Pensiero Spirituale sul digiuno e la rinuncia nella lotta contro satana

Prima di iniziare la sua vita pubblica di predicazione, Gesù si è ritirato nel deserto per quaranta giorni e quaranta notti osservando un digiuno radicale e dedicandosi alla preghiera. È chiaro che se Gesù si è preparato all’attacco di satana con il digiuno e la preghiera è perché – nonostante la sua natura umana fosse inattaccabile – fosse un esempio per noi.

La tentazione è un’invenzione di satana che ha usato con successo quando è riuscito a trarre in inganno i progenitori. La tentazione è un adescamento; satana presenta il male (la disobbedienza a Dio) tinto di bene. La Genesi descrive la tentazione con poche parole ma con una profondità incredibile, quelle poche righe sono un capolavoro da leggere e rileggere più volte. Satana presenta a Eva la disobbedienza al comando di Dio che aveva proibito di mangiare il frutto dell’albero come fosse una menomazione alla libertà umana, e presenta la disobbedienza al comando di Dio come qualcosa di estremamente appetitoso e desiderabile perché permette la libertà.
Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Satana propose la tentazione ai progenitori proprio nello stesso modo in cui adesso divulga lo slogan “senza Dio si vive meglio”. Satana presenta il male come una realizzazione di se stessi, sotto forma di bene, come una fonte di felicità. Il diavolo offre il veleno sotto forma di elisir appetitoso. La tentazione, di fatto, è un inganno che ha una potenza attrattiva talmente forte che ci acceca. Difatti, Eva guarda all’albero e trova il frutto sommamente desiderabile, in quel momento i suoi occhi non vedono altro e lei lo desidera con tutta se stessa. Certe tentazioni risvegliano in noi desideri malsani di impurità, di possesso, di gloria, di superbia.

Satana non ha mai smesso di tentare l’umanità e lo ha sempre fatto allo stesso modo, offrendo il male sotto forma di bene. Accade, però, che cedendo alla tentazione non assaporiamo la felicità o la libertà che satana ci aveva promesso, ma ci sentiamo nudi, peccatori, indegni. Proprio come i progenitori si sono vergognati per aver ceduto alla tentazione e si sono sentiti privi dei doni con cui Dio li aveva creati, allo stesso modo succede ogni volta che cadiamo in tentazione e pecchiamo.

Dio aveva creato i progenitori ricolmi di doni dello Spirito Santo, nel momento in cui hanno assaggiato il frutto succoso che satana aveva proposto loro, si sono accorti che in realtà quel frutto era marcio ed erano stati ingannati. In quel momento hanno perso tutto. Con un morso hanno assaporato il veleno che la serpe porta dentro di sé e che inietta negli altri. Questa tattica di satana è all’ordine del giorno anche oggi, ogni volta che ci presenta una tentazione ai nostri occhi appare come qualcosa di estremamente desiderabile, tanto che non vediamo altro. Succede anche oggi che quando cediamo ci rendiamo che abbiamo peccato, ci sentiamo sporchi.

I nostri progenitori non si sono pentiti, hanno cercato di nascondersi nel giardino per vivere lontani da Dio. La stessa cosa si ripete oggi, non osserviamo i Comandamenti e viviamo come se Dio non ci fosse. Dio è andato a cercare i progenitori proprio perché nella sua infinita Misericordia sapeva che quel tipo di vita li avrebbe condotti nel regno di satana. La conversione di Adamo ed Eva è avvenuta successivamente; anche il loro figlio Caino era inquinato dal male, difatti per avidità ha ucciso il fratello Abele.

La tentazione è un’invenzione di satana con cui cattura innumerevoli anime presentando il male sotto forma di bene. Per vincere la tentazione sono necessari il digiuno, la preghiera e la rinuncia. La Madonna ce lo ha detto fin dall’inizio delle apparizioni a Medjugorje. I progenitori sono caduti nella tentazione pur essendo in uno stato totale di grazia, la loro natura umana era sana, non aveva ferite come la nostra. Questo sta a indicare che la tentazione ha una tale potenza che può fare cadere anche le persone in grazia, come lo erano i nostri progenitori.

La forza della tentazione satanica è irresistibile, ci ha polarizzato. Abbiamo rifiutato la fede e la Croce credendo di poter diventare i padroni del mondo, in realtà ci siamo consegnati nelle mani del maligno. Rifiutando Dio diventiamo schiavi di satana. L’umanità ha scelto la morte proprio perché non vuole Dio; l’uomo moderno, al bivio fra la vita e la morte, sceglie la strada di satana e vive come se Dio non ci fosse.

Il digiuno è la rinuncia ai desideri malsani che satana suscita in noi. Tutto quello che il maligno ci propone è contro i Comandamenti di Dio e lo rende luccicante davanti ai nostri occhi. Satana ci inganna con quello che ci offre; se non siamo capaci di dire no, cadiamo nella sua trappola. Accade anche, purtroppo, che quando ci accorgiamo di aver peccato, ci pentiamo e ci confessiamo con il proposito di non peccare più, ricadiamo nella stessa trappola proprio perché satana è molto abile nel colpirci nel nostro punto debole; è lì che va ad insinuarsi la serpe maligna.

È importante, allora, rafforzare la volontà nella preghiera e nell’esercizio delle rinunce. Ogni giorno possiamo esercitare il nostro spirito con piccole rinunce di ogni genere. Allenare la volontà a dire no aiuterà a distogliere lo sguardo dalla tentazione. Quando, attraverso l’esercizio della rinuncia, arriviamo a dire “no” a satana che ci presenta una tentazione per trascinarci nel fango, segniamo una vittoria strepitosa, il Cielo fa un’ovazione enorme. Ogni “no” è una nuova corazza, è un rafforzamento continuo del nostro spirito, è uno strato in più che impedisce a satana di trafiggere con i suoi dardi infuocati. Così rafforzati, procediamo nel cammino di Dio ed è così che dobbiamo entrare nel tempo dei Segreti dove satana sarà più che mai scatenato con le sue false promesse, le sue seduzioni anticristiche. Nel tempo dei Segreti dilagherà la menzogna satanica, spunteranno in ogni dove i falsi salvatori. Con la Corona del Rosario teniamo lontano satana, distogliamo gli occhi dello spirito dalle tentazioni, resistiamo e rafforziamoci.

In palio c’è la salvezza eterna della nostra anima. Chi perde l’anima ha perso tutto! La verità è eterna come è eterno Dio: «che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?»