
Pensiero spirituale sulle parole della Madonna: “Se vivete mio Figlio avrete la pace e sarete felici” (18 marzo 2024)
Cari amici, vorrei riflettere sul Messaggio della Regina della pace a Mirjana del 18 marzo 2024, che ha avuto molto gradimento. La Madonna, pur nel suo linguaggio materno, facile e comprensibile a tutti, parla di un’attesa spirituale che non possiamo neanche immaginare. Per questo la Gospa ci dice: “Vivete i miei messaggi e mettete nella vita ogni parola che io vi do. Siano preziose per voi perché vengono dal Cielo” (25 giugno 2002). Persino i veggenti a volte fanno fatica a comprendere i Messaggi. La Madonna ci ha esortato evocando lo Spirito Santo per comprendere le Sue parole. A coloro che ancora oggi si ostinano e vogliono fare polemiche sulle apparizioni della Madonna, vorrei dire che Messaggi come questi presuppongono un’altezza spirituale che non è umanamente possibile. Una creatura normale non può capire ciò che la Madonna ha dentro perché esprime la vita interiore che è irraggiungibile. Non solo nell’applicazione ma anche nella comprensione della mente umana che viene sovrastata da una luce così grande.
Cerchiamo di cogliere almeno l’essenziale delle parole che la Madonna dice e che ha detto in tutti questi anni. Purificandoci e vivendo possiamo capire di più e ci renderemo conto della miseria nella quale ci troviamo, siamo in un pantano nel quale stiamo tirando dentro anche il Cielo e sarebbe meglio che ne uscissimo fuori.
La Regina della pace ha detto la Verità cristiana per eccellenza, è qui per la grandissima Misericordia di Dio. Tenendo conto dell’indifferenza, dei tradimenti che ha dovuto patire in questi decenni, dove apparentemente non ha raccolto molto, ciononostante viene.
Ho parlato con un cittadino di Medjugorje che ha detto che a Medjugorje hanno fatto molti sbagli, ha sbagliato la Parrocchia, hanno sbagliato i veggenti, hanno sbagliato i parrocchiani, ma alla fine Lei è ancora qui che viene e verrà ancora. Sono apparizioni del trionfo del Suo Cuore Immacolato, non si possono vietare alla Madonna le apparizioni, è come svuotare un pozzo con un bicchiere rotto.
Il Messaggio della Regina della pace lo ripete spesso, specialmente negli ultimi tempi. Il messaggio è che il cuore umano può cambiare, anela alla pace, anela all’amore, anela alla verità. Purtroppo, il cuore umano viene inquinato prima di tutto con la ferita del peccato originale – con dentro il veleno della superbia che è madre di tutti i vizi – ma con il Battesimo c’è la grazia dello Spirito Santo che ci viene data per il combattimento spirituale.
Nonostante la coltre di polvere e di fango del peccato che copre, sfigura, distrugge l’immagine divina, finché c’è vita, un’anima può sempre rinascere, può sempre convertirsi. Il cuore umano nel suo fondo – con i condizionamenti interni e quelli che abbiamo accresciuto con le libere scelte sbagliate, con i condizionamenti del mondo e il soffio maleodorante del demonio che ci spinge a deviare – cerca la pace, l’amore, la verità fuori da Cristo. Il cuore umano può cambiare nonostante il peccato, anela alla pace, all’amore, alla verità e così saremo felici. Se cerchiamo queste cose in Gesù saremo felici.
Se le cerchiamo fuori da Cristo – quindi nel mondo transeunte, fatto di false luci – in realtà questa fame di mondo “è sì malvagia e ria, che mai non empie la bramosa voglia, e dopo ’l pasto ha più fame che pria” (Inf. I, 97-99). Se copriamo l’immagine di Dio che è in noi, rimaniamo invischiati nelle reti di satana come mosche. Se non ne usciamo ci perdiamo eternamente.
Questo è il messaggio che ci vuole dare la Madonna. Se cerchiamo la pace, l’amore e la verità, dobbiamo farlo in Suo Figlio. La Regina della pace dice: “Se vivete l’amore, se vivete mio Figlio avrete la pace e sarete felici” (18 marzo 2024), quello che colpisce di più è proprio l’espressione “Sarete felici”. Ed è proprio così, perché ci sono persone che possono testimoniare che vivendo Gesù Cristo, cercando Gesù Cristo, credendo in Gesù Cristo, che è Verità, amore e pace, sono felici. Queste persone sono felici nell’umiltà, nella povertà, portando la Croce, osteggiati dal mondo, sono felici persino crocifissi, con la felicità che Dio dà a chi lo segue, a chi apre il cuore, a chi lo imita.
In questi giorni la Chiesa ci presenta Gesù nella Passione, guardiamo alla pace e al silenzio di Gesù. Dopo il Getsemani non tremava più di paura, era sparita l’angoscia e qualsiasi forma di fragilità umana. Gesù si alza maestoso, silenzioso, manifestando la Sua umiltà divina che è una grandezza insondabile. Tutto il tempo della Passione è silenzioso, si riversa su di Lui tutto l’odio di satana, del mondo, delle persone concrete che Lui ha guarito, visitato, sanato, a cui ha predicato. Si riversa l’ingratitudine, l’incomprensione, l’odio gratuito, quello che la gente riesce a sputare fuori quando è posseduta dal demonio. Tutto questo in Gesù Cristo suscita la compassione. Non dice parole dure, le poche parole che pronuncia sono l’ultimo tentativo per rischiarare le anime accecate, come lo fa davanti a Pilato, come lo fa davanti al Sinedrio. Gesù ha guardato tutti con sguardo di compassione, dell’infinità Misericordia di Dio.
La Madonna quando dice “Se vivete l’amore, se vivete mio Figlio avrete la pace e sarete felici” (18 marzo 2024), intende quella felicità che è la gioia divina che rimane tale anche nelle acque tumultuose dell’odio, della cattiveria, dell’infamia, dell’accecamento. In quelle ore della Passione, Gesù è passato in quelle acque tremende, nella quali noi siamo chiamati a vivere, perché la Chiesa nella sua ultima fase della Storia chiamata a percorrere la Passione del suo Signore.
Come ha detto la Regina della pace il 25 febbraio 2023: “Guardate mio Figlio e seguitelo verso il Calvario”. Tutta la Chiesa penitente – che si professa peccatrice perdonata, che si professa servitrice di Gesù, che è pronta a seguirlo fino al Calvario e offrirsi in sacrificio, con questa forza vittoriosa, con questi sentimenti – vive i giorni precedenti alla Pasqua perché si riversi sul mondo. Cosicché anche oggi ci siano quelli come il ladrone pentito o come il centurione che gli trapassa il costato con la lancia.
Entriamo dunque, in questi giorni meravigliosi, dolorosi e gloriosi nel medesimo tempo della Passione di Cristo. Contempliamolo, chiediamo la grazia dello Spirito Santo, chiediamo a Gesù di farci capire e di donarci quello che aveva nel cuore durante la Passione. Chiediamo la Sua infinita Misericordia, la Sua determinazione di portare a termine il compito della Redenzione fino alla fine, il Suo abbraccio con il quale ha voluto stringere tutte le anime, tutti gli umili di tutti i tempi. Entriamo in questa dimensione, dedichiamoci alla meditazione e alla preghiera, grazie alla Madonna che ci ha dato questo meraviglioso Messaggio, che ci dimostra una grande luce per tutti noi.
Da: “Lettura cristiana della cronaca e della storia”