L’attacco alla figura di S. Giovanni Paolo II è un segno allarmante

Caro padre Livio,
ho visto dal suo blog che lei ha riportato degli articoli riguardanti l’ignobile attacco alla figura di Giovanni Paolo II nella vicenda di Emanuela Orlandi.
Screditare un Papa santo è già l’anticipo di quello che accadrà nei 10 segreti di Medjugorje. Vedremo se l’Italia e il suo sistema giuridico saprà difendere la memoria di Giovanni Paolo II per le parole dette dal suo segretario particolare Dzwisz e dai giornalisti, sperando che si sollevi un’indignazione generale, perché se questo non dovesse avvenire allora cominciano ad avverarsi anche le profezie della beata suor Elena Aiello riguardante la chiesa e il Vaticano.
Purtroppo caro padre quando si deve parlare male della chiesa, del Vaticano, dei Papi, anche i credenti concorrono a farlo.
I cristiani che seguono la Madonna specialmente a Medjugorje devono saper difendere ciò che ci appartiene e a proposito di Giovanni Paolo II non si può pensare male perché il veggente Ivan l’ha visto accanto alla Madonna quando morì!! ( Posso pensare che ci si può sbagliare su questa terra nel valutare le varie situazioni, ma se una persona della caratura di Giovanni Paolo II è stato visto accanto alla Madonna non ci sono né dubbi, né ombre)
Con affetto Ave Maria!! Franca
Cara Franca,
ieri all’Angelus abbiamo applaudito di cuore alle parole di Papa Francesco che ha stigmatizzato l’attacco alla figura di S. Giovanni Paolo II con parole inequivocabili: “illazioni offensive e infondate”.
Tuttavia non si può sottovalutare quanto è accaduto, che è gravissimo, in particolare in un paese come l’Italia.
In realtà si tratta di un attacco alla Chiesa cattolica e al papato, colpendone una delle figure più significative.
Questo ci porta oltre gli attori visibili, perché i fili che muovono le marionette sono altrove.
Non per nulla in Polonia è stato detto che chi, nel 1981, ha tentato di uccidere Papa Woityla, ci ha provato una seconda volta.
Bisogna prendere atto che la Chiesa cattolica è sotto attacco di forze malvage, di diversa provenienza, ma fra loro coalizzate.
Non è più possibile subire passivamente, ma bisogna dare vita una resistenza spirituale cattolica, attraverso una rete capillare di gruppi di preghiera mariani.
Il primo passo che suggerisco è di spegnare la televisione, specialmente quelle che si segnalano per attacchi alla Chiesa e al Papa.
Per loro perdere ascoltatori, anche pochi, è un segnale di morte che temono più di ogni altra cosa.
Dedichiamo la serata alla recita del Rosario perché, senza la fede e la preghiera, rischiamo di essere travolti da queste macchine di fango che abbiamo in casa.
Ave Maria
Padre Livio