Un passo consolante (da Gesù a Suor Maria  Consolata Betrone) per chi,  essendo peccatore,  diffida di  potersi salvare

Caro Padre, 

direi in tema con Suo argomento di stamane, questo passo, tratto probabilmente da Appunti in coro. Diari di Suor Consolata Betrone, con responsabilizzante ma molto confortante insegnamento di Gesù …

Un caro saluto

Luigi

“Gesù a Suor Consolata Betrone

“Consolata, sovente anime buone, anime pie e molto spesso anime a Me consacrate, con una frase diffidente feriscono l’intimo del mio Cuore: “Chissà se mi salverò?” Apri il Vangelo e leggi le mie promesse. Alle mie pecorelle ho promesso: “Io dò loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano” (Gv 10, 28). Hai capito, Consolata? Nessuno può strapparmi un’anima.

Ma leggi ancora: “Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio” (Gv 10, 29). Consolata, hai capito? Nessuno può strapparmi un’anima… in eterno non periranno… perché Io dò ad esse la vita eterna. Per chi ho pronunciato queste parole? Per tutte le pecore, per tutte le anime. Perché allora l’insulto: “chissà se mi salverò?” se Io nel Vangelo ho assicurato che nessuno può strapparmi un’anima e che Io a quest’anima dò la vita eterna e quindi non perirà?

Credimi, Consolata, che all’inferno va chi vuole, cioè chi vuole veramente andarvi; perché se nessuno può strapparmi un’anima dalle mani, l’anima, per la libertà concessale, può fuggire, può tradirmi, rinnegarmi e passare quindi di propria volontà al demonio. Oh, se invece di ferire il mio Cuore con queste diffidenze, pensate un po’ più al Paradiso che vi attende! Perché non vi ho creati per l’inferno ma per il Paradiso, non per andare a far compagnia al demonio, ma per godermi nell’amore eternamente.

Vedi, Consolata, all’inferno ci va chi vuole andarvi… Pensa come è stolto il vostro timore di dannarvi: dopo che per salvare la vostra anima ho versato il mio Sangue, dopo che per un’intera esistenza l’ho circondata di grazie, di grazie e di grazie… all’ultimo istante della vita, quando sto per raccogliere il frutto della Redenzione e quindi quest’anima sta per amarmi eternamente, Io, proprio Io che nel santo Vangelo ho promesso di dare ad essa la vita eterna e che nessuno me le strapperà di mano, Me la lascerò rubare dal demonio, dal mio peggiore nemico? Ma, Consolata, si può credere a questa mostruosità?

Vedi, l’impenitenza finale l’ha quell’anima che vuole andare all’inferno di proposito e quindi ostinatamente rifiuta la mia misericordia, perché io non rifiuto mai il perdono a nessuno; a tutti offro e dono la mia immensa misericordia; perché per tutti ho versato il mio Sangue, per tutti!

No, non è la moltitudine dei peccati che danna l’anima, perché Io li perdono se essa si pente, ma è l’ostinazione a non volere il mio perdono, a volersi dannare.

No, Consolata: il Padre mio che Me le ha date, le anime, è più grande e potente di tutti i demoni, sai! e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio.

O Consolata, tu confida, confida sempre perché Io sono buono, sono immensamente buono e misericordioso e “non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva”.