Pensiero spirituale sull’ateismo che è una moda ingannevole

Cari amici, nel mondo c’è una forma strana di ateismo. Nell’antica scrittura – nel Vecchio e Nuovo Testamento – non esiste l’ateismo, ma l’idolatria. Invece di adorare il Dio vero – che si può raggiungere attraverso l’uso della luce naturale dell’intelletto umano, attraverso la quale dalle creature possiamo risalire al Creatore – viene adorato il mondo. È anche attraverso i bisogni del cuore umano che si desidera “l’assoluto” , ciò che è vero, bello e buono. Nel cuore umano c’è il desiderio di Dio che coincide con il desiderio di una felicità totale e assoluta. Non vi è dubbio che nella Storia dell’umanità ci siano tracce di queste possibilità dell’uomo di arrivare fino a Dio, di dimostrarne l’esistenza e le Sue perfezioni a prescindere dalla divina rivelazione. È presente l’aiuto della grazia che ha sempre accompagnato l’uomo nel suo cammino fin dalla caduta dei progenitori.

Se guardiamo alla Sacra Scrittura, possiamo notare l’opposizione fra il Dio vero e gli idoli. Gli idoli sono divinità che rappresentano realtà della Creazione – come le forze della natura, del cielo e della terra – sono divinizzazioni di elementi come gli astri, le piante, di tante attività umane. Vengono deificate come una forma di panteismo, un’idolatria attraverso la quale si adora il mondo. Ma l’idolatria non è altro che l’adorazione dell’uomo che fa di se stesso, delle Sue opere, degli idoli che costruisce, anche se hanno mani ma non palpano, hanno occhi ma non vedono, hanno orecchi ma non sentono. È una realtà che proietta l’uomo fuori di sé, fino a divinizzare i suoi vizi e le sue virtù.

Quando è nata la Chiesa, ha fatto il suo annuncio del Dio vivo e vero che si è fatto uomo in Gesù Cristo. La Chiesa primitiva e gli Apostoli annunciano la divinità di Gesù Cristo come Dio. Nel medesimo tempo – attraverso la predicazione e i concili che ha fatto nei primi tempi – elabora la dottrina della Santissima Trinità: un solo Dio in tre persone distinte, il Verbo si è fatto carne, Cristo è Dio, non c’è altro Dio all’infuori di Lui. Nel medesimo tempo combatte tutte le forze di idolatria che riempiono la società.

La cosa più interessante – come ha messo in evidenza anche Benedetto XVI nel suo famoso capolavoro “Gesù di Nazareth” – è che uno dei motivi della conversione delle folle che popolavano l’Impero Romano fu la potenza della predicazione degli Apostoli contro il satanismo. C’erano molti templi dove satana era onorato, dove c’era la prostituzione sacra ma in versione della perversione. La stessa società greco-romana – che era poliforme – era una società che sentiva l’oppressione di satana, del suo regno, della sua presenza, della sua schiavitù, di tutto ciò che satana offre, come la tristezza, la rabbia, l’odio, la perversione. La società ha quindi accolto l’annuncio di Cristo – vincitore della potenza delle tenebre, della morte e del maligno – come una grande liberazione dall’idolatria e dal satanismo. Questo è stata la forza che ha portato alla conversione di un impero senza spargimenti di sangue, come avviene sempre nella Storia. Chi ha versato il suo sangue sono stati gli Apostoli e i martiri, ma è la potenza stessa della luce cristiana e la presenza di Cristo nella Chiesa che ha sconfitto l’idolatria e il satanismo.

Nella Storia della Chiesa, l’esistenza del Dio vivo e vero che si è fatto uomo in Gesù Cristo, era la fede che permeava la società. Mentre, le forme di deviazione dal Cristianesimo o di ateismo erano rappresentate da piccoli gruppi. Essere idolatri, atei o eretici, essendo piccole minoranze non influivano sulla cattolicità della fede così come era vissuta dalla gente.

Siamo andati avanti nei secoli e il tema dell’ateismo – specialmente nei tempi moderni – si è affermato in alternativa al Cristianesimo come un’opzione di vita, un modo diverso e antitetico di vivere e rappresentarsi la vita, l’uomo e il suo destino. Fino al dopoguerra gli atei erano persone deviate, fuori strada, per le quali pregare e conquistarli alla fede. Nella mia giovinezza, i preti andavano a trovare gli atei per farli rientrare nella comunità dei figli di Dio, nella Chiesa.

