
Che cosa disse Hitler quando vide, per un’ora, l’aurora boreale nel 1938
Reverendissimo Padre Livio, il grazie è per Lei e per tutto l’Amore che trasmette ogni giorno, con costanza e Sapienza.
Elena
Le lascio uno stralcio di un articolo rinvenuto nel sito “alleanzacattolica.org” tratto da “Albert Speer, Memorie del Terzo Reich, trad. it., Mondadori, Milano 1997, pp. 195 ss.”
«Il 23 agosto 1939, i ministri degli Esteri sovietico e tedesco, Vjaceslav Michajlovic Skrjabin «Molotov» (1890-1986) e Joachim von Ribbentrop (1893-1946), firmarono il patto di non aggressione fra i due Paesi, che portò alla spartizione della Polonia. Hitler — appassionato di astronomia e di astrologia — quella sera, a cena, ricevette la comunicazione dell’avvenuta firma. Dopo cena riunì gli uomini del suo entourage dando loro la notizia e quindi, come ogni sera, li riunì per vedere un film. Fu scelta una «[…] parata dell’Armata Rossa davanti a Stalin con un poderoso schieramento di truppe. Hitler espresse la sua soddisfazione alla vista di questo esercito possente che egli aveva saputo proprio allora neutralizzare» (24). Le due ideologie mortali, il nazional-socialismo e il social-comunismo, che insanguinarono l’Europa e il mondo, si gloriavano nel vedere gli eserciti possenti e apparentemente invincibili. «Quella notte — scrive Albert Speer (1905-1981), architetto del regime — ci intrattenemmo sulla terrazza del Berghof ad ammirare un raro fenomeno celeste: per un’ora circa, un’intensa aurora boreale illuminò di luce rossa il leggendario Untersberg che ci stava di fronte, mentre la volta del cielo era una tavolozza di tutti i colori dell’arcobaleno. L’ultimo atto del Crepuscolo degli dei non avrebbe potuto essere messo in scena in modo più efficace. Anche i nostri volti e le nostre mani erano tinti di un rosso innaturale. Lo spettacolo produsse nelle nostre menti una profonda inquietudine» (25).
Un’altra incredibile coincidenza: la stessa sera dopo l’avvenuta firma del Patto Molotov-Ribbentrop. La voce del Cielo stava annunciando la catastrofe e cercava di scuotere i cuori induriti di uomini che facevano dell’odio la loro ragione di vita in un estremo tentativo di fermare la mano assassina. Hitler aveva davanti a sé un cielo fiammeggiante: anche i suoi occhi vedevano quello spettacolo e ne fu turbato, ma aveva fatto la sua scelta, era schierato dalla parte del male, come attratto da un gorgo diabolico al quale non poteva più sottrarsi. Sull’umanità peccatrice stava per abbattersi la punizione del Cielo. «Di colpo, rivolto a uno dei suoi consiglieri militari, Hitler disse: Fa pensare a molto sangue. Questa volta non potremo fare a meno di usare la forza» (26).
Il castigo era ormai imminente: da lì a pochi giorni la guerra sarebbe scoppiata e con essa l’inferno si sarebbe impadronito del vecchio continente, come annunciato ai pastorelli di Fatima dalla Madre Celeste. Dio «[…] sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre» (27).
La Russia, infatti, avrebbe sparso i suoi errori nel mondo e solo dal 1984, dopo la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria compiuta da Papa san Giovanni Paolo II (1978-2005) in unione con tutti i vescovi del mondo, quell’ideologia atea finalmente iniziò il suo declino.
La Vergine nel 1938 e nel 1939 parlò dal Cielo attraverso eccezionali fenomeni celesti per portarci alla conversione e alla salvezza, per ammorbidire i cuori di pietra di un’umanità che rifiutava il messaggio salvifico di Cristo e ad esso renderli permeabili. Grazie a questo grande insegnamento, a questo «catechismo cosmico», come potremmo definire queste manifestazioni, noi, uomini e donne del terzo millennio, dovremmo rivolgere di più lo sguardo al cielo, più che per cercare fenomeni rari o impressionanti o per dar ascolto agli astrologi, per convertirci e rispettare quella legge che dal Cielo proviene e che è stata preparata per noi. Quella legge che, sia come singoli sia come società, dovremmo rispettare per evitare altre e peggiori tragedie.
(24) Albert Speer, Memorie del Terzo Reich, trad. it., Mondadori, Milano 1997, pp. 195-196.
(25) Ibid., p. 196.
(26) Ibidem.
(27) Memorie di suor Lucia, cit., p. 121.»