Venerabile Fulton J. Sheen, da “Il Sacerdote non si appartiene”

Carissimo Padre Livio,
mi sono chiesta cosa potesse esserci dietro lo sconforto di Gino e le parole rassicuranti di Daniela se è vero il fatto (perché trapela in entrambe le lettere) che queste due persone sono mosse da una grande fede.
Una risposta me la sono data e, senza tanti giri di parole, penso che la differenza possa farla avere o non avere un Padre Spirituale della “caratura” di Padre Livio.
La mia idea si è rafforzata dopo aver letto lo studio statistico diffuso alla vigilia della 97.ma Giornata missionaria mondiale di domenica 22 ottobre.
Secondo il Rapporto Fides, i cattolici nel mondo sono in aumento ovunque tranne che in Europa. Motivo? Non sarà che il tarlo del benessere, tanto caro a noi europei, abbia fatto vacillare anche altri ambienti?
Africa e Asia continuano a trainare in termini di vocazioni sacerdotali e di consacrati, mentre l’Europa e in alcuni casi l’America registrano diminuzioni a vari livelli; riguardano i membri della Chiesa, le strutture pastorali, le attività nel campo sanitario, assistenziale ed educativo.
Sa come si dice dalle mie parti? La colpa, morì fanciulla!
Le invio questo pensiero del Venerabile Fulton J. Sheen, tratto da “Il Sacerdote non si appartiene”. Non è una tirata di orecchi per tutti, sia chiaro. Sarei tanto curiosa di conoscere il suo pensiero.
Ave Maria, Gianna
“Ciò che siamo noi, lo è la Chiesa; ciò che la Chiesa è, lo è il mondo.
Non è la politica, in fondo, a decidere della guerra o della pace. Decisiva è la condizione della Chiesa che vive nel mondo e lo fa lievitare. Leggere l’Antico Testamento è riconoscere nella storia la mano del Signore che benedice o punisce le nazioni a seconda dei loro deserti.
Ciò che noi facciamo per santificarci, santifica il mondo.
Quando il pastore è pigro, il gregge è affamato;
quando dorme, esso è perduto;
quando è corrotto, il gregge si ammala;
quando è infedele, perde il discernimento.
Se il pastore non è disposto a sacrificarsi per le sue pecore, arrivano i lupi e se le divorano.
Ogni mattina, noi Sacerdoti teniamo nelle nostre mani il Cristo, che versò il sangue delle sue vene, le lacrime dei suoi occhi, il sudore del suo corpo per santificarci. Il fuoco di questo Amore dovrebbe avvampare in noi con tale ardore da renderci capaci di comunicarlo agli altri!
Mentre il Signore è nuovamente crocifisso nell’anima dei peccatori, soffriamo noi per il gregge errante?”
Venerabile Fulton J. Sheen, da “Il Sacerdote non si appartiene”