Pensiero personale sul segno di Medjugorje

Caro Padre Livio buongiorno, sono Antonio di Livorno, è molto tempo che ascolto i suoi editoriali della mattina mentre sono in auto e a seguire ascolto molto della trasmissione di Radio Maria del giorno. A conti fatti devo dire che non ci sono ringraziamenti sufficienti per rendere grazie alla Madonna di questa realtà radiofonica mondiale che senza ombra di dubbio porta la sua Santa Regia. Grazie a Lei e a tutti i conduttori  questa radio, è ascoltata appunto in tutto il mondo, già questo dovrebbe fare rizzare le orecchie a tutti quelli che non credono ma come San Tommaso vogliono la “prova” della presenza di Dio e della Madonna sua Santissima Madre.

 Non voglio dilungarmi troppo per non rubare dello spazio ma vorrei  raccontarLe il risultato del mio pensiero a riguardo di cosa sono convinto che accada col terzo segreto a Medjugorje. La Madonna ha rivelato ai Veggenti che con il terzo segreto, coinvolgerà gli abitanti ed il paese di Medjugorje in primis, ma che in maniera indistruttibile avrà risonanza mondiale.

Mi sono convinto che noi uomini e donne oggi abitanti su questa terra siamo tutti come San Tommaso (più o meno segretamente o palesemente esternato da ognuno di noi) o forse ancora più increduli, se siamo rimasti impassibili dopo tutti questi segnali e apparizioni che ci arrivano con insistenza Materna dalla Madre di Dio da Fatima ad oggi.

Se non ci siamo mossi difronte a questi segni, con la mente e gli occhi obnubilati dalla “sindrome Tommasea” che oggi è figlia del modernismo e della tecnologia, allora abbiamo necessità di vedere il  segno come qualcosa che deve tendere all’irrazionale umano, che deve farci fermare, strabuzzare gli occhi e pensare che non è possibile che esista sulla terra un segno sì fatto. Dobbiamo pensare, a quella vista del segnale, che non esiste scienza o tecnologia o uomo che possa aver fatto quel segno. Qualcosa di così strano che faccia meravigliare.

 L’esempio più semplice che mi è balenato nella mente è stato: “un fenomeno tipo una enorme cascata di acqua senza interruzione ma con direzione terra/cielo e che scompaia tra le nuvole. O ancora un enorme incendio che si sviluppa nel niente o attorno ad un bosco, senza mai consumare il combustibile, senza mai fine, senza emanare calore e fumo, anch’esso di direzione opposta al razionale, dal cielo verso la terra.

Fenomeni che l’uomo, con tutte le sue tecnologie, con tutte le sue intelligenze umane o artificiali, non sia in grado di arginare o fermare. Ecco allora che l’uomo “Tommaseo” dovrà ricredersi e tornare su i suoi passi verso il Divino, verso la Casa di Dio.

L’ultima domanda che mi sono posto è: avremo il tempo di ricrederci? Avremo la possibilità di chiedere al Signore di riconoscerci come suoi Figli? Basterà la sua incommensurabile Misericordia a salvarci? 

Ave Maria

Suo devoto ascoltatore

Antonio


Caro Antonio,

senza dubbio la tua riflessione è coinvolgente. Il segno sarà forse, come tu hai ipotizzato, qualcosa di inatteso, di sorprendente e di scioccante, che ci riporti oltre nostra immaginazione e metta a tacere ogni dubbio e ogni tentativo di negazione dell’uomo “tommaseo” che ci portiamo dentro.

Tuttavia potrebbe anche esser qualcosa di molto semplice, pur nella sua soprannaturale evidenza, come era il sepolcro vuoto di Gesù, con quei panni ordinati e piegati, che fecero filtrare nel cuore dell’apostolo Giovanni la luce della Resurrezione.

Personalmente ho rinunciato a immaginare il segno. Anzi non sono certo se avrò la grazia di vederlo di persona, come pare sia necessario per coglierne tutta la bellezza. Mi accontenterà delle testimonianze di quei fortunati.

Il segno avrà indubbiamente l’effetto di confermare quelli che già credono alle apparizioni, ma non smuoverà gli induriti nel cuore, che “verranno a vedere, si inginocchieranno e non crederanno, come ha già ammonto la Madonna, invitando ad affrettare la conversione.

Tuttavia sarà un aiuto per tutti quelli, e sono moltissimi, che giacciono nelle tenebre ma “cercano il nostro Dio” e per i quali sarà preziosa la nostra testimonianza.

Ave Maria

Padre Livio