Pensiero Spirituale sulla cura dell’anima

Cari amici,

nel Padre Nostro diciamo “dacci oggi nostro pane quotidiano” pensando che si tratta del cibo di cui abbiamo bisogno per stare in vita. Non c’è dubbio che il nostro corpo abbia bisogno di essere nutrito. Quando c’è la carestia o la siccità sappiamo bene quali sono le conseguenze. Non manca la generosità umana nell’aiutare le popolazioni che hanno bisogno di cibo e acqua, è innegabile che le persone si mobilitano per aiutare chi muore di fame o di sete.

L’uomo, però, non è il suo corpo. Il nutrimento essenziale non è quello materiale, bensì quello spirituale. Durante il tempo della vita il corpo cambia più volte, c’è un rinnovamento continuo ma la persona in sé rimane sempre la stessa. Abbiamo una sostanza spirituale che è l’anima immortale, il nostro “io” che ha una dimensione spirituale trascendente che anima il corpo ma non si identifica con esso.

Nella cultura mondiale non è mai esistito un uomo a una sola dimensione, è un’ideologia nuova del nostro tempo. Nella Storia umana l’uomo ha sempre guardato dentro se stesso e cercato qualcosa che andasse oltre la materia. Oggi si pensa che non ci sia una differenza sostanziale fra l’uomo e l’animale, non c’è un salto di qualità. Secondo il modo di pensare moderno, l’uomo sarebbe un perfezionamento della materia per cui basterebbe la materia per nutrire e soddisfare le esigenze dell’uomo.

Ne deriva che dalla soddisfazione delle esigenze del corpo e di tutto ciò che a esso è collegato, deriverebbe la felicità. Anche le culture più primitive e tutte le espressioni della civiltà hanno sempre concepito l’uomo a due dimensioni, basti pensare che da sempre i morti vengono seppelliti e onorato. Questa cultura è stata interrotta dal materialismo becero pseudoscientifico che è andato affermandosi negli ultimi tre secoli soprattutto in occidente. L’uomo di oggi si premura di nutrire il corpo, di conservarlo sano, bello, pulito, giovane; c’è una vera e propria cultura del corpo.

Il nostro corpo, però, è soggetto a cambiamenti; dopo la primavera e l’estate arrivano l’autunno e l’inverno! Alla fine della vita il nostro corpo è destinato a marcire sottoterra, è l’anima che permane. Riavremo i nostri corpi gloriosi alla fine del mondo, quando risorgeremo nella gloria di Cristo Redentore. La Regina della pace una volta ha detto: «Si nasce una volta sola e dopo la morte il corpo si decompone e non rivivrà più. Ogni uomo poi riceverà un corpo trasfigurato» (messaggio del 24 luglio 1982). È chiaro allora che la nostra attenzione deve focalizzarsi sull’anima che è eterna.

L’anima spirituale e immortale è di origine divina, non materiale: “Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente” (Gen 2,7). È chiaro allora che l’anima arriva da Dio, è il soffio divino in noi.

L’anima spirituale e immortale ha bisogno di essere curata e nutrita esattamente come il corpo. Così come è giusto avere la giusta sollecitudine per il nostro corpo, allo stesso modo dobbiamo prenderci cura della nostra anima. Così come per nutrire il corpo scegliamo i cibi che fanno bene e non lo danneggiano, allo stesso modo dobbiamo nutrire l’anima con i “cibi” appropriati che corrispondono alle sue esigenze.

La cura dell’anima implica innanzitutto il giusto nutrimento che è la preghiera. Attraverso la preghiera, l’anima riceve la Verità di Dio, il Suo amore, la Sua bontà, la Sua bellezza. Con la preghiera l’anima si nutre di Dio, lo assimila.

Nel momento della preghiera Dio nutre la nostra anima donandoci la pienezza della Sua grazia. Così come nutriamo il nostro corpo più volte al giorno, allo stesso modo dobbiamo fare con l’anima. Non bastano “briciole” di preghiera, l’anima deve essere ben nutrita! Mettiamo nella nostra giornata la preghiera, la Parola di Dio, le letture spirituali e tutto quello che può fare bene alla nostra anima edificandola spiritualmente.

La Chiesa ha scandito la giornata del cristiano con diversi momenti dedicati alla preghiera proprio perché all’anima non manchi mai il nutrimento. La Madonna ci esorta di continuo a pregare, di giorno e di notte. Ci sono poi altri modi per nutrire l’anima, delle buone letture, delle trasmissioni educative, gli approfondimenti delle vite dei Santi. È fondamentale scegliere il “cibo” giusto.

La preghiera è un argine spirituale che contiene l’avanzare del male dentro di noi e intorno a noi. Ascoltiamo la Madonna, Lei sa indicarci cosa fare per ottenere la Salvezza eterna. Torniamo a Dio, torniamo alla preghiera e ai Comandamenti. Un’anima ben nutrita e fortificata nella fede e nella santità della vita è certamente uno scudo che non permette al male di toccarci. Un’anima denutrita si indebolisce.  
Da “La Lettura cristiana della cronaca e della Storia”