Pensiero Spirituale sulla devozione al Sacro Cuore di Gesù

Cari amici,
la devozione al Sacro Cuore di Gesù ha fondamenti biblici molto solidi, Gesù stesso ci invita a imparare da Lui che è mite e umile di cuore. Quando il centurione trafisse con un colpo di lancia il corpo di Gesù Crocifisso, ne uscì sangue e acqua. Quando Gesù è apparso ai suoi discepoli non aveva solamente i segni dei chiodi nelle mani e nei piedi, aveva anche il costato aperto, nel quale San Tommaso è stato invitato a mettere il dito. Da qui l’importanza del cuore di Gesù nella sua radice biblica.
Gesù ha detto: «imparate da me, che sono mite e umile di cuore» (Gv 11,29)
La Regina della pace, nei suoi messaggi, ci invita ad apire i nostri cuori; c’è un vero e proprio itinerario di santità designato dalla Madonna stessa che ha tre tappe: la conversione, la purificazione, l’unione. La Madonna ha elaborato queste tre tappe a partire dal cuore: aprire il cuore, purificare il cuore, donare il cuore. Nel medesimo tempo la Regina della pace ci ha messo in guardia dall’attenzione particolare che satana ha nei confronti del nostro cuore e lo ha fatto con due espressioni molto efficaci che mettono a nudo l’azione di satana nei confronti dei nostri cuori: satana ci inganna con quello che ci offre, ci attira a sé con le false luci per diventare sue prede; satana scardina i cuori con l’odio.
Quest’ultima espressione fotografa nitidamente la situazione del mondo di oggi, vediamo anche a occhio nudo come i cuori vengono scardinati a uno a uno dall’odio.
Possiamo ben dire che l’odio è diventato uno dei segni di satana sulla Terra; d’altra parte, è tipico di satana odiare Dio e il piano di Dio e odiare le creature a immagine di Dio. La sua azione, quindi, è quella di scardinare e di distruggere.
La Madonna ci mette davanti queste due prospettive: la seduzione del nostro cuore da parte degli inganni satanici e la capacità che satana ha di penetrare nei nostri cuori e far crescere in essi i semi mortali dell’odio, dell’invidia, della prepotenza, della superbia, della cupidigia, della violenza.
Di qui l’importanza di vigiliare sui nostri cuori perché satana non li seduca e perché non li trasformi a sua immagine e somiglianza.
Mentre satana scardina i cuori, Gesù invita i cuori. L’invito, la proposta sono il metodo di Dio. Mitezza è una parola bellissima che Gesù si è attribuito; Gesù non scardina, non impone, non fa pressioni, non usa violenze. È incredibile come Gesù guarda alle persone, come rispetta fino in fondo la libertà che Dio ha dato a ogni persona. Da parte di Gesù non c’è mai la volontà di prevalere, la volontà di forzare le situazioni. Dio propone, irradia, è una fonte d’acqua fresca alla quale ci si può accostare e bere finché non si è dissetati.
La mitezza è una caratteristica del cuore di Gesù che ha mostrato in tutta la sua vita pubblica nella quale fin dall’inizio è stato bersagliato. Basti pensare che all’inizio della predicazione ha subito due violenze inaudite: a Nazareth è stato condotto su un dirupo per essere gettato, in quell’occasione Gesù con la sua potenza divina se n’è andato senza che nessuno potesse fermarlo, ma non ha reagito severamente o violentemente; quando Giuseppe era già morto, i suoi parenti (cugini di Gesù, che il Vangelo chiama fratelli) hanno organizzato un viaggio per andare a prendere Gesù a Cafarnao costringendo Maria ad andare con loro, pensavano che fosse matto, che fosse uscito fuori di sé. Dice il Vangelo di Marco: Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». La straordinaria mitezza di Gesù si esprime non soltanto nella predicazione ma soprattutto nel suo atteggiamento nei confronti delle persone.
Gesù non ha mai gesti di odio fine a se stesso, ha certamente tratti di severità nei confronti delle azioni del maligno che si impossessa della anime. Ma la mitezza di Gesù è una mitezza divina, ha in sé la forza dell’amore di Dio, la forza della Verità. Questa mitezza coraggiosa la vediamo anche nel modo in cui Gesù predica.
Gesù non esce mai fuori dall’ambito dell’invito, del richiamo, dell’appello. Gesù non si impone mai, non lo ha mai fatto quando era uomo sulla Terra e non lo fa nemmeno adesso che è vivo in Cielo.
Gesù bussa alla porta del cuore.
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”