
Pensiero Spirituale sul futuro nella prospettiva della luce della fede
Cari amici, il tempo dei Segreti sarà indubbiamente un tempo di Passione per la Chiesa, per le anime e per il mondo, almeno per quelli che hanno un minimo di prospettiva cristiana. Tutto questo crea una situazione di timore, paura, ansietà, angoscia, apprensione, molte volte per le persone care, per i figli, per il futuro di cui non si vede una prospettiva di serenità.
La situazione nella quale viviamo è certamente preoccupante. La Madonna ci ha svelato che l’odio dilaga, satana vuole l’odio e la guerra. Dobbiamo vedere questa prospettiva nella luce della fede. Gesù stesso ha detto: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Nella prospettiva della fede è dalla Croce che viene la salvezza.
La salvezza di tutti gli uomini di tutti i tempi viene dal sacrificio di Cristo sulla Croce, che è un sacrificio di amore al Padre, in espiazione dei peccati del mondo e perché gli uomini abbiano il perdono dei peccati e la vita eterna. Non solo nella prospettiva dell’eternità ma anche nella prospettiva nel cammino nel tempo perché comunque la croce, portata con amore, eleva, purifica, santifica il dolore e dà perfino una prospettiva di speranza alla malattia e alla morte. Questa è la salvezza cristiana, non è immaginabile il Cristianesimo senza la Croce.
La prospettiva della Croce deve essere guardata, anzitutto, in termini personali. La via della vita è una via del Calvario e quindi una via dove c’è da faticare, da soffrire, da portare il peso del male e quindi, attraverso questo, anziché venire oppressi, scoraggiati e distrutti, nella luce di Dio e camminando con Cristo Crocifisso arriviamo sulla cima del Calvario purificati, per vivere la gioia di essere in unione con Cristo già nel cammino della vita. In questo modo la prospettiva della vita eterna diventa un desiderio che ci accompagna finché camminiamo nel tempo.
Quello che i cristiani sono chiamati a vivere personalmente, è un cammino che anche la Chiesa (cioè quella parte di umanità che ha accolto la Redenzione) deve fare.
Stiamo vivendo una fase della Storia in cui la Chiesa è chiamata a vivere la Passione di Cristo. Senza forzare queste prospettive possiamo ben dire che il corso della vita della Chiesa in questi duemila anni, riflette il percorso della vita pubblica di Gesù, quella dell’evangelizzazione e della testimonianza, della predicazione e dei miracoli, delle persecuzioni e del tentativo di ucciderlo. Ci sono poi i tre giorni della Passione e possiamo dire che la Chiesa, entrando negli ultimi tempi, è chiamata proprio a vivere questi tre giorni.
Nei numeri 670 e successivi il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega che nella fase finale – cioè i tempi delle due grandi battaglie dell’Apocalisse – è il tempo della Passione della Chiesa. La parte finale del cammino della Chiesa nella Storia, cioè quello che vede la Chiesa entrare nel tempo dell’Apocalisse, non sarà un trionfo spirituale né umano, ma sarà una salita al Calvario. Solo successivamente, alla fine, il Cuore Immacolato di Maria trionferà.
Prima di entrare nella Resurrezione nella gloria dell’eternità, la Chiesa dovrà rivivere la Passione di Cristo.
La Passione di Cristo è allo stesso tempo tremenda e salvifica. Attraverso la Passione la Chiesa rinnova se stessa, espia i peccati del mondo nelle membra dei suoi fedeli. Nel Segreto di Fatima viene ben descritta questa salita della Chiesa al Calvario, l’uccisione di tutti i suoi componenti, anche il Santo Padre; gli angeli raccolgono in anfore il sangue versato dai martiri e lo riversano sulle anime che dormono il sonno della morte affinché si risveglino e vivano.
Quest’immagine riflette perfettamente un passo del Catechismo della Chiesa Cattolica sulla situazione della Chiesa Cattolica negli ultimi tempi, cioè il rivivere la Passione di Cristo:
Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti.La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne. (CCC 675)
La nostra prospettiva è proprio questa: siamo chiamati a entrare nel tempo della Passione, nel tempo della testimonianza, nel tempo della sofferenza, nel tempo dell’eroismo. La Madonna ci sta preparando, è un tempo salvifico perché in questo tempo salviamo noi stessi e diventiamo operatori di salvezza per il mondo, insieme a Maria e a Cristo.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della storia”