Dal dopoguerra in avanti, l’ateismo è diventata un’opzione di vita sempre più condivisa dalla gente. Ad esempio, quando ci sono state le elezioni per il presidente della Repubblica era stato suggerito il nome di Massimo Dalema – un personaggio importante del Partito Comunista – che fu proposto come capo dello Stato. Siccome dissi che un capo dello Stato in un paese a maggioranza cristiana, non può essere ateo, successe il finimondo. Questo per spiegare come allora l’essere ateo era un po’ un’eccezione, infatti, la società non era pronta a passare superficialmente su un ritratto del genere. Per qualche anno nel dopoguerra, siamo andati avanti ancora con un contesto sociale dove la fede in Dio era un punto di riferimento più che maggioritario. Pian piano l’ateismo, da protesta e accusa contro Dio, è diventato un modo di pensare collettivo. La causa prima è stata la società del benessere che ha illuso l’uomo di poter fare a meno di Dio, per cui “Quando il ventre è pieno, il cuore non prega”, come dice il proverbio. Il progresso di beni materiali e dello standard di vita fa sì che l’uomo non si ricordi più di Dio.

Inoltre, c’è una componente pseudo-scientifica dell’ateismo quella di una pseudo-scienza che è l’evoluzionismo. Charles Darwin che per primo ha parlato di evoluzionismo non escludeva Dio, sono i suoi successori che hanno dato una versione atea di esso. La forzatura di fare dell’evoluzionismo una scienza atea – per cui noi veniamo dalla materia, siamo materia organizzata, coincidiamo con il nostro corpo, quando il corpo si dissolve muore tutto – si finisce per divinizzare la natura, si va nel panteismo, nel materialismo e nella negazione del vero Dio trascendente rispetto al mondo. Il benessere materiale, la pseudoscienza evoluzionista, i mass media che hanno sposato queste cause senza vergogna, scienziati – di cui rispetto le competenze – che dicevano che l’uomo è un animale come tutti gli altri, sono tutti ingredienti che hanno creato il clima dell’ateismo.

Gli atei erano quei punti rossi sparsi che si convertivano ed entravano nella Chiesa. Adesso essere ateo è normale e convertirsi per diventare cattolico è un’eccezione. Sono passato da un’epoca in cui essere credenti in Dio era normale e l’ateismo era una rarità; a un’epoca in cui essere atei, indifferenti e opposti è la normalità, convertirsi a Dio è un’eccezione.

Se si passa dalla fede per grazia a una visione atea e materialistica della vita, non ci si trova in un ambiente asettico. In quel momento, si presenta alla porta il diavolo che passa all’attacco portando la persona agli idoli, alle passioni umane, la ricchezza, il sesso, la prepotenza, la cattiveria, l’inganno e tutto quello che è produzione del cuore umano che non è abitato da Dio. Si passa in questo modo al satanismo, alla possessione satanica, al dominio di satana sulla propria vita. Questo è ciò che è successo alla nostra società. Da cristiana è diventata atea “felice”, ma l’ateo non può essere felice.

Questo è il passaggio a cui stiamo andando incontro, ovvero quello dall’ateismo al satanismo. Il satanismo può toccare e invischiare anche quelli che non credono nell’esistenza di satana, perché egli va in cerca di anime indifese. Le circuisce e penetra nelle vite distruggendole. Da ateismo felice si trasforma in ateismo disperato. Se la vita è una clessidra svuotata allora dobbiamo vivere per alcuni anni con fatica per che cosa? Chi sopporterebbe una vita flagellata, senza una prospettiva di salvezza, di gloria, di felicità eterna? Si cadrebbe nell’angoscia, nella disperazione, in uno stato di infelicità permanente, come lo dimostra il numero di suicidi nei giovani specialmente occidentali.

Dobbiamo stare attenti a questo scivolo che porta all’inferno. Se si rifiuta il Dio dell’amore, della pace, della Misericordia e del perdono, arriva il falso benefattore che è il principe di questo mondo. Egli darà quello che lui è: la menzogna, la rabbia, l’odio e l’infelicità, riempiendo le persone di sé e a sua immagine.

È importante rendersi conto che da questa moda ingannevole di vivere come atei è una trappola nella quale ormai siamo caduti. Dobbiamo fare in fretta a uscirne perché nel tempo dei Segreti sarà molto più difficile sfuggire, senza la fede sarà arduo vedere il sole laddove saettano i fulmini dell’ira di Dio. Se non abbiamo la grazia della fede in Dio, siamo come turaccioli nell’oceano sbattuti e andiamo a fondo.

Come ha detto la Madonna: «Siate gioiosi cercatori di Dio» (25 settembre 2022). Cerchiamo Dio, usciamo fuori dal guscio in cui siamo stati imprigionati, usciamo fuori dall’inganno in cui satana ci ha attirato, perché Dio c’è ed è come sole che splende. Le nuvole possono oscurare il sole ma non eliminarlo, così è per Dio.

Dobbiamo essere attenti a sfuggire da questo ossido di carbonio senza sapore e odore che ci invade e che distrugge le nostre anime.

Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”