"VI SUPPLICO: CONVERTITEVI!" (REGINA DELLA PACE-MEDJUGORJE)

Anno: 2026 Pagina 61 di 347

🟢CATECHESI DI P. LIVIO🟢 Medjugorje perchè non ho dubbi – Puntata 1 – Medjugorje è una cosa seria, da prendere in considerazione

LETTURA CRISTIANA DELLA CRONACA E DELLA STORIA

Programma di Padre Livio –  Lunedì  7 Settembre 2026

h. 8.50: Diretta su Radio Maria – Diretta video su blogdipadrelivio.it – su Facebook – su Digitale terrestre canale 789 delle Tv Smart – su YouTube (in differita)

h. 8.50: PENSIERO SPIRITUALE

I cinque minuti dello Spirito Santo

h. 8.55: RITAGLI DI PAGINE INEDITE

Tratti dal Libro: Medjugorje perché non ho dubbi

h. 9.00: EDITORIALE

La vittoria di Maria è già incominciata

h. 10.00: CATECHESI

Lettura del libro: Medjugorje perché non ho dubbi

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🟢 PADRE LIVIO – GESU’ CI INSEGNA A VIVERE – Puntata 16


🟢LIVE🟢PELLEGRINO A QUATTRORUOTE – itinerari con Padre Livio – puntata 51 – LASALETTE II PARTE

“Medjugorje perché non ho dubbi”

Nel mondo senza Dio la Russia occupa un posto paticolare

Quando la Madonna parla del trionfo del suo Cuore Immacolato che avverrà al termine dei Segreti, si riferisce alla conversione della Russia. La Madonna nomina esplicitamente la Russia, non altri popoli o l’umanità in generale. Credo che il motivo sia molto semplice, la Russia è il Paese con più bombe atomiche, è pronto a tutto pur di prevalere. Siamo di fronte a un affresco di straordinaria grandezza, siamo di fronte al primo grande combattimento spirituale dove si fronteggiano la Donna vestita di Sole e il dragone infernale. Il tempo dei Segreti di Medjugorje è il tempo della grande apostasia, la fede e la Croce sono rifiutate, Cristo viene rinnegato. È il tempo della grande apostasia di cui parla anche il Catechismo della Chiesa Cattolica; è il tempo in cui l’umanità pensa di poter risolvere i suoi problemi con la scienza e con la tecnica abiurando la Salvezza cristiana. Questo è il tempo in cui si estende il piano di Maria da Fatima a Medjugorje ed è anche il tempo dell’anticristo. L’umanità stessa è anticristica perché ha messo sé stessa al posto di Dio e quindi satana regna. La Madonna ha spiegato che, mettendo sé stessa al posto di Dio, l’umanità ha messo satana al posto di Dio. Questo è il tempo del capovolgimento radicale che è avvenuto negli ultimi secoli e che adesso si è concretizzato in un tentativo di liquidare il Cristianesimo.

Il mondo senza Dio nulla potrà di fronte alla grandezza del piano di Maria

La Madonna opera per distruggere il piano di satana e le sue armi sono la fede e la preghiera, suscitando la fede cristiana e gli apostoli del suo amore, risvegliando la testimonianza, allargando la sua influenza. La Madonna trionferà con le sue armi perché nel tempo dei Segreti da una parte ci sarà l’umanità anticristica e dall’altra la Regina della pace con la Chiesa Cattolica. Gli avversari non potranno rispondere alle armi della Madonna; la profezia che precede di tre giorni gli eventi di ogni Segreto sarà talmente sconvolgente che i popoli usciranno dalla caverna in cui sono rinchiusi e guarderanno alla Chiesa Cattolica. Il segno sulla montagna (terzo Segreto) è indistruttibile, è durevole, è visibile e viene dal Signore; questo segno scuoterà i popoli e risveglierà in essi il desiderio di Dio, della trascendenza. La presenza di Maria per tutto il tempo dei Segreti, poi, sarà un’altra arma a cui il mondo senza Dio non saprà ribattere. L’impero dell’anticristo crollerà e ci sarà la nascita sempre più incisiva e sempre più diffusa del tempo della pace.

È importante, allora, comprendere la portata del piano di Maria da Fatima a Medjugorje anche perché, volenti o nolenti, dovremo viverlo e affrontarlo. La Chiesa è consapevole, sa tutto questo, conosce i Segreti di Fatima meglio di noi ed è al corrente di aspetti che noi non conosciamo come ha lasciato intendere San Giovanni Paolo II a Fulda. La Chiesa, conoscendo i Segreti di Fatima conosce anche i Segreti di Medjugorje ed è consapevole del destino che la aspetta, ovvero la persecuzione e l’apostasia. I pastori della Chiesa, compreso il Papa, dovranno affrontare la via del Calvario e verranno decimati; il Santo Padre verrà ucciso quando arriverà ai piedi della Croce. Questo è Cristianesimo! La Madonna vincerà col sangue dei martiri, come dice il Segreto di Fatima, con cui gli angeli irroreranno le anime che verranno purificate. Questo è il meraviglioso affresco del piano di salvezza di Maria che da Fatima va a Medjugorje.

(Dal libro di Padre Livio “Medjugorje perché non ho dubbi – La Madonna ha rivelato l’Apocalisse” – Sugarco Edizioni)

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Un Papa che è un papà

Il Papa: “Il lamento e la maldicenza sono più facili, ma non generano nulla. Il Vangelo educa alla libertà”

L’Angelus di oggi di Papa Leone XIV in Piazza San Pietro

Papa Leone, Angelus |  | Vatican Media / EWTN

Di Veronica Giacometti

Città del Vaticano, domenica 6 settembre 2026, 12:11 (ACI Stampa).

“La Parola di Dio proclamata nella liturgia di questa domenica ci offre alcuni criteri fondamentali di pensiero e di azione. Leggiamo dalla Lettera ai Romani che ogni comandamento si ricapitola in questa parola: Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Papa Leone XIV inizia dalla Liturgia di oggi per accogliere i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per l’Angelus della domenica.

“Gesù ci ha insegnato a invocare e a praticare la remissione dei debiti. C’è però un patrimonio che ci dobbiamo l’un l’altro, senza restarne imprigionati: è il debito di un amore vicendevole. Tutta l’attenzione, la cura e il bene che abbiamo ricevuto ci rendono più liberi e capaci di responsabilità”, dice il Pontefice affacciandosi alla finestra dello studio, nel Palazzo Apostolico Vaticano.

“Nel Vangelo di questa domenica, Gesù suggerisce a ogni comunità cristiana almeno due modi di esercitare l’amore vicendevole. Il primo è diventare capaci di correzione fraterna. È un’arte delicata e troppo spesso dimenticata, che chiede franchezza e gradualità. Parlarsi sinceramente – dapprima a tu per tu, poi se necessario fra due o tre persone, infine, quando occorre, con l’intera comunità – significa affrontare la realtà e trasformare problemi e conflitti in passaggi di crescita. Il lamento e la maldicenza sono più facili, ma non generano nulla e paralizzano molte situazioni. Il Vangelo, invece, ci educa alla libertà, nella carità”, questo il consiglio di Papa Leone.

“C’è poi un secondo modo di amare fraternamente, che per Gesù trasforma persino la preghiera: mettersi d’accordo. Non soltanto quando c’è un conflitto, ma per chiedere a Dio qualche dono. Senza fede, ognuno potrebbe sentirsi solo e sospettare degli altri, vedendoli come estranei e nemici. Per grazia, siamo invece fratelli e sorelle che possono andare d’accordo: incontrandosi, perdonandosi e ascoltandosi nel Signore”, commenta il Papa prima della preghiera mariana.

Subito dopo la recita dell’Angelus il Papa passa ai consueti saluti. L’appello è per la pace in Ucraina. “Con animo addolorato ho seguito le notizie dei violenti attacchi che hanno colpito diverse città e infrastrutture civili in Ucraina, provocando la morte di persone innocenti”, dice il Pontefice.  “Il mio cuore si unisce alla popolazione che da anni vive nell’angoscia e nella paura”, continua l’appello del Papa che chiede di “mettere fine alla violenza, fermare la distruzione, aprire il cuore alla pace”. Il Papa nel suo appello auspica la ripresa dei negoziati, l’apertura alla diplomazia.  “Prevalga la concordia a tutti i conflitti del mondo”, questo l’appello finale.

“Chiediamo al Signore dopo la pausa estiva di accompagnarci e sostenerci nella sua luce”, finisce così l’Angelus di oggi di Papa Leone in Piazza San Pietro.

🔔 BENEDIZIONE DI P.LIVIO 🔔23ma Domenica del Tempo Ordinario🍇🌾”Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello.”

A che punto siamo nel conflitto tra Russia e Ucraina? Territori e garanzie: i nodi del negoziato

di Marta Serafini – Corriere della Sera – 6 Settembre 2026

Lo scoglio principale resta il controllo del Donetsk: Putin insiste nel volerlo tutto, Zelensky fa muro. E Mosca è sempre più ostile al coinvolgimento europeo

Dal febbraio 2022, Mosca e Kiev hanno continuato a mantenere contatti senza però riuscire a trasformarli in un vero percorso verso la pace. Ci sono stati brevi cessate il fuoco, scambi di prigionieri e tentativi di mediazione, ma nessuno di questi passaggi ha prodotto risultati decisivi.

Una nuova fase di negoziati ad alto livello si è aperta nel gennaio 2025, poco dopo l’insediamento di Donald Trump che aveva promesso di chiudere la guerra in tempi rapidissimi. L’ultimo ciclo di colloqui diretti si è svolto a febbraio, con incontri ad Abu Dhabi e poi a Ginevra. Anche in quel caso, però, non è arrivata alcuna svolta. La trattativa si è interrotta bruscamente quando l’attenzione dell’amministrazione americana è stata assorbita dalla guerra con l’Iran. Da allora i contatti tra le due capitali sono rimasti limitati, mentre i nodi di fondo sono rimasti tutti sul tavolo. A giugno Volodymyr Zelensky ha pubblicato una lettera aperta a Vladimir Putin proponendo di riprendere i colloqui di pace, ma il presidente russo ha continuato a mostrare scarso interesse per una soluzione negoziale, ribadendo la volontà di proseguire la guerra.

La zona contesa

Il principale punto critico riguarda il territorio. Nell’ultimo ciclo negoziale si è discusso di un piano di pace in 20 punti, che comprendeva garanzie di sicurezza per impedire nuove aggressioni russe e impegni per la ricostruzione dell’Ucraina. Ma la questione decisiva resta il controllo del Donetsk. La Russia chiede che Kiev ceda il territorio che ancora controlla nella regione orientale, una fascia di circa 80 chilometri per 65 con decine di centri abitati. Putin punta al controllo completo del Donetsk, comprese le città fortificate di Sloviansk e Kramatorsk. Zelensky ha escluso di poter semplicemente ordinare il ritiro, sia per ragioni legali sia politiche e umanitarie, ricordando che nell’area vivono ancora centinaia di migliaia di persone. La sua proposta è quella di un arretramento simmetrico delle forze, con la creazione di una zona smilitarizzata o economicamente libera presidiata da Kiev e con la linea di contatto affidata a forze internazionali. Resta però una soluzione difficile: senza un compromesso sul Donetsk, un accordo di pace appare poco realistico, anche se il logoramento militare di entrambe le parti potrebbe alla lunga spingere entrambe le parti verso aperture.

La centrale

Un secondo nodo è la centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, occupata dai russi dal marzo 2022. I sei reattori sono da tempo in arresto. Per farli ripartire servirebbero investimenti ingenti, anche per ricostruire la diga di Kakhovka che garantiva l’acqua di raffreddamento. Kiev chiede la smilitarizzazione dell’area e immagina una zona economica libera. Gli Stati Uniti hanno proposto una gestione congiunta tra Washington, Mosca e Kiev, ma l’ipotesi è stata giudicata irrealistica dagli ucraini, che hanno rilanciato con una gestione al 50 per cento tra Usa e Ucraina. Il problema è che la Russia non intende rinunciare al controllo dell’impianto. Un compromesso, qui, non è impossibile, ma richiederebbe un livello di fiducia che oggi semplicemente non esiste.

Le garanzie di sicurezza

Attorno al tavolo, inoltre, non ci sono solo russi e ucraini. Gli Stati Uniti restano il principale mediatore, ma i governi europei temono di essere tagliati fuori da un accordo destinato a ridefinire gli equilibri di sicurezza del continente. Francia, Germania e Regno Unito hanno quindi costruito un formato negoziale che tuteli gli interessi europei, i Volenterosi. Kiev chiede a Stati Uniti ed Europa garanzie di sicurezza sul modello Nato in caso di una nuova aggressione russa e punta a mantenere un esercito di 800 mila uomini. Ma Mosca considera inaccettabile la presenza di truppe europee sul territorio ucraino.

Legittimità

Pesano poi i costi della guerra e della ricostruzione. Le perdite ucraine sono stimate in 800 miliardi di dollari e resta aperta la questione di quanto la Russia dovrebbe contribuire. Sullo sfondo ci sono anche i beni russi congelati in Europa. A complicare tutto ci sono poi i dossier strategici: l’adesione dell’Ucraina alla Nato, respinta da Mosca ma iscritta nella Costituzione ucraina, e quella all’Unione europea, che appare comunque lontana. E la legittimazione politica di un accordo che a Kiev dovrebbe arrivare da un referendum.

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