DODICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Cari amici di Radio Maria buona Domenica!

Entriamo con gioia in questo giorno di festa, radicalmente diverso da tutti gli altri della settimana, perché è la porta per la quale entriamo nella luce dell’eternità, che Gesù ha preparato per tutti quelli che credono in Lui e lo seguono.

Oggi il Vangelo ci presenta l’evento straordinario della tempesta sedata, uno dei più noti e più impressionanti del vangelo, per la similitudine che avvertiamo con la nostra condizione esistenziale, esposta alle tempeste che si abbattono sulla vita.

L’ambiente è quello del lago di Galilea che, nell’approssimarsi della notte, Gesù con i suoi discepoli si apprestano ad attraversare  dopo aver congedato la folla.

Gesù è stanco per l’intensa giornata di predicazione e si concede una pausa di riposo, sdraiandosi a poppa con la testa appoggiata a un cuscino. Il vangelo di Marco è sempre  ricco di particolari che indicano la testimonianza di un testimone oculare, in questo caso di Pietro.

Scoppia improvvisamente una tempesta di vento sollevando onde che si rovesciano nella barca fino a riempirla. Sono le situazioni della vita e della storia, come il nostro momento attuale,  che sembrano travolgerci e che ci spingono a chiamare Dio in aiuto.

Noi sappiamo che Gesù è sulla barca, anche se sembra dormire e, visto che orami stiamo affondando, lo scuotiamo dal suo sonno apparente. “ Maestro non ti importa che siamo perduti?”. 

Mi chiedo a chi si rivolgeranno quelli che non credono che sulla barca ci sia quel misterioso personaggio a cui aggrapparsi. Che cosa faranno? A chi grideranno? Visto che ormai la barca è piena di acqua, dovrebbero farci un  pensiero. Basterà la loro presunzione a tenerli a galla?

Noi che abbiamo la fede  e che sappiamo che Gesù è a bordo, non dobbiamo vergognarci di chiedere aiuto al “Solo” che può ascoltarci  e invitare anche gli altri a farlo, perché senza Gesù e la sua grazia periamo.

E’ quanto deve fare oggi il mondo che cammina accecato sull’orlo dell’abisso. Dio ha già inviato chi può aiutarci , ma i più non vedono e non sentono.

Vostro Padre Livio


Dal Vangelo secondo Marco
(Mc 4, 35-41)
 
In quel tempo, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
 
Parola del Signore.