di Margherita De Bac – Corriere della Sera – 23 Marzo 2025
Risponde il direttore della clinica di otorinolaringoiatria della Sapienza. Alle 18 previsto un briefing dei medici al Gemelli

Il pontenfice è ricoverato al policlinico Gemelli dal 14 febbraio scorso in seguito a una grave crisi respiratoria causata da una polmonite. Le sue condizioni sono migliorate dal punto di vista motorio e non ha più bisogno di supporti per respirare. Dovrà però sottoporsi a una riabilitazione mirata al recupero della voce e della capacità di parlare. La Santa Sede ha fatto sapere che domenica 23 marzo Francesco ha intenzione di affacciarsi dalla finestra della sua stanza per dare un saluto e una benedizione ai fedeli che da 5 settimane affollano il cortile dell’ospedale. Alle 18 previsto un briefing dei medici al Gemelli.
Il Papa ha perso la voce, ha detto il cardinale Victor Manuel Fernandez. Quali possono essere le cause?
«Per parlare bisogna avere aria che esce dai polmoni e fa vibrare le corde vocali. L’aria deve arrivare in quantità sufficiente in rapporto al volume della laringe, dove si trovano le corde vocali che nel caso del Pontefice non hanno subito un deficit. L’assenza di voce e la grande fatica nel parlare dipendono invece nel suo caso da un deficit di respirazione importante. Immaginiamo quando alla fine di una corsa intensa non riusciamo a parlare. Succede perché i nostri polmoni non riescono a far fluire l’aria verso la laringe con una certa pressione e a far vibrare le corde vocali».
Marco De Vincentiis è il direttore della clinica di otorinolaringoiatria della Sapienza, prossimo presidente della società italiana di otorinolaringoiatria e presidente della scuola di logopedia.
Può essere stata l’ossigenoterapia a alti flussi, somministrata attraverso dei tubicini inseriti nel naso e di cui il Papa ha bisogno da almeno tre settimane ad aver determinato l’afonia?
«L’ossigeno asciuga molto le mucose delle corde vocali (che sono un muscolo ricoperto da epitelio) e della laringe anche quando vengono adoperate tutte le accortezze per miscelarlo in modo opportuno, umidificandolo affinché la secchezza venga limitata. Più di tanto però non si riesce a rendere l’ossigeno innocuo. Anche la faringe, l’organo che serve a modulare la voce, tende a asciugarsi».
La polmonite bilaterale è un’altra nemica delle voce?
«Sì, indipendentemente dalla causa dell’infezione, sé batterica o polmonare, l’organismo ne è debilitato. L’aria arriva con difficoltà e le corde vocali funzionano meno».
Come si recupera la voce?
«Con l’aiuto del logopedista, un professionista che viene formato con un corso di laurea breve e che conosce a fondo anche i meccanismi della deglutizione. Gli esercizi tendono a far muovere le corde vocali . Il paziente deve reimparare a parlare utilizzando l’aria di cui dispone. Già prima del ricovero il Papa in almeno un paio di udienze pubbliche era stato costretto a sospendere le letture per difficoltà nel far uscire la voce. Lo si vedeva inspirare profondamente prima di leggere, condizionato anche dalla seduta sulla carrozzina».
Quanto tempo ci vuole per recuperarla?
«Non sappiamo quali siano le reali condizioni del Pontefice. Possono essere necessari anche 20,30 giorni se non di più. Il Papa dopo 5 settimane di ricovero è molto debilitato. La muscolatura è indebolita, anche quella della respirazione e viene seguito da un riabilitatore di questa funzione».
La voce può essere sempre recuperata?
«Le racconto una bella storia. Anche i pazienti dell’Umberto 1, che hanno subito l’asportazione della laringe per problemi di tumore e ai quali è stata applicata una protesi, sono tornati a cantare e hanno creato un coro».