apposti dal segretario di Stato Parolin, come da tradizione. Dopo i lavori di ristrutturazione che in genere accompagnano l’inizio di ogni pontificato, con le modifiche e i colori scelti dal nuovo inquilino sarà fatta la scelta definitiva. Se Leone deciderà di viverci sarà l’ennesima «differenziazione» da Francesco: e un ritorno alla tradizione, visto che i Papi ci hanno abitato da dopo l’unità d’Italia e dopo aver dovuto lasciare il Quirinale, loro residenza dal 1605 al 1870, l’ultimo fu Pio IX.
Anche sull’auto che usa per le uscite dal Vaticano, Leone sembra avere optato per un elegante van blu scuro, al contrario di Francesco che si spostava su auto molto più «povere» e comuni: dalla Fiat 500L bianca, alla Ford Focus alla Panda. Non è che papa Prevost, col suo passato da missionario, sia avvezzo o appassionato al «lusso»: il messaggio che potrebbe mandare è la restaurazione della solennità della figura del Papa.