La REPUBBLICA – 8 Novembre 2024 a cura della redazione Esteri

Il presidente eletto potrebbe congelare il conflitto, promettendo di continuare a dare armi a Kiev per evitare futuri attacchi di Mosca

Congelare il conflitto sulle posizioni attuali, creare regioni autonome lungo una zona demilitarizzata e lasciare Kiev in un limbo diplomatico, fuori dalla Nato, rinviando ogni soluzione definitiva a quando Putin non sarà più presidente. È il piano di Donald Trump, presidente eletto, per la guerra in Ucraina. In parte, lo aveva già raccontato il Financial Times a fine ottobre. Il Wall Street Journal ha fornito nuovi dettagli.

I territori occupati

I consiglieri del tycoon hanno in mente una intesa che fisserebbe l’occupazione da parte della Russia di circa il 20% dell’Ucraina. La linea del fronte sostanzialmente si bloccherebbe e entrambe le parti concorderebbero su una zona demilitarizzata di 800 miglia. Chi pattuglierebbe quel territorio resta poco chiaro, ma un consigliere ha detto che la forza di mantenimento della pace non coinvolgerebbe truppe americane, né proverrebbe da un organismo internazionale finanziato dagli Stati Uniti, come le Nazioni Unite.

Il no alla Nato

L’idea proposta all’interno dell’ufficio di transizione di Trump prevedrebbe che Kiev prometta di non unirsi alla Nato per almeno 20 anni. In cambio, gli Stati Uniti continuerebbero a fornire all’Ucraina armi per scoraggiare un futuro attacco russo.

I decisori

Come nel primo mandato di Trump, diverse fazioni sono pronte a competere per influenzare la politica estera del repubblicano. Gli alleati più tradizionalisti come Mike Pompeo, l’ex segretario di stato ora in lizza per guidare il Pentagono, probabilmente spingeranno per un accordo che non sembra dare una vittoria importante a Mosca. Altri consiglieri, in particolare Richard Grenell, uno dei principali candidati a guidare il Dipartimento di Stato o a fungere da consigliere per la sicurezza nazionale, potrebbero dare priorità al desiderio di Trump di porre fine alla guerra il prima possibile, anche se ciò significa costringere Kiev a concessioni significative.

La reazione di Putin

Più di 24 ore dopo la vittoria di Trump, sono arrivate anche – a distanza – le congratulazioni di Vladimir Putin. Il capo del Cremlino ha detto di non aver ancora parlato con il presidente eletto americano, ma ha affermato di essere pronto a farlo, non reputando “vergognoso” prendere lui stesso l’iniziativa per telefonare al tycoon. Lo zar ha colto l’occasione del suo intervento alla conferenza annuale del Club di Valdai, a Soci, per fare il commento tanto atteso sulla rielezione di Trump, che in campagna elettorale aveva detto di poter mettere fine al conflitto in Ucraina “in 24 ore”. Un’iniziativa “degna di attenzione”, ha detto il presidente russo, probabilmente riferendosi al piano anticipato dal Wall Street Journal e dal Financial Times.