Mia personale testimonianza sul tema della Vita

Ciao padre Livio,

sono un ascoltatore di 41 anni e sono un disabile. Seguo assiduamente il tuo blog (scusami se ti do del tu) ed è un po’ che ho il desiderio di scriverti per condividere con te un pensiero, una preoccupazione che da molto tempo rimugino… Premetto che sono uno dei tanti che è cresciuto con Radio Maria…(da quando nel lontano 1987/88 i miei genitori l’hanno scoperta)…con la tua voce, quella di Roberta (ero uno di quei tanti bambini che chiamava la Roby al gioco del giovedì pomeriggio quando c’era anche Alessandra), di Annamaria Cenci e di tanti altri conduttori che sono passati negli anni. Ascoltavo spesso le tue catechesi giovanili del venerdì sera e quando eravate nella vecchia sede ho avuto la possibilità di partecipare tre volte in diretta nella cappella.

Cercherò di essere breve. La mia disabilità non mi ha permesso di condurre una vita semplice e aperta e quindi puoi immaginare quanti conflitti ho avuto con il Signore, con me stesso e con il mondo. Grazie a Dio sono cresciuto con uno slancio per la vita, imparando ad amare le piccole cose e coltivando il mio mondo interiore: la lettura, l’arte, il cinema di qualità e grazie anche a voi ho imparato ad apprezzare anche la buona musica e i bellissimi canti. I miei genitori nella loro semplicità hanno cercato di trasmettere a me e ai miei fratelli la fede; ma è da mia madre (ormai da qualche anno in cielo) che ho avuto la testimonianza più forte.

Non sono mancate persone che mi hanno voluto bene e con le quali ho potuto fare delle esperienze bellissime: Lourdes, Assisi, campeggi in montagna, Taizé, Medjugorje…il mare, le montagne. Tutte esperienze di cui ringrazio immensamente il buon Dio, che mi hanno aperto il cuore, che mi hanno fatto amare sempre di più la vita e che mi hanno dato dei segnali molto forti della Sua vicinanza e del Suo amore.

Certo, non sono mancati anche momenti di dolore, amarezza, tristezza, confusione, smarrimento che spesso mi hanno portato lontano da Gesù. Momenti bui nei quali non volevo più saperne del Signore, della fede, della Chiesa…tanta rabbia e delusione. Ma anche in quei momenti ho sempre avuto amore per la vita e anche se agli occhi del mondo la mia vita non è granché, sono sempre stato attaccato ad essa. E non sono mai mancati spiragli di luce, infatti i miei genitori (e adesso mio padre) non hanno mai perso la fede e la voce di Radio Maria ha continuato a riempire casa (e confesso che spesso mi dava seriamente fastidio e nervosismo).

Nei periodi in cui mi sono sentito cadere sotto il peso della mia croce, ho sperimentato anche la potenza del sacramento dell’unzione dei malati che mi ha lasciato tanta pace e che mi ha fatto sentire perdonato, amato da Gesù. E ogni volta che cercavo di sfuggire a Lui, ho potuto sperimentare la sua Grazia anche quando ormai pensavo che persino Dio mi avesse dimenticato (anche perché ci sono state anche persone che hanno pregato molto per me). Gesù è veramente il buon pastore che cerca la pecorella perduta…e credimi a modo mio l’ho fatto scomodare un bel po’.

Detto questo, arrivo alla mia personale riflessione. Si continua ormai da diverso tempo a parlare del fine vita (aborto, suicidio assistito, eutanasia) e (lo vediamo sotto i nostri occhi) si sta affermando sempre di più un rifiuto categorico nei confronti del dono prezioso e divino della Vita (specie per quanto riguarda le categorie fragili nelle quali io stesso faccio parte) e mi domando con un po’ di preoccupazione se questo “diritto a morire” non si trasformi in un futuro, neanche poi tanto lontano, in un normale e sistematico “smaltimento sociale” da parte di una certa élite mondiale nei nostri confronti; magari facendolo passare per un bene superiore per l’esistenza dell’umanità e che tutti dovranno accettare con rassegnazione. Forse la mia è solo un’esagerazione paranoica. Rifletto molto sui messaggi della Regina della Pace e mi chiedo se nel tempo dei segreti potrebbe accadere qualcosa del genere. Spero tanto di sbagliarmi!

Per il resto, vivo serenamente le mie giornate. La mia preghiera non manca. Ogni volta che prego il rosario e arrivo al terzo mistero della luce (l’annuncio del regno di Dio e l’invito alla conversione) ricordo tutti i missionari e la missione della Chiesa e di Radio Maria. Di notte quando mi sveglio, accendo la mia radiolina che tengo sotto le coperte e vi ascolto e prego con voi. Vorrei tanto fare e dare di più ma le mie forze son quel che sono. Mi piace vivere nel nascondimento la mia fede e sono attratto molto dalle figure ascetiche solitarie come il pellegrino russo e i padri del deserto…figure che nella loro vita eremitica cercano e vivono a stretto contatto con il Signore. spero di essere uno strumento nelle mani di Maria e di Gesù e di morire un giorno nella pace e nelle loro braccia.

Spero di essermi spiegato bene…nel caso chiedimi pure dei chiarimenti. Grazie padre Livio per avere letto la mia mail. Ti chiedo l’enorme favore di non menzionarmi nel blog, vorrei rimanere anonimo.

Anonimo