Pensiero spirituale sulla Nota di approvazione di Medjugorje: La pace che sgorga dalla carità (4)

Cari amici, i frutti derivano dai Messaggi della Regina della pace e dalla Sua evangelizzazione materna. Nel documento della Santa Sede incontriamo un’analisi dei Messaggi che sono una fonte di spiritualità per tutti noi.

La Madonna esige la nostra fede nella Sua presenza dato che è l’unica che ci possa salvare dalla catastrofe. In un mondo che sembra essere in mano al diavolo, solo Dio sa quanto abbiamo bisogno della Madre celeste e del Suo intervento. Maria stessa disse: «Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate» (25 marzo 2020). Ci invita ad unirci particolarmente a suo Figlio Gesù in un’intima unione perché sarà quella a darci la forza di combattere contro il maligno.

Nella Nota è stato messo in evidenza ciò che ha detto la Madonna sulla pace. La vera pace non è quella di cui parlano gli uomini, ma è il rapporto con Dio che ci riempie il cuore e che distribuiamo agli altri. Per contrario, il diavolo scardina i cuori, li riempie di odio che distribuisce nei popoli e nelle nazioni, spingendoli verso l’autodistruzione.

Il documento fa riferimento ad alcuni Messaggi sulla pace intesa non come valore assoluto e unico, perché più grande di essa ci sono la carità e l’amore. Questa è un’osservazione molto opportuna, perché ricordo una domanda che è stata fatta a Mirjana nella quale le si chiedeva con quale parola avrebbe sintetizzato tutti i Messaggi del due del mese e rispose con “Amore”. L’amore di Dio si riversa, mediante Suo Figlio e il Cuore Immacolato di Maria, su questo mondo peccatore che ha bisogno di perdono.

In questa luce possiamo gustare questi Messaggi che ci insegnano che la pace sgorga dalla carità, è il frutto dell’amore di Dio nei nostri cuori.

La pace che sgorga dalla carità

7. Questa pace non è fine a sé stessa né esprime il valore cristiano più alto. È frutto della carità vissuta, che è la virtù più grande e più bella. Si tratta dell’amore che si abbandona all’amore di Dio e si esprime nell’amore fraterno che evita i litigi, non giudica e perdona:

Dire che Dio è pace non coglierebbe l’identità divina come l’espressione “Dio è amore”, che è quella che ci ha regalato San Giovanni l’evangelista. La carità da cui sgorga la pace è al vertice della santità.

Nei Messaggi spesso la Madonna interviene nel regolare con l’amore i rapporti con gli altri. Questa è una preoccupazione che ci fa capire come noi cristiani nei rapporti umani dobbiamo farci guidare dall’amore. Dobbiamo evitare le ripicche, gli odi, le vendette, i risentimenti, il farla pagare, altrimenti aumentiamo il tasso di superbia e di risentimento che c’è nel cuore.

«Amatevi gli uni gli altri. Siate fratelli tra di voi ed evitate ogni litigio» (25.12.1981). «Cari Figli, anche oggi vi voglio invitare al perdono. Perdonate, figli miei! Perdonate gli altri, perdonate voi stessi» (13.03.2010). «Cari figli, questo è il tempo del ringraziamento. Oggi, da voi cerco l’amore, non cercate errori e sbagli negli altri e non giudicateli» (04.05.2020).

Dio ci perdona sempre se ci pentiamo sinceramente. Noi a nostra volta dobbiamo perdonare noi stessi, cioè accettare il perdono di Dio, altrimenti cadiamo nella superbia. I rapporti umani fra la famiglia, i conoscenti, i parenti, gli amici e chi conosciamo cambiano radicalmente se c’è la disponibilità a non reagire negativamente ad ogni cosa che succede. Anche il ringraziamento è una forma di carità. Se pretendiamo cadiamo nel peccato della superbia. Dobbiamo imparare a ringraziare.

La Madonna cerca il nostro amore, Dio ci dà il suo amore e noi dobbiamo donarglielo. Motivi per criticare, per arrabbiarsi, per giudicare e affossare, ne abbiamo sempre. Dobbiamo sorvolare tutte le cose negative per guardare a quello che c’è di buono, bello, valido. Questa è l’arte del vivere bene perché diventiamo una benedizione quotidiana per quelli che frequentiamo.

Questa carità, che ci permette di portare la pace nel mondo, implica pure l’amore per quelli che non sono cattolici. È vero che non si tratta di proporre un sincretismo né di dire che «tutte le religioni sono uguali davanti a Dio». Ciononostante, tutte le persone sono amate. Questo è un punto che si capisce meglio nel contesto ecumenico e interreligioso della Bosnia ed Erzegovina, segnato da una terribile guerra con forti componenti religiose:

Nel territorio dell’ex-Jugoslavia, ci sono i serbi, i musulmani e i cattolici. Questa convivenza è andata bene per anni, improvvisamente, con la caduta dell’Impero sovietico anche l’ex-Jugoslavia si è disgregata dal punto di vista politico e sono sorte le contrapposizioni etniche. Da qui la guerra dei Balcani che ha visto i serbi, i cattolici e i musulmani scontrarsi. La Regina della pace è stata molto severa durante questo periodo dicendo:

«Così vi siete allontanati da Dio e da me per il vostro misero interesse. Io desideravo fare di voi un’oasi di pace, di amore, di bontà. Dio desiderava che voi, con il vostro amore e con il suo aiuto, faceste miracoli e deste l’esempio. Perciò ecco che cosa vi dico: Satana si prende gioco di voi e delle vostre anime, e io non posso aiutarvi perché siete lontani dal mio Cuore» (25 marzo 1992).

Per grazia di Dio, Medjugorje è stata preservata dalla guerra benché fosse provocata dalle bombe. Ha coltivato nella preghiera, nei cuori e nei Messaggi, la tolleranza e il rispetto. Non si usa la religione per aggredire gli altri.

«Sulla terra voi siete divisi, ma siete tutti figli miei. Musulmani, ortodossi, cattolici, tutti siete uguali davanti a mio Figlio e a me. Siete tutti figli miei. Ciò non significa che tutte le religioni siano uguali davanti a Dio, ma gli uomini sì. Non basta, però, appartenere alla Chiesa cattolica per essere salvati: occorre rispettare la volontà di Dio […]. A chi poco è stato dato, poco sarà chiesto» (20.05.1982). «Voi non siete veri cristiani se non rispettate i vostri fratelli che appartengono alle altre religioni» (21.02.1983). Sebbene si ricordi la necessità di «conservare a ogni costo la fede cattolica per voi e per i vostri figli» (19.02.1984).

La maternità di Maria è universale. In Occidente c’è stata un’apostasia con la quale abbiamo privato della fede cattolica noi stessi e i nostri figli. Dobbiamo rispettare quelli che appartengono alle altre religioni. Gli uomini sono nostri fratelli e dobbiamo rispettarli. La Regina della pace su queste tematiche è stata molto chiara e molto aderente a quello che è l’insegnamento della Chiesa.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”