Cari amici, Gesù in Croce ha espiato i peccati del mondo al nostro posto e per nostro amore. Con la Confessione otteniamo il perdono dei peccati e la vita nuova della grazia. Viviamo la Pasqua con i sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia e avremo in dono la pace e la gioia del cuore.

Vostro Padre Livio


Il sacramento della confessione è un dono che sgorga dal Cuore misericordioso di Gesù e che tocca in profondità il cuore dell’uomo. E’ un’esperienza interiore che imprime svolte decisive nella vita delle persone. La pratica esteriore del sacramento, nella sua semplicità, non deve trarre in inganno. Prima che il penitente si accosti al confessionale per deporre il fardello dei suoi peccati e per ricevere l’assoluzione, nel suo intimo è stato combattuta una lunga battaglia. La luce e le tenebre, il bene e il male, la disperazione e la speranza si sono contesi  il dominio del cuore, prima che la decisione non mettesse fine al combattimento con la vittoria di Dio. Più degli altri sacramenti, la confessione presuppone un travaglio interiore. E’ il punto di arrivo di un lavorio della grazia che compie nel segreto i più grandi miracoli. Giustamente viene anche chiamata il “Sacramento della Conversione”, poiché realizza sacramentalmente l’appello di Gesù alla conversione, il cammino di ritorno al Padre, da cui ci si è allontanati col peccato” (Catechismo C. C. 1423).

Quello che si nasconde nel fondo di un cuore solo Dio lo può conoscere. Ciò che colpisce i contemporanei di Gesù è la sua capacità di vedere laddove nessun occhio umano potrebbe arrivare: “Gesù, conoscendo i loro pensieri disse: Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore?” (Mt 9,4). Gli uomini, se vogliono, sono impenetrabili e sanno nascondere perfettamente i loro pensieri, i loro progetti e i loro desideri. Tu potresti vivere accanto a una persona e non sospettare minimamente ciò che si agita nel suo intimo.  Spesso nella vita quotidiana esplodono episodi  di passione e di follia, che hanno come attori delle persone all’apparenza assolutamente tranquille. La vita interiore degli uomini sfugge a ogni controllo e solo Dio la conosce nella sua verità. I sacerdoti che confessano sono testimoni dell’evento straordinario di un’anima che si svela a uno sguardo umano con totale fiducia. Nella confessione le persone manifestano ciò che in esse vi è di più intimo e personale. Raramente questo accade in altre circostanze della vita.

Per comprendere lo spessore esistenziale di questo sacramento, soffermiamoci un momento su un episodio del vangelo che è fra i più toccanti. E’ il brano di Luca che narra del pianto di una peccatrice che bagna di lacrime i piedi di Gesù e li asciuga con i suoi capelli ( Lc 7,36-50). Gli uomini di quella città la conoscevano come una donna dai facili costumi e, pur abusando di lei, la ricoprivano di disprezzo. Guardandola esteriormente, chi avrebbe potuto indovinare ciò che si andava agitando in quel cuore trafitto dalla parola di Gesù? La bontà del Maestro, il suo invito alla conversione, le sue parole di misericordia avevano acceso una fiammella di speranza in quell’anima che brancolava nelle tenebre. Ed ecco che improvvisamente cade il sipario e il dramma esistenziale di quella povera creatura diventa palese ed appare in tutto il suo splendore la vittoria della grazia: “ Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di Lui  e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato” (Lc 7, 37-38).

La persona sulla quale i commensali puntano gli occhi è ben diversa da quella che erano soliti vedere e giudicare. E’ una persona radicalmente nuova. Si tratta innanzi tutto una novità interiore, che riguarda il cuore conquistato dalla luce. Ma nel medesimo tempo è anche una novità  esteriore, che stupisce e impone rispetto. Nella confessione si manifestano e si rendono evidenti i miracoli della grazia, che trasformano e rinnovano esistenze abbruttite dal male. Nessuno come il sacerdote confessore può testimoniare ciò che la potenza di Dio può compiere, facendo risorgere delle persone nelle quali la bontà, l’amore e la speranza erano spenti. Nessun uomo può entrare a suo piacimento nel cuore di un altro uomo. Se una persona si è indurita nel male, nessuno potrà cambiarla. Ogni nostra parola, come ogni nostra pressione, sbattono contro un muro impenetrabile. Nella confessione si assiste a questo miracolo esistenziale di cuori che si aprono e di persone che risorgono. La vera dimensione della vita, che è quella intima e che riguarda i rapporti di ogni coscienza con Dio, si rivela in questo straordinario sacramento della misericordia divina.

Non vi è dubbio che i confessori siano testimoni dei più grandi miracoli che accadono sulla terra. Se i confessionali potessero parlare, avremmo una conoscenza ben più vasta e profonda della misericordia di Dio e della miseria umana. I drammi nascosti della vita vengono a galla in quei colloqui a tu per tu, dove un uomo rappresenta Dio stesso. E’ all’Onnipotente che una creatura racconta ciò che non potrebbe mai affidare a un qualunque mortale. E’ nell’umana semplicità di quel sacramento che vengono curate le malattie spirituali più devastanti, che uno psicologo non potrebbe neppure alleviare. Oggi la scienza compie progressi, fino a qualche tempo fa inconcepibili, per quanto riguarda la salute psicofisica dell’uomo.  Tuttavia non potrà mai trovare la medicina che trasformi un uomo cattivo in un uomo buono e che dia la pace e la gioia a chi è nel tormento e nella tristezza.

La confessione compie questo tipo di miracoli, che sono i più grandi in assoluto, perché vanno oltre ogni umana possibilità. Un uomo che cambia vita è un prodigio ben più impressionante della resurrezione di un cadavere. Ma, quello che più conta, si tratta di una esperienza che ognuno può verificare nella propria vita. La conversione è la prova sperimentata dell’amore onnipotente di Dio, che ha a cuore i suoi figli e vuole che si salvino. Nella confessione si realizza questo evento mirabile della creatura che ritorna al suo Creatore, sottraendosi alla dittatura del potere delle tenebre. Quante volte il confessore ha accolto un’anima gemente, oppressa e disperata, e l’ha congedata serena, piena di pace e di speranza. Quale clinica dell’anima potrebbe mai realizzare risultati di questo genere?

Qual è il segreto di questi miracoli esistenziali che accadono ogni giorno sotto i nostri occhi? La causa non è qualcosa che, in ultima istanza, fa riferimento all’uomo e alle sue capacità. Neanche Padre Pio o il Curato d’Ars erano all’origine degli eventi di grazia che accadevano nei loro confessionali. La causa è l’azione misteriosa dello Spirito Santo che tocca i cuori, li apre, li cura e li trasforma. L’autore di queste meraviglie è Cristo stesso, che ha preso sulle sue spalle i peccati di tutti gli uomini e li chiama a sé per liberarli e guarirli.

Proprio nel momento supremo della sua vita, quando sta per consegnare  il suo spirito al Padre, Gesù ci mette davanti agli occhi la resurrezione spirituale che la grazia opera, cambiando radicalmente una persona e il suo stesso destino eterno. Uno dei malfattori appesi alla croce insulta Gesù e muore prigioniero della sua incredulità e durezza di cuore. L’altro, toccato dalla grazia, cambia radicalmente nel suo intimo, proprio sulla frontiera che separa il tempo dall’eternità. Egli si rivolge a Gesù dicendo: “ Gesù, ricordati di me quando sarai nel tuo regno. E Gesù gli rispose: “ In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso” (Lc 23, 42-43). Come spiegare questo cambiamento? I confessori conoscono molto bene queste sorprese della grazia. Non è certo esagerato affermare che in nessun luogo come presso un confessionale avvengano gli eventi più stupefacenti  a cui va incontro una persona. Nella cornice umile e discreta di questo sacramento Dio e l’anima scrivono pagine incancellabili, gelosamente conservate nei libri dell’eternità